Soliti autobus e soliti problemi…

Soliti autobus e soliti problemi...

Non accenna ad arrestarsi il preoccupante fenomeno degli incendi che coinvolgono gli autobus dell’azienda di trasporto pubblico locale modenese (Seta). E come associazione di consumatori noi di U.Di.Con Emilia Romagna – Unione per la difesa dei consumatori – chiediamo urgentemente un chiarimento ai vertici dell’azienda.
La determinazione di destinare quasi 30 milioni di euro al rinnovamento della flotta nel triennio 2016-2018 era stata accolta con favore anche dalla nostra associazione, ma è evidente che si tratta di una misura ad oggi totalmente insufficiente.
La frequenza con cui tale tipologia di incidenti si sta verificando desta apprensione e, se nel caso dell’incendio di ieri in v. Vignolese un plauso va all’autista e ai Vigili del Fuoco che sono prontamente intervenuti, non è però possibile fare unicamente affidamento sulla prontezza dei soccorsi per scongiurare eventuali tragedie. La questione va risolta a monte e deve essere Seta ad occuparsene.
La puntualità delle corse, l’igiene dei mezzi, l’adeguata formazione del personale e la sicurezza sono criteri fondamentali e sulla cui applicazione non è possibile lesinare né risorse né impegno da parte di tutti i soggetti coinvolti nella gestione dell’azienda.
Per quanto detto chiediamo a Seta quali azioni siano state intraprese per far cessare e prevenire altri simili incidenti, che mettono a repentaglio l’incolumità dei passeggeri-utenti e che contribuiscono fortemente a disincentivare l’utilizzo del trasporto pubblico locale. Qualora non ricevessimo gli opportuni chiarimenti dall’azienda in tempi ragionevoli, ci riserviamo di presentare un esposto in procura agli organi competenti.
“Da parte nostra – chiosa il Presidente di U.Di.Con Emilia Romagna Vincenzo Paldino – è stato avviato un monitoraggio puntuale delle corse di linea nelle città capoluogo della regione, da cui a fine anno trarremo un quadro veritiero della situazione del trasporto pubblico, affinché i servizi annunciati sulla carta non restino lettera morta”.

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