Passaporto, dal 1° dicembre 2025 cambia il metodo di pagamento: addio al bollettino postale, arriva PagoPA

Dal 1° dicembre 2025 entra ufficialmente in vigore un’importante novità riguardante il rilascio del passaporto ordinario. Il tradizionale bollettino postale, per anni unico strumento di pagamento del contributo, non sarà più utilizzabile: al suo posto subentrano i pagamenti digitali tramite la piattaforma PagoPA, nell'ambito del più ampio processo di digitalizzazione dei servizi pubblici.

Cosa cambia

La nuova modalità punta a rendere la procedura:

  • più rapida, grazie alla gestione telematica dei dati;

  • più sicura, con transazioni tracciabili e certificate;

  • più accessibile, consentendo ai cittadini di effettuare il pagamento anche da remoto.

Il contributo necessario per richiedere il passaporto subisce una lieve variazione:

  • da 42,50 euro a 42,70 euro.

Non sono previsti ulteriori costi, fatta eccezione per chi sceglie il servizio di consegna a domicilio del documento, del tutto facoltativo, che rimane fissato a 9,53 euro da pagare direttamente al personale di Poste Italiane al momento della consegna.

Importante: i bollettini postali pagati prima del 1° dicembre 2025 resteranno comunque validi, evitando disagi ai cittadini che hanno già completato la procedura.

Il pagamento può essere effettuato sia di persona sia online, con un’ampia scelta di canali abilitati:

In presenza:

  • Uffici Postali

  • Banche

  • Tabaccherie

  • Ricevitorie e punti vendita convenzionati con PagoPA

Online:

  • piattaforme e app degli stessi operatori

  • servizi digitali collegati alla rete PagoPA

Questa flessibilità consente di completare l’operazione in modo semplice e veloce, mantenendo la piena validità legale del pagamento.


Contratti al telefono: la trappola dell’Otp che vale come una firma digitale

Sempre più consumatori scoprono di aver sottoscritto contratti vincolanti al telefono senza aver realmente letto le condizioni. Il motivo? Una procedura apparentemente innocua, ma pienamente valida dal punto di vista legale: la firma con Otp, cioè l’inserimento di un codice ricevuto via sms. Un gesto rapido, spesso eseguito con leggerezza, che però equivale a una vera e propria firma digitale. L’unica via d’uscita è il diritto di recesso entro 14 giorni.

Tutto comincia con una telefonata da parte di un operatore che propone un’offerta — per luce, gas, telefonia o altri servizi — presentata come conveniente e urgente. Il consumatore, senza documenti davanti, fatica a valutarla con attenzione. La pressione psicologica è forte: “l’offerta scade oggi”, “va confermata subito”.

Se il cliente accetta, riceve via sms o e-mail un link che rimanda al contratto completo. Si tratta spesso di documenti molto lunghi, che richiedono tempo per essere letti. Molti rimandano la lettura, fidandosi di quanto promesso oralmente dall’operatore.

È in questo momento che scatta la procedura decisiva: l’arrivo di un codice Otp da inserire online per rendere valida l’adesione. Un gesto rapido, quasi automatico, che però ha le stesse conseguenze della firma su un documento.

Otp significa One Time Password. È una forma di firma elettronica avanzata basata sull’invio di un codice monouso, generato con algoritmi sicuri e valido per pochi secondi. Inserendo quel codice:

  • si autentica l’identità del firmatario,

  • si conferma la volontà di aderire al contratto,

  • si attribuisce piena validità legale al documento.

La normativa europea e italiana sulla firma elettronica riconosce infatti la validità della firma Otp quando soddisfa determinati requisiti di sicurezza e tracciabilità.


Come leggere la bolletta del gas: cosa incide di più sul prezzo

La bolletta del gas sembra complessa per via delle tante sigle (Smc, PDR, accise…), ma le voci fondamentali sono poche e chiare. Ecco come leggerla senza stress.


1. Materia prima gas

È il costo del gas che consumi, espresso in €/Smc.
Comprende:

  • prezzo della materia prima

  • costi di approvvigionamento

  • eventuali spread del fornitore

👉 È la voce che cambia più spesso e incide davvero sul totale.


2. Trasporto e stoccaggio

Costi per:

  • trasportare il gas nella rete nazionale

  • conservarlo nei depositi

  • distribuirlo al contatore

👉 Non dipendono dal fornitore.


3. Oneri di sistema

Spese fisse stabilite dall’autorità.
Non si possono eliminare.


4. Accise e IVA

Sono imposte statali.
Vengono calcolate in base al consumo e alla regione.


5. Consumo in Smc

Il gas si misura in Standard metri cubi (Smc).
Questa conversione tiene conto di:

  • altitudine

  • temperatura

  • pressione

👉 Per questo il consumo in bolletta può differire da quello “a volume”.


6. Consumi stimati

La bolletta può riportare consumi stimati, poco precisi.
Meglio effettuare l’autolettura, così paghi solo ciò che hai realmente usato.


7. Conclusione

Per capire la tua bolletta del gas devi concentrarti su quattro cose:

  1. prezzo della materia prima

  2. consumi reali

  3. oneri fissi

  4. imposte

Capite queste voci, leggere la bolletta diventa semplice e puoi riconoscere subito eventuali anomalie.


Dal campo alla tavola: come cambia la nostra spesa con la Farm to Fork

La strategia Farm to Fork non è solo teoria: ha effetti concreti su ciò che mettiamo nel carrello. Ecco come.

1. Prodotti locali e stagionali

Mangiare in base alla stagione significa ridurre trasporti inutili e sfruttamento delle risorse. La strategia incoraggia a privilegiare cibi freschi e locali.

2. Minore consumo di prodotti ultra-processati

L’obiettivo è una dieta più sana, ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali. Per i consumatori significa leggere meglio le etichette e ridurre alimenti ad alto contenuto di zuccheri, sale e grassi saturi.

3. Etichette più chiare

Farm to Fork promuove informazioni chiare sull’origine dei prodotti, metodi di produzione e impatto ambientale. Questo permette scelte più consapevoli: sapere se il pollo proviene da allevamento sostenibile o se il pomodoro è a km 0 fa davvero la differenza.

4. Lotta allo spreco alimentare

I consigli pratici per ridurre sprechi diventano parte della strategia:

  • pianificare i pasti

  • conservare correttamente

  • consumare prima gli alimenti vicini alla scadenza

  • valorizzare gli avanzi

5. Il ruolo dei cittadini

Ogni acquisto diventa un piccolo gesto politico: sostenere aziende etiche e prodotti sostenibili significa premiare chi produce in modo responsabile, rafforzando l’intera filiera.


Come capire la bolletta della luce: tutte le voci spiegate facile

La bolletta della luce è una delle più difficili da interpretare: sigle, fasce orarie, oneri… ma una volta capite le voci principali, tutto diventa semplice.


1. Spesa per la materia energia

È il costo della corrente. Comprende:

  • prezzo dell’energia (€/kWh)

  • perdite di rete

  • dispacciamento

👉 Qui si gioca il risparmio vero: è l’unica parte che cambia da fornitore a fornitore.


2. Trasporto e gestione del contatore

Sono i costi per:

  • portare l’elettricità fino a casa tua

  • mantenere il contatore

👉 Sono regolati dall’ARERA e non cambiano se cambi fornitore.


3. Oneri di sistema

Sono costi stabiliti dallo Stato per finanziare varie attività (es. rinnovabili).
Non personalizzabili.


4. Fasce orarie (F1 – F2 – F3)

  • F1: giorni feriali, ore di punta → più costosa

  • F2: intermedi

  • F3: notti e weekend → più economica

👉 Se usi lavatrice, forno o lavastoviglie in F3, risparmi.


5. Consumi reali vs stimati

  • Reali: lettura del contatore

  • Stimati: previsione (non precisa) del fornitore

👉 Evita consumi stimati: fai l’autolettura.


6. Imposte

Accise e IVA. Non si possono modificare.


Economia circolare e spreco alimentare: un connubio vincente

Lo spreco alimentare è uno dei grandi problemi della società moderna. L’economia circolare offre soluzioni concrete per recuperare risorse e ridurre l’impatto ambientale.

1. Riutilizzo degli scarti

  • Bucce, torsoli, foglie e gambi possono diventare compost o ingredienti per nuove ricette.

  • Pane raffermo → pangrattato o crostini.

  • Avanzi di frutta → marmellate o smoothie.

2. Trasformazione in nuovi prodotti

  • Oli esausti → biodiesel

  • Scarti di frutta e verdura → mangimi per animali o bioplastica

  • Latte in eccedenza → formaggi o prodotti caseari alternativi

3. Pianificazione e conservazione

  • Pianificare la spesa e i pasti riduce gli avanzi.

  • Congelare e conservare correttamente allunga la vita degli alimenti.

4. Coinvolgere comunità e aziende

  • Mense, supermercati e ristoranti possono donare eccedenze alimentari.

  • App anti-spreco collegano chi ha cibo da dare a chi ne ha bisogno.


Come i consumatori possono adottare l’economia circolare nella vita quotidiana

Non servono grandi rivoluzioni: ogni cittadino può fare la differenza adottando abitudini circolari.

1. Riparare invece di buttare

  • Elettrodomestici, vestiti e mobili possono avere una seconda vita.

  • Cerca officine locali o tutorial online per riparazioni fai-da-te.

2. Comprare consapevolmente

  • Scegli prodotti durevoli, riparabili o realizzati con materiali riciclati.

  • Preferisci filiere locali per ridurre trasporti e sprechi.

3. Ridurre, riutilizzare, riciclare

  • Riduci il consumo superfluo.

  • Riutilizza contenitori e materiali.

  • Ricicla correttamente: carta, plastica, vetro, alluminio e rifiuti organici.

4. Condivisione e prestito

  • Piattaforme di sharing economy: bici, utensili, libri, elettrodomestici.

  • Le comunità di prestito riducono la produzione di nuovi beni.

5. Scegliere servizi e prodotti circolari

  • Aziende che offrono refill, packaging ricaricabile o noleggio invece di vendita.

  • Prodotti second-hand o rigenerati.


Truffe in aumento: milioni di italiani colpiti da frodi telefoniche e online

Negli ultimi mesi la tutela dei consumatori è tornata al centro dell’attenzione, ma nonostante le campagne informative e i numerosi vademecum diffusi, le truffe continuano a mietere vittime.  Solo nell’ultimo anno, quasi 3,9 milioni di italiani sono stati bersaglio di truffe o tentativi di frode legati alla telefonia.

Il danno medio stimato è di 124 euro per la telefonia mobile e di 157 euro per quella fissa, con un impatto economico complessivo che supera i 600 milioni di euro. I canali più utilizzati dai truffatori risultano essere i finti call center (63,3% per la telefonia fissa e 47,1% per quella mobile), le email fasulle (25,6% e 42,9%) e gli SMS (18,9% e 32,8%). Per la telefonia mobile, sorprende l’uso crescente della messaggistica istantanea: oltre un quarto delle truffe sfrutta questo canale.

Nonostante la gravità dei danni, più della metà delle vittime (52%) non ha sporto denuncia. Tra i motivi principali, emerge il senso di vergogna per essere caduti in trappola (20%) o la volontà di non rendere pubblica la vicenda tra familiari e amici (15%).

Tra le frodi più diffuse ci sono quelle che coinvolgono tecnici che si presentano alla porta dopo la richiesta di attivazione di una nuova linea telefonica, chiedendo pagamenti in contanti. In realtà, le compagnie di telecomunicazione gestiscono sempre le transazioni centralmente tramite bollettino, bonifico o carta di credito.

Un’altra truffa molto comune riguarda le chiamate “fantasma” da numeri sconosciuti. La vittima riceve una telefonata e, quando risponde, la linea cade immediatamente. L’obiettivo dei truffatori è spingere la persona a richiamare, facendo lievitare il costo della chiamata e prosciugando il credito telefonico. Questo tipo di frode funziona solo se la vittima ricontatta il numero sconosciuto.

L’indagine mette in luce un dato preoccupante: nonostante la crescente consapevolezza, i consumatori continuano a cadere nelle trappole più tradizionali. La prevenzione rimane quindi fondamentale: diffidare da richieste di pagamento inaspettate, verificare sempre l’identità dei call center e prestare attenzione a chiamate o messaggi sospetti può ridurre drasticamente il rischio di frode.

indagine condotta da Facile.it

Le 7 parti principali di una fattura: guida semplice per tutti

Le bollette domestiche possono sembrare piene di termini tecnici, ma in realtà ogni fattura segue una struttura chiara. Conoscere le 7 sezioni principali ti permette di capire cosa stai pagando ed evitare errori.


1. Dati dell’intestatario e del contratto

Contiene:

  • nome e cognome

  • codice cliente

  • indirizzo di fornitura

  • codice POD (luce) o PDR (gas)

  • tipo di tariffa

👉 Verifica sempre che il POD/PDR sia corretto, soprattutto se hai cambiato casa.


2. Periodo di fatturazione

Indica i giorni esatti per cui stai pagando.
Se il periodo è lungo, potrebbero esserci conguagli.


3. Riepilogo importi

La parte più utile per capire:

  • totale da pagare

  • totale IVA

  • eventuali morosità

  • rate residue

👉 Se il totale è molto diverso dalla bolletta precedente, vai a fondo.


4. Dettaglio dei consumi

Indica:

  • consumi reali

  • consumi stimati

  • letture iniziali e finali

👉 Preferisci sempre le letture reali: riducono i conguagli.


5. Costi della materia prima

Questa è la voce che fa davvero la differenza sulla spesa.
È il costo dell’energia, del gas o del servizio effettivamente consumato.


6. Costi di trasporto e gestione

Sono costi fissi stabiliti dalle autorità.
Non dipendono dal fornitore.


7. Oneri di sistema e imposte

Comprendono:

  • quote statali

  • accise

  • IVA

👉 Sono obbligatorie, non modificabili, ma utili da conoscere.


Economia circolare: cos’è e perché è il futuro del consumo

L’economia circolare è un modello economico che rompe con il vecchio schema lineare “prendi-produci-consuma-butta”. Invece di sprecare risorse, punta a riutilizzare, riparare, rigenerare e riciclare tutto ciò che entra nella filiera produttiva.

I principi chiave

  1. Riduzione dei rifiuti: meno sprechi, più efficienza.

  2. Riutilizzo dei materiali: trasformare gli scarti in nuove risorse.

  3. Rigenerazione: recuperare risorse naturali come suolo, acqua e biomassa.

  4. Design sostenibile: prodotti pensati per durare più a lungo e per essere facilmente riparati o riciclati.

Perché ci riguarda

Ogni scelta di consumo ha un impatto sull’ambiente. Adottando principi circolari possiamo:

  • Ridurre l’inquinamento

  • Salvare risorse naturali

  • Risparmiare denaro

  • Creare un’economia più inclusiva e sostenibile

Esempi pratici

  • Vestiti prodotti con materiali riciclati

  • Elettrodomestici progettati per essere riparati

  • Prodotti alimentari con packaging biodegradabile o compostabile


Caos autovelox e tutor: dal 1° dicembre multe nulle se manca l’omologazione

Dal 1° dicembre 2025 scatterà una vera e propria rivoluzione per gli autovelox italiani. Solo le multe rilevate da dispositivi registrati nella nuova piattaforma telematica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) saranno considerate valide. Ma mentre parte l’“operazione trasparenza” sugli apparecchi di rilevazione della velocità, resta irrisolto il nodo più controverso: quello dell’omologazione, che potrebbe rendere nulle migliaia di sanzioni.

A seguito del decreto direttoriale n. 305 del 18 agosto 2025, il Mit ha attivato un archivio centralizzato e pubblico degli autovelox in uso in Italia. Enti locali, Polizia Stradale, Carabinieri e Province avranno sessanta giorni di tempo, fino al 30 novembre, per inserire nella piattaforma tutti i dati dei dispositivi: marca, modello, tipo, versione, matricola e riferimenti del decreto di approvazione o estensione.

Dal 1° dicembre, gli autovelox non registrati non potranno più essere utilizzati, e le multe da essi rilevate saranno nulle di diritto. Ogni modifica o aggiornamento dei dati dovrà inoltre essere comunicato tempestivamente, pena l’illegittimità delle sanzioni.

Il caos autovelox nasce nell’aprile 2024, quando la Cassazione, con l’ordinanza n. 10505/2024, ha stabilito che le multe elevate con dispositivi non omologati sono nulle, anche se gli apparecchi risultano semplicemente “approvati” dal Mit.

La Suprema Corte ha chiarito che approvazione e omologazione non sono equivalenti: solo gli strumenti “debitamente omologati”, come prevede l’articolo 142 del Codice della strada, possono costituire prova del superamento dei limiti di velocità. Tuttavia, a oggi, non esiste ancora una procedura di omologazione vera e propria, e la gran parte dei dispositivi in uso – quasi il 60% di quelli fissi e il 67% di quelli mobili – risulta solo approvata e spesso datata prima del 2017.

Non bastano i documenti di installazione o di revisione: se manca l’omologazione, la multa decade.


“C’è un pacco per lei da pagare”: la nuova truffa del finto corriere

Negli ultimi giorni si sta diffondendo una nuova truffa che sfrutta la fiducia e la distrazione dei cittadini, soprattutto anziani e genitori. I truffatori si spacciano per corrieri e si presentano direttamente alla porta di casa con un pacco da consegnare “in contrassegno”, cioè da pagare al momento della consegna.

La trappola è semplice ma efficace: molti di noi sono spesso in attesa di un ordine online e quindi non trovano strano che arrivi un pacco da ritirare. Altri, invece, credono che il pacco sia destinato a un familiare – magari un figlio o un nipote – e, per non creare disagi, pagano subito la somma richiesta, che di solito varia tra i 30 e i 100 euro.

Una volta incassato il denaro, il falso corriere si allontana rapidamente. Solo più tardi la vittima scopre che il pacco contiene oggetti di scarso valore o addirittura è completamente vuoto.

Consigli:

  • Non accettate consegne che non vi aspettate. Se non avete effettuato ordini recenti, è meglio rifiutare.

  • Verificate sempre il mittente e il numero di spedizione. I veri corrieri possono sempre fornire dettagli tracciabili.

  • Contattate subito i familiari se avete dubbi sull’origine del pacco.

  • Segnalate tentativi sospetti alle autorità competenti.


Recensioni false: arriva la prima legge europea per tutelare consumatori e imprese

Prima di prenotare una vacanza, scegliere un hotel o decidere dove cenare, ormai quasi tutti facciamo lo stesso gesto: apriamo Google, Tripadvisor o Booking e leggiamo le recensioni. È un rito moderno, un modo per sentirci più sicuri. Ma cosa succede se quelle opinioni non sono vere?

Le false recensioni online sono diventate una delle piaghe più insidiose del web: confondono i consumatori, danneggiano gli imprenditori onesti e minano la fiducia in un sistema basato proprio sulla trasparenza.

Per questo, l’Italia ha deciso di muoversi per prima in Europa. Nel ddl Pmi, approvato in prima lettura al Senato, il Governo ha inserito una sezione interamente dedicata alla “lotta alle false recensioni”.

Il disegno di legge stabilisce regole chiare. Una recensione online sarà considerata lecita solo se:

  • è stata scritta entro 30 giorni dall’effettivo utilizzo del prodotto o servizio;

  • proviene da una persona fisica che ha realmente usufruito di quella prestazione;

  • può essere accompagnata da prove documentali, come una ricevuta o uno scontrino fiscale.

Dopo due anni dalla pubblicazione, la recensione perde automaticamente la sua validità.
Al contrario, ogni recensione “falsamente attestata come verificata” — cioè non proveniente da un utente reale — sarà illecita.

Ma la novità più importante riguarda il divieto di comprare o vendere recensioni: sarà proibito “l’acquisto e la cessione a qualsiasi titolo” di commenti, interazioni o apprezzamenti, anche tra imprenditori e intermediari, indipendentemente dal loro utilizzo finale.

Il compito di vigilare su questo nuovo ecosistema digitale sarà affidato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust), che avrà pieni poteri investigativi, sanzionatori e di monitoraggio.

L’Antitrust dovrà anche redigere linee guida per aiutare le imprese a rispettare i requisiti di liceità delle recensioni, in collaborazione con Agcom, il Garante Privacy, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero del Turismo.

Se approvato anche alla Camera, il provvedimento potrebbe segnare una svolta storica per la trasparenza online.
L’obiettivo è chiaro: proteggere i consumatori dalle trappole del web e garantire una concorrenza leale tra le imprese.


Allarme truffe telefoniche: ondata di chiamate da prefissi esteri come +30 e +40

Negli ultimi giorni un numero crescente di italiani sta ricevendo chiamate sospette provenienti da numeri con prefissi internazionali, in particolare +30 (Grecia) e +40 (Romania). Si tratta spesso di squilli brevi, chiamate mute o numeri che scompaiono appena si prova a rispondere. Dietro questi episodi si nasconde una nuova ondata di truffe telefoniche internazionali, segnalate da utenti e confermate da diverse testate. L’obiettivo dei malintenzionati è sempre lo stesso: sottrarre credito telefonico o informazioni personali e bancarie.

Le frodi più diffuse si basano su due metodi ben precisi:

  • Wangiri (dal giapponese “uno squillo e via”)
    Il truffatore effettua una chiamata brevissima, giusto il tempo di far comparire il numero sul display. Se la vittima richiama, la connessione viene dirottata su linee internazionali a tariffazione speciale, con costi altissimi che svuotano il credito in pochi secondi.

  • Chiamate mute o camuffate (spoofing)
    In questo caso, la chiamata arriva dall’estero ma sullo schermo compare un numero italiano fasullo. È una tecnica usata da call center illegali o sistemi automatici che cercano di individuare numeri attivi o di catturare risposte vocali per altri raggiri.

Oltre a Grecia e Romania, sono in aumento anche le segnalazioni di truffe con prefisso +44 (Regno Unito). Gli esperti ricordano che la curiosità è il miglior alleato dei truffatori: basta un solo richiamo per cadere nella trappola.

Per proteggersi, bastano alcune semplici regole:

  • Non rispondere a numeri sconosciuti con prefisso internazionale, se non si aspettano chiamate dall’estero.

  • Non richiamare numeri che hanno fatto uno o due squilli o risultano “misti” o muti.

  • Non fornire mai dati personali, bancari o codici via telefono.

  • Non cliccare su link ricevuti via SMS o chat dopo una chiamata sospetta.

Molte truffe si perfezionano proprio perché l’utente, spinto dalla curiosità, richiama per “capire chi fosse”.

In attesa dell’arrivo dei nuovi filtri Agcom, previsti per il 19 novembre 2025, che bloccheranno automaticamente anche i falsi numeri italiani usati da call center esteri, è possibile agire subito:

  • Installare app anti-spam: applicazioni come Hiya, TrueCaller o Should I Answer? permettono di bloccare automaticamente numeri sospetti o provenienti da determinati Paesi.

  • Bloccare manualmente i prefissi su Android: accedere a Telefono → Impostazioni → Numeri bloccati e aggiungere i prefissi da bloccare (+30, +40, +44).

  • Contattare il proprio operatore: TIM, Vodafone, WindTre e Iliad consentono di inibire le chiamate internazionali anche direttamente dalle loro app ufficiali.

  • Segnalare i numeri sospetti: tramite i canali dell’operatore, il portale dell’Agcom o le app di segnalazione dedicate, si può contribuire a individuare le reti criminali dietro le truffe.


Cartelle esattoriali: in arrivo la quinta sanatoria, pagamenti fino al 2035

Una nuova opportunità per chi ha debiti con il Fisco. La quinta sanatoria delle cartelle — inserita nella bozza della prossima legge di Bilancio — permetterà di regolarizzare le somme non versate all’erario o agli enti previdenziali nel periodo dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2023.
La misura esclude, però, le cartelle derivanti da accertamenti fiscali, che restano fuori dal perimetro della rottamazione.

I contribuenti potranno scegliere se saldare il debito:

  • In un’unica soluzione, entro il 31 luglio 2026;

  • Oppure a rate, fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo (non inferiori a 100 euro ciascuna).

Il piano di pagamento si estenderà quindi da luglio 2026 a maggio 2035, con l’applicazione di interessi del 4% annuo per chi opta per la rateazione.

Oltre alla sanatoria nazionale, la manovra lascia spazio anche a Regioni e Comuni, che potranno introdurre proprie forme di definizione agevolata per i tributi locali.
Gli enti potranno decidere, con appositi provvedimenti, di ridurre o eliminare sanzioni e interessi su alcune imposte di loro competenza.
Restano però escluse le imposte come Irap, addizionali e compartecipazioni statali.
Chi vorrà aderire dovrà effettuare i versamenti entro i termini fissati, che non potranno essere inferiori a 60 giorni dalla pubblicazione della decisione dell’ente.

La nuova sanatoria introduce regole rigide per chi non rispetta le scadenze.
Perderà i benefici chi:

  • non paga la prima o l’ultima rata;

  • oppure salta due rate, anche non consecutive.

In questi casi, il contribuente tornerà a dover versare l’intero importo originario, senza più riduzioni né sospensioni delle attività di riscossione.

Secondo la bozza, ogni rata dovrà essere almeno di 100 euro.
Entro il 30 giugno 2026, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione comunicherà a ciascun contribuente:

  • il totale complessivo dovuto;

  • il numero e l’importo delle rate;

  • e le relative scadenze.

Nel corso dell’iter parlamentare, tuttavia, potrebbe essere valutata la possibilità di modificare o eliminare la soglia minima di pagamento.


Risparmiare sulle bollette: consigli per un riscaldamento efficente

Ecco 10 consigli pratici per migliorare l’efficienza e risparmiare:

  1. Manutenzione regolare degli impianti
    Una caldaia ben mantenuta consuma meno e inquina meno. Controlla il libretto e rispetta le tempistiche della manutenzione.

  2. Controllo della temperatura interna
    La temperatura ideale è tra i 20 e i 22 gradi, ma mantenere 19 gradi è già sufficiente e permette di risparmiare fino al 10% per ogni grado in meno.

  3. Uso di cronotermostati intelligenti
    Gestire la temperatura con dispositivi elettronici e app aiuta a riscaldare solo quando necessario.

  4. Installazione di valvole termostatiche
    Applicate sui termosifoni, regolano il calore stanza per stanza, evitando sprechi.

  5. Attenzione agli orari di accensione
    Ogni zona climatica italiana ha limiti di accensione giornaliera per legge.

  6. Pannelli riflettenti tra muro e termosifone
    Semplici da installare, riducono la dispersione di calore verso le pareti.

  7. Schermare le finestre di notte
    Chiudere persiane e tapparelle riduce le dispersioni termiche.

  8. Non coprire i termosifoni
    Mobili o tende davanti ai caloriferi riducono l’efficienza del riscaldamento.

  9. Isolamento termico della casa
    Case costruite prima del 2008 potrebbero necessitare di interventi per migliorare isolamento di pareti e finestre.

  10. Rinnovare l’impianto di riscaldamento
    Sostituire caldaie vecchie con modelli a condensazione o pompe di calore può aumentare l’efficienza di almeno il 20-30%.


DAZN chiede 500€ di risarcimenti agli utenti che hanno utilizzato il pezzotto

La lotta alla pirateria entra in una nuova fase. DAZN, la piattaforma che detiene i diritti di trasmissione della Serie A, Serie B e delle Coppe europee, ha avviato un’azione diretta nei confronti di oltre 2.000 utenti scoperti a guardare partite illegalmente tramite sistemi di IPTV pirata, comunemente noti come “pezzotto”.

L’iniziativa rientra in una strategia più ampia contro lo streaming illegale e arriva dopo mesi di indagini coordinate dal Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza, con il coinvolgimento delle procure di Bologna, Cagliari, Catania, Lecce e Napoli. In tutto, sono 2.189 le persone individuate in 80 province italiane, già sanzionate tra maggio e giugno 2025 con multe comprese tra 154 e 5.000 euro, per un totale di quasi 349.000 euro.

Secondo DAZN, però, le sanzioni amministrative non sono sufficienti a compensare il danno economico subito. Per questo motivo, l’azienda ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione a conoscere i nominativi degli utenti multati, al fine di richiedere un risarcimento diretto.

A ciascuno dei soggetti coinvolti è stata inviata una lettera firmata dall’amministratore delegato di DAZN Italia, Stefano Azzi, con la richiesta di un indennizzo forfettario pari a 500 euro. L’importo serve, secondo la piattaforma, a chiudere bonariamente la vicenda. Tuttavia, se non si aderisce entro 7 giorni dalla ricezione della comunicazione, DAZN si riserva di procedere legalmente con azioni giudiziarie risarcitorie, che potrebbero comportare costi e spese ben più elevati.

Chi ritiene di essere stato sanzionato ingiustamente o desidera approfondire la propria posizione, ha il diritto di contestare. Presso i nostri uffici è possibile aprire una pratica per la gestione del caso e l’eventuale opposizione alla richiesta di DAZN, valutando insieme la documentazione ricevuta e le possibilità di difesa. In alcuni casi, è possibile dimostrare l’inconsapevolezza o la mancanza di responsabilità diretta nell’utilizzo del servizio pirata.


Arriva la nuova mappa che condivide la tua posizione su instagram

Meta continua a potenziare le funzionalità di Instagram, e a partire dal 1° ottobre ha annunciato l’arrivo in Italia di una nuova funzione: la mappa di Instagram, pensata per condividere la posizione con amici e creator in modo, secondo l’azienda, “sicuro e controllato”.

Tuttavia, dietro a questa apparente comodità si nascondono potenziali rischi per la privacy, e gli utenti devono essere consapevoli e attenti a come usano (o lasciano attive) queste nuove funzioni.

La nuova mappa è opzionale e consente di:

  • Condividere la propria posizione in tempo reale con amici o creator;
  • Scoprire contenuti localizzati senza necessariamente condividere la propria posizione personale;
  • Visualizzare contenuti con tag geografici;
  • Usare strumenti come anteprime dei post geolocalizzati e promemoria educativi sui tag di posizione.

Per gli utenti più giovani, Meta ha introdotto strumenti di supervisione parentale, dando la possibilità agli adulti di monitorare con chi gli adolescenti condividono la posizione e di disattivare la funzione.

Anche se Meta parla di sicurezza, la condivisione della posizione resta un dato altamente sensibile. Sapere dove ti trovi in un determinato momento può esporre a:

  • Rischi legati alla sicurezza personale (stalking, furti, tracciamenti non autorizzati);
  • Profilazione ancora più precisa da parte delle piattaforme;
  • Perdita di controllo sulle informazioni personali, soprattutto se si attiva la condivisione con persone non strettamente fidate.

La funzione è disattivabile in qualsiasi momento nelle impostazioni dell’app. Inoltre, puoi:

  • Gestire chi può vedere la tua posizione;
  • Limitare i tag di posizione sui tuoi contenuti;
  • Usare gli strumenti di gestione degli annunci per controllare i contenuti sponsorizzati che ti vengono mostrati.

 

 


Spreco alimentare: cosa prevede la Farm to Fork per ridurlo del 50% entro il 2030

Lo spreco alimentare è uno dei problemi più urgenti della filiera europea: ogni anno vengono buttati oltre 88 milioni di tonnellate di cibo, con enormi costi economici e ambientali.

Obiettivi concreti della strategia

  1. Riduzione del 50% dello spreco alimentare entro il 2030
    Questo vale per tutti gli attori della filiera: agricoltori, industrie, distributori e consumatori.

  2. Educazione e sensibilizzazione dei cittadini
    La strategia prevede campagne informative sui comportamenti quotidiani: pianificare la spesa, conservare correttamente e cucinare porzioni adeguate.

  3. Etichette più chiare e intuitive
    Molti sprechi derivano da incomprensioni sulle date di scadenza. La Farm to Fork punta a rendere le etichette più semplici, distinguendo chiaramente “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”.

  4. Innovazioni tecnologiche
    Sistemi digitali di tracciabilità e app anti-spreco aiutano a monitorare la filiera e a consumare prodotti prima che vadano persi.

  5. Valorizzazione degli avanzi
    Ristoranti, mense e famiglie vengono incoraggiati a trasformare ciò che resta in nuove preparazioni, riducendo rifiuti e aumentando efficienza.

Cosa possiamo fare noi

  • Controllare regolarmente il frigo e la dispensa

  • Congelare ciò che non si consuma subito

  • Utilizzare avanzi per nuove ricette creative

  • Scegliere prodotti con confezioni sostenibili e porzioni adatte alle nostre necessità


Che cos’è davvero la Strategia Farm to Fork e perché riguarda tutti noi

La Strategia Farm to Fork è il cuore della politica alimentare europea per i prossimi anni. Lanciata dalla Commissione Europea, ha l’obiettivo di rendere la catena alimentare più sostenibile, trasparente e sicura, dall’agricoltore al consumatore finale. Ma cosa significa concretamente per chi fa la spesa ogni giorno?

Gli obiettivi principali

  1. Ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura
    L’uso eccessivo di pesticidi, fertilizzanti chimici e antibiotici sta mettendo a rischio l’ambiente e la biodiversità. La strategia punta a ridurre gradualmente questi input per proteggere il suolo, l’acqua e l’aria.

  2. Garantire la sicurezza alimentare e la qualità dei prodotti
    Tutti gli alimenti dovrebbero essere sicuri, nutrienti e di alta qualità. La Farm to Fork promuove sistemi di tracciabilità più chiari, così da sapere esattamente da dove proviene il cibo.

  3. Ridurre gli sprechi alimentari
    Uno degli obiettivi più concreti è tagliare gli sprechi del 50% entro il 2030. Per raggiungerlo, si punta a una maggiore educazione dei consumatori, etichette più chiare e pratiche di produzione più efficienti.

  4. Supportare l’agricoltura locale e le filiere corte
    Promuovere prodotti a km 0 significa ridurre emissioni di CO₂ e sostenere le economie locali, creando un circolo virtuoso tra produttori e consumatori.

Perché ci riguarda

Ogni scelta alimentare quotidiana, dal supermercato al mercato, contribuisce a questo obiettivo. Scegliere prodotti sostenibili, ridurre gli sprechi, preferire stagionalità e filiere corte è parte della strategia Farm to Fork anche per noi consumatori.


Arriva Haul: il nuovo spazio low cost firmato Amazon

Amazon entra ufficialmente nel mercato del low cost anche in Italia con Haul, la nuova sezione dedicata a prodotti di moda, casa e lifestyle sotto i 20 euro. Dopo il debutto in Stati Uniti, Regno Unito e Germania, il colosso dell’e-commerce amplia l’offerta anche agli utenti italiani, accessibile sia da app che via desktop.

Su Haul si trovano articoli a prezzi super competitivi, con spedizione gratuita sopra i 15 euro e consegna prevista tra 7 e 14 giorni. Una scelta consapevole: tempi più lunghi per mantenere i prezzi bassi, ma senza rinunciare alla qualità e alla sicurezza.
Tutti i prodotti infatti seguono gli standard di controllo Amazon, e valgono le stesse garanzie e politiche di reso della piattaforma principale.

Il target? In primis la Gen Z, ma più in generale i consumatori attenti al portafoglio, alla ricerca di articoli trendy e accessibili. Con Haul, Amazon punta ad attrarre chi oggi si affida ai giganti del low cost asiatico, offrendo un’alternativa più “affidabile” ma altrettanto economica.

La mossa arriva in un contesto sempre più competitivo, dominato da player come Temu e Shein.

  • Temu, del gruppo cinese PDD Holdings, è arrivata in Europa nel 2022 e vanta oggi oltre 75 milioni di utenti mensili nel continente.

  • Shein, specialista del fast fashion, ha un pubblico enorme: 45 milioni di utenti in Europa, con l’Italia tra i mercati più forti.

Entrambe puntano su prezzi ultra bassi, assortimenti sterminati e una shopping experience ispirata ai social – più simile a TikTok che a un classico e-commerce.

 


Come scegliere l’operatore telefonico giusto

1. Conoscere le proprie abitudini: il primo passo verso una scelta consapevole

La prima, vera chiave per scegliere l’operatore giusto è comprendere come si usa il proprio telefono. Ogni persona ha esigenze diverse: c’è chi utilizza il telefono principalmente per navigare sui social e guardare video in streaming, chi fa molte chiamate per lavoro, chi sfrutta l’hotspot per connettersi in mobilità o chi, al contrario, si collega quasi esclusivamente tramite Wi-Fi.

Un ottimo punto di partenza è consultare il report di consumo fornito dal proprio operatore attuale, disponibile nell’app ufficiale o nell’area clienti online. Questo permette di avere un’idea chiara del consumo medio mensile di dati, minuti e SMS, e di evitare offerte eccessivamente ricche o, al contrario, insufficienti.

2. La copertura di rete: non tutti gli operatori sono uguali ovunque

Un altro aspetto fondamentale, troppo spesso trascurato, è la copertura di rete. Un’offerta super economica con tanti Giga può rivelarsi inutile se nella propria zona la ricezione è debole o instabile.

Prima di sottoscrivere qualsiasi piano, è consigliabile verificare la copertura del segnale dell’operatore nei luoghi che si frequentano più spesso: casa, ufficio, zone abituali di svago o spostamento. Tutti i principali operatori mettono a disposizione mappe di copertura aggiornate sui propri siti, dove è possibile controllare la disponibilità di rete 4G e 5G in modo semplice e dettagliato.

3. Prezzi, vincoli e trasparenza: leggere sempre le clausole

Molti utenti si lasciano attrarre da tariffe aggressive, ma spesso non leggono le condizioni contrattuali nei dettagli. È importante valutare non solo il costo mensile dell’offerta, ma anche eventuali spese extra: attivazione, SIM, costi nascosti legati al mancato rinnovo o alla disattivazione.

Inoltre, attenzione ai vincoli. Alcuni operatori impongono obblighi di permanenza di 12 o 24 mesi, con penali in caso di recesso anticipato. Meglio preferire offerte senza vincoli, che permettono di cambiare gestore in ogni momento, specie se il servizio non si dimostra all’altezza delle aspettative.

Un altro tema importante è quello della trasparenza sulle rimodulazioni. Alcuni operatori si riservano il diritto di modificare le condizioni dell’offerta nel tempo. In questo senso, è utile optare per promozioni con prezzo bloccato.

4. Servizio clienti: un fattore spesso decisivo

Anche l’operatore più affidabile può presentare problemi tecnici o amministrativi. A fare la differenza, in questi casi, è la qualità del servizio di assistenza. È bene informarsi prima su quanto sia semplice contattare il servizio clienti, se è disponibile tramite telefono, chat online o email, e quali siano i tempi di risposta.


Come proteggere la tua carta da frodi e clonazioni

Furti, clonazioni e frodi sono sempre possibili, ma alcuni accorgimenti riducono drasticamente i rischi.


1. Proteggi i dati

  • Non condividere mai il PIN.

  • Evita di scrivere numeri o scadenze su appunti o note.

  • Usa solo siti sicuri (https) per acquisti online.


2. Carte virtuali

  • Molte banche offrono carte usa e getta per pagamenti online.

  • Sono perfette per ridurre il rischio di clonazione.


3. Notifiche e monitoraggio

  • Attiva notifiche push per ogni transazione.

  • Controlla periodicamente l’estratto conto.


4. Prelievi sicuri

  • Evita sportelli automatici isolati o poco illuminati.

  • Copri sempre il PIN quando lo digiti.


5. Segnala subito anomalie

  • Transazioni sospette? Blocca subito la carta.

  • Contatta la banca e fai contestazione immediata.


Cena gratuita con Maria Pia Timo - Econgusto

Giovedì 25 settembre ti aspettiamo all’U.Di.Con Park per un evento con Maria Pia Timo, comica di Zelig!
Una serata all’insegna del divertimento, con: spettacolo comico, cena offerta e Ingresso gratuito
Inizio evento: ore 17:30 con ingresso consentito fino alle ore 18:00
Posti limitati – è obbligatoria la conferma di partecipazione chiamando l'800 135 618 o mandamo un'email a comunicazione@udiconer.it

Opel, Peugeot e Citroën richiamate: problema al sistema sterzo, rischio incidenti

Nuovo allarme sicurezza per alcune linee di veicoli Opel, Peugeot e Citroën. Dopo il noto scandalo degli airbag difettosi, che ancora oggi coinvolge migliaia di automobilisti, emergono nuove preoccupazioni: secondo quanto riportato dal Sistema europeo di allerta rapida per i prodotti pericolosi (EU Safety Gate – RAPEX), diversi modelli prodotti tra il 2020 e il 2022 presentano un grave difetto strutturale che potrebbe compromettere la sicurezza alla guida.

Il difetto riguarda i bulloni di fissaggio della sospensione anteriore, che possono corrodersi a causa di un deterioramento della boccola (bushing). Tale corrosione può causare una perdita di affidabilità del sistema di sterzo, con conseguenze potenzialmente molto pericolose: instabilità del veicolo, perdita di controllo e, nei casi più gravi, incidenti stradali.

Opel

  • Modelli: Vivaro, Zafira (furgone/veicolo commerciale leggero)

  • Date di produzione: dal 23/09/2020 al 30/06/2022

  • Numeri di omologazione:
    e22007/46053213, e22007/46053218, e22007/46053310, e22007/46053312, e22007/46053321, e2KS18/8580000400

Peugeot

  • Modelli: Traveller, Expert (furgone/veicolo commerciale leggero)

  • Date di produzione: dal 23/09/2020 al 30/06/2022

  • Numeri di omologazione:
    e22007/46053213, e22007/46053218, e22007/46053310, e22007/46053312, e22007/46053322, e2KS18/8580000400

Citroën

  • Modelli: Spacetourer, Jumpy (furgone/veicolo commerciale leggero)

  • Date di produzione: dal 23/09/2020 al 30/06/2022

  • Numeri di omologazione:
    e22007/46053013, e22007/46053018, e22007/46053110, e22007/46053112, e22007/46053113, e22007/46053122, e2KS18/85800004*00

I proprietari dei veicoli potenzialmente coinvolti sono invitati a verificare il numero di telaio del proprio mezzo e a rivolgersi alla rete di assistenza autorizzata per accertarsi dell’eventuale difetto.

Per assistere i consumatori in questa procedura, U.Di.Con. (Unione per la Difesa dei Consumatori) offre un servizio di supporto, aiutando gli automobilisti a contattare le officine autorizzate e verificare se il proprio veicolo rientra nell’elenco di quelli richiamati. In caso affermativo, U.Di.Con. si impegna a tutelare i diritti degli utenti affinché l’intervento di richiamo venga eseguito correttamente e senza alcun costo.


Spoofing telefonico: primi risultati delle misure Agcom

Dal 19 agosto 2025, grazie al Regolamento Agcom, sono state introdotte nuove misure per contrastare lo spoofing telefonico, pratica illegale che consiste nella manipolazione dell’identità del chiamante  per impedire l’identificazione reale del numero. In questo modo, l’utente visualizza numeri che non corrispondono a chi ha realmente effettuato la chiamata, una condotta vietata dalla normativa italiana.
Secondo i report parziali trasmessi dagli operatori coinvolti, le nuove misure hanno comportato il blocco di circa 43 milioni di chiamate, pari a circa 1,3 milioni di chiamate di spoofing al giorno.
Agcom sottolinea che questo rappresenta, nel periodo considerato, il 5,74% del totale delle chiamate ricevute in Italia, con punte iniziali del fenomeno fino al 60%.
Secondo il Codacons, la misura attuata riguarda al momento solo i numeri fissi italiani, che rappresentano una minima parte del problema. La maggior parte delle telefonate commerciali proviene infatti da numeri di telefonia mobile, per i quali il blocco entrerà in vigore il 19 novembre 2025.
Le nuove regole Agcom rappresentano un primo intervento concreto contro lo spoofing, ma per proteggere pienamente i cittadini sarà necessario estendere le misure a tutti i numeri, fissi e mobili, e mantenere alta l’attenzione sulle pratiche commerciali illegali.


Come usare le carte di credito senza cadere in debiti

Le carte di credito possono essere un ottimo strumento, ma se mal gestite diventano una trappola di debiti e interessi. Ecco alcune regole pratiche per usarle in modo sicuro.


1. Paga sempre il saldo completo

  • Evita di pagare solo il minimo: accumulare interessi sul residuo può diventare molto costoso.


2. Imposta un budget mensile

  • Decidi quanto puoi permetterti di spendere con la carta senza intaccare risparmi o spese essenziali.


3. Monitora le transazioni in tempo reale

  • Attiva notifiche push e email per ogni acquisto.

  • Ti aiuta a individuare errori o frodi subito.


4. Evita prelievi in contanti con la carta di credito

  • Sono soggetti a commissioni e interessi immediati.

  • Preferisci la carta di debito per i prelievi.


5. Non usare la carta per spese impulsive

  • Pianifica acquisti importanti.

  • Valuta se puoi usare denaro già disponibile invece di indebitarti.


6. Sfrutta i vantaggi

  • Cashback, assicurazioni incluse e protezioni sugli acquisti.

  • Non spendere in più solo perché “guadagni cashback”: il guadagno non deve incentivare debiti.


Compra una maglietta su Temu, arriva la multa: il rischio di acquistare merce contraffatta

Fare shopping online può rivelarsi molto più costoso del previsto. È quanto accaduto ad A.G., un consumatore romano che, dopo aver effettuato un acquisto da 42 euro sulla popolare piattaforma Temu, si è visto recapitare a casa una sanzione salatissima: 618 euro di multa per aver inconsapevolmente importato merce contraffatta.

Tutto ha inizio nel maggio 2025, quando l’uomo acquista alcuni articoli per uso domestico e per bambini: palloncini per feste, spugne, un costume da bagno, una maglietta per bambina e dei fermagli per capelli. Nulla che lasci presagire guai.

E invece proprio questi ultimi due prodotti hanno attirato l’attenzione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha bloccato il pacco alla frontiera e avviato un controllo accurato.

Nel pacco, spiega la documentazione ufficiale, è stata trovata una maglietta ispirata al film "Monsters & Co." e una confezione di fermagli decorati con personaggi riconducibili al film "Inside Out", entrambi marchi registrati Disney.

A questo punto, l’ufficio doganale di Roma 1 ha coinvolto Spheriens Avvocati, consulenti ufficiali di Disney Enterprises Inc., per effettuare una perizia tecnica. Il responso, arrivato il 18 luglio, ha confermato la contraffazione dei prodotti.

In base all'articolo 1, comma 7-bis del decreto legge 35/2005, chi introduce nel territorio italiano, anche involontariamente, prodotti contraffatti acquistati da paesi extra-UE è passibile di una sanzione amministrativa compresa tra 300 e 7.000 euro. Inoltre, la merce viene automaticamente sequestrata e confiscata.

Nel caso del signor A.G., la sanzione comminata è stata di 618 euro. Un conto decisamente salato per una maglietta e dei fermagli, pagati pochi euro.

Il caso è stato segnalato al Codacons, che ha offerto assistenza legale al malcapitato. L’associazione sottolinea come molti consumatori non siano consapevoli dei rischi legati all’acquisto di prodotti da piattaforme internazionali che non garantiscono la conformità alle normative UE in materia di proprietà intellettuale.

Il caso si inserisce in un contesto più ampio: la piattaforma Temu è finita nuovamente nel mirino delle autorità europee, accusata di vendere prodotti illegali o non conformi. Non si esclude una maxi multa da parte dell’Unione Europea, che già in passato ha mosso critiche simili contro altri colossi del fast e ultra-fast shopping, come Shein, multata di recente per pubblicità ambientali ingannevoli.


Come riconoscere contenuti creati dall’intelligenza artificiale

In un mondo dove testi, immagini e video possono essere generati dall’IA in pochi secondi, saper riconoscere contenuti artificiali diventa fondamentale.


1. Segnali nei testi

  • Ripetizioni o ritmo troppo regolare.

  • Mancanza di dettagli “umani”.

  • Informazioni generiche o troppo perfette.

  • Frasi che sembrano “equilibrate” ma non approfondite.


2. Segnali nelle immagini

  • Mani, dita o oggetti con proporzioni strane.

  • Ombre e luci incoerenti.

  • Dettagli surreali (loghi, scritte, texture storte).

  • Volti perfetti, ma sfondi confusi.


3. Segnali nei video

  • Micro-incongruenze nella sincronizzazione labiale.

  • Movimenti fluidi ma “robotici”.

  • Voci leggermente metalliche o prive di imperfezioni.


4. Segnali negli audio

  • Tono costante, poche emozioni.

  • Pronuncia troppo pulita.

  • Pause innaturali.


5. Strumenti utili per verificare

  • Detector AI (testuali o visivi).

  • Fact-checker come Google Fact Check Tools.

  • Reverse image search.

  • Controllo delle fonti originali.


Carte di credito vs carte di debito: differenze e usi consigliati

Le carte di credito e di debito sono strumenti di pagamento comuni, ma funzionano in modo molto diverso. Conoscerne le caratteristiche ti aiuta a usarle in sicurezza e a gestire meglio il tuo denaro.


1. Carte di debito

  • Funzionamento: il denaro viene prelevato direttamente dal conto corrente.

  • Limiti: puoi spendere solo quello che hai disponibile.

  • Vantaggi: controllo immediato delle spese, niente interessi, ottima per budget quotidiano.

  • Svantaggi: non permette acquisti a credito, meno strumenti di protezione in caso di contestazioni.

Uso consigliato

  • Spese quotidiane

  • Prelievi in contanti

  • Controllo automatico del budget


2. Carte di credito

  • Funzionamento: paghi ora e saldi l’importo in un secondo momento (mensilmente o a rate).

  • Limiti: plafond mensile stabilito dalla banca.

  • Vantaggi: permette acquisti anche se non hai liquidità immediata, più protezioni su acquisti online, utile per costruire storico creditizio.

  • Svantaggi: rischi di interessi se non paghi il saldo completo, possibile indebitamento.

Uso consigliato

  • Acquisti online o importanti

  • Viaggi (protezione su prenotazioni e assicurazioni incluse)

  • Costruzione storico creditizio


3. Consiglio pratico

  • Usa la carta di debito per spese quotidiane e piccole somme.

  • Riserva la carta di credito per acquisti programmati o emergenze.

  • Controlla sempre estratti conto e notifiche per evitare sorprese.


Deepfake: come funzionano e come difendersi

I deepfake sono contenuti digitali (video, audio o immagini) generati dall’intelligenza artificiale per imitare il volto o la voce di una persona reale. Sono sempre più realistici e possono essere usati in modo pericoloso.


1. Come funzionano i deepfake

I deepfake utilizzano reti neurali, in particolare modelli detti GAN (Generative Adversarial Networks), che “imparano” a riprodurre volti e voci attraverso enormi quantità di dati reali.
Risultato: contenuti estremamente credibili, difficili da distinguere dal vero.


2. Perché sono pericolosi

  • Truffe (voce del “direttore” che chiede bonifici).

  • Estorsioni (video manipolati).

  • Disinformazione (politici che “dicono” cose mai dette).

  • Danni reputazionali.


3. Come difendersi

  • Diffidare da video o audio che arrivano in modi insoliti.

  • Verificare la fonte del contenuto (account ufficiali, media affidabili).

  • Usare strumenti di riconoscimento deepfake (ce ne sono vari online).

  • Attivare procedure interne per verificare richieste economiche o urgenti.


I rischi dell’IA generativa: errori, bias e manipolazioni

L’intelligenza artificiale generativa (come ChatGPT, Gemini o altri modelli) sta rivoluzionando il modo di creare contenuti, ma porta con sé rischi meno evidenti che tutti dovrebbero conoscere.


1. Errori e allucinazioni

L’IA può generare risposte sbagliate ma credibili.
Se usate senza verifiche possono causare:

  • decisioni errate

  • disinformazione

  • problemi legali o finanziari


2. Bias nei dati

L’IA apprende dai dati. Se i dati sono sbilanciati, l’IA riflette quei pregiudizi.
Conseguenze:

  • decisioni ingiuste

  • discriminazioni

  • contenuti orientati o squilibrati


3. Manipolazioni dei contenuti

L’IA può generare testi, immagini e video molto realistici che possono essere usati per:

  • creare notizie false

  • influenzare opinioni

  • impersonare persone reali


4. Come proteggersi

  • Verificare sempre ciò che l’IA produce.

  • Confrontare le informazioni con fonti ufficiali.

  • Usare strumenti di controllo antiplagio e fact-checking.

  • Adottare policy aziendali sull’uso dell’IA.


Caffè, verso i 2 euro a tazzina

Nei prossimi mesi, la classica “tazzina da un euro” potrebbe diventare solo un ricordo. Secondo le ultime analisi, infatti, entro la fine del 2025 il prezzo del caffè al bar potrebbe toccare i 2 euro, segnando un rincaro del 50% rispetto al 2020.

Il caffè verde – la materia prima da cui tutto parte – ha raggiunto i massimi storici. Soltanto nel 2024, i prezzi dei chicchi grezzi sono aumentati fino all’80%, spinti da raccolti deludenti in Brasile e Vietnam, due giganti della produzione mondiale.

Il rincaro è già visibile nei bar italiani. Secondo le ultime rilevazioni, il prezzo medio di una tazzina è aumentato del 19% rispetto al 2021. Ma non in modo omogeneo. A Bolzano e Benevento si paga già 1,50 euro, mentre a Catanzaro si resiste ancora a quota 1 euro.

Il consumo di caffè in Italia, però, non crolla. Anzi. Ogni anno vengono importati oltre 327 milioni di chili di caffè verde, per un valore complessivo di 5,2 miliardi di euro, destinato a superare i 6 miliardi entro il 2030.

Dietro l’aumento del prezzo della tazzina c’è una lunga catena di cause. I cambiamenti climatici hanno colpito duramente le coltivazioni, mentre la speculazione finanziaria ha reso i mercati del caffè estremamente volatili. I costi energetici per le torrefazioni sono saliti, i trasporti via mare sono diventati più cari, e anche materiali e manodopera risentono dell’inflazione.

In più, le nuove normative europee contro la deforestazione – fondamentali per la sostenibilità – impongono certificazioni e tracciabilità sempre più stringenti. Un passo avanti per l’ambiente, certo, ma anche un fardello economico per i produttori.

Davanti a questa sfida, le aziende puntano su soluzioni che garantiscano margini più alti: capsule, cialde, miscele premium.  Ma il rischio è che la “tazzina popolare” venga lentamente sostituita da un caffè più esclusivo, meno accessibile a tutti.


San Benedetto ritira il claim “CO₂ Impatto Zero”: Antitrust segnala rischio di greenwashing

San Benedetto ha scelto di rimuovere la dicitura “CO₂ Impatto Zero” dalle bottiglie della linea Ecogreen. La decisione è arrivata dopo un richiamo formale da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm), che ha espresso dubbi sulla trasparenza e la veridicità dei messaggi ambientali veicolati dal marchio.

Il claim ambientale era presente sulle etichette, sul sito ufficiale e in alcune pubblicità televisive. Secondo quanto dichiarato, la produzione di queste bottiglie non avrebbe avuto alcun impatto climatico, suggerendo un’impronta ecologica pari a zero. Tuttavia, come già evidenziato da Il Salvagente in un’indagine pubblicata ad agosto 2024, la realtà era diversa: l’azienda compensava le emissioni di CO₂ attraverso l’acquisto di crediti verdi, ma non azzerava realmente le emissioni alla fonte.

L’Agcm ha giudicato tali affermazioni potenzialmente fuorvianti e prive di un adeguato riscontro scientifico. L’uso di espressioni assolute, come “impatto zero”, se non supportato da dati oggettivi e verificabili, può generare un’illusione di sostenibilità, influenzando indebitamente le scelte dei consumatori. Questo tipo di comunicazione rientra nei casi di greenwashing, ovvero quando un’azienda si attribuisce meriti ambientali non dimostrabili o esagerati.

In seguito alla segnalazione, San Benedetto ha avviato una revisione dei materiali promozionali e delle etichette. Ha eliminato il claim contestato e alcuni simboli grafici che richiamavano un'immagine ecologista. Al loro posto è stato introdotto un QR code che permette ai consumatori di accedere a una sezione dedicata alla sostenibilità sul sito aziendale, dove vengono elencate le reali iniziative ambientali, come l’utilizzo di plastica riciclata e progetti di efficienza energetica.

L’Agcm ha ribadito l’importanza di garantire messaggi ambientali chiari, specifici e documentabili. In mancanza di norme stringenti a livello europeo, però, il rischio di abusi comunicativi rimane alto. Proprio a giugno 2025 è arrivata la conferma del blocco della proposta di direttiva europea contro le dichiarazioni ambientali ingannevoli: una misura che avrebbe introdotto controlli preventivi sulle affermazioni green e l’obbligo per le aziende di dimostrarne la veridicità. Ma diversi Stati membri, tra cui l’Italia, si sono opposti, frenando l’adozione del testo.


Attenzione alla truffa del contactless: furti con POS portatile

Si moltiplicano i casi di furti compiuti tramite POS portatili, una tecnica che sfrutta la funzione contactless delle carte di pagamento. I malintenzionati si avvicinano alle tasche o alle borse dei passanti con un lettore di carte wireless e, semplicemente digitando un importo sotto i 50 euro, possono attivare una transazione senza bisogno di inserire il PIN.

Alla base di questo sistema c’è la tecnologia NFC (Near Field Communication), che consente ai dispositivi di comunicare tra loro a breve distanza. Grazie a questa funzione, le carte di credito e di debito possono effettuare pagamenti rapidi e comodi, senza contatto e senza codice di sicurezza, ma solo per cifre inferiori a una soglia prestabilita (in genere 50 euro). Diversa è la situazione per gli smartphone, che richiedono sempre un'autenticazione – tramite PIN, impronta digitale o riconoscimento facciale – anche per i piccoli importi.

Nonostante la semplicità apparente, mettere a segno un furto in questo modo non è immediato. I dispositivi POS rimangono attivi solo per pochi secondi (circa 30) e, quando nella borsa o nel portafoglio si trovano più carte vicine tra loro, il lettore può avere difficoltà nell’identificare la carta corretta, rendendo la transazione difficile o impossibile.

Va anche ricordato che ogni pagamento contactless è completamente tracciabile: ogni movimento viene registrato e associato a un preciso terminale, il che rende i ladri facilmente rintracciabili in caso di denuncia.

La modalità contactless, quando utilizzata in maniera legale, è tra le più sicure e controllate. Ogni transazione è registrata, rendendo quasi impossibile l’anonimato. Per questo motivo, nonostante alcuni episodi isolati di uso illecito, si tratta di una tecnologia affidabile.

Per proteggersi da eventuali truffe, è consigliato l’uso di portafogli schermati RFID o di custodire le carte in tasche non facilmente accessibili. Inoltre, attivare le notifiche in tempo reale della propria banca può aiutare a rilevare subito transazioni sospette e bloccare tempestivamente la carta.


DAZN, prezzi sempre più alti

DAZN prova a rispondere alle lamentele dei tifosi sul caro-abbonamenti con una nuova offerta: si chiama MyClub ed è pensata per chi vuole seguire solo la propria squadra del cuore in Serie A. Una mossa sulla carta “popolare”, attesa da tempo da chi mal digerisce l’aumento costante dei prezzi per il calcio in streaming. Ma a conti fatti, il risparmio reale è quasi simbolico: appena 2,50 euro al mese in meno rispetto al pacchetto completo DAZN Full, che offre una gamma molto più ampia di contenuti sportivi.

L’abbonamento MyClub sarà attivabile solo fino al 31 agosto, e solo da:

  • utenti senza un abbonamento attivo,

  • nuovi clienti,

  • abbonati ai pacchetti Goal o Sports.

Chi invece ha già un abbonamento standard (oggi chiamato DAZN Full) non potrà fare il downgrade. Anche volendo, i tempi tecnici di disdetta – 30 giorni per i mensili o la scadenza naturale per gli annuali – non consentirebbero di chiudere in tempo per attivare MyClub.

L’abbonamento MyClub consente la visione solo delle partite di Serie A di una singola squadra. Due le formule disponibili:

  • 329 euro con pagamento anticipato per 12 mesi (pari a 27,42 €/mese),

  • 29,99 euro al mese con pagamento rateale annuale.

DAZN Full, invece, include:

  • Tutta la Serie A, 10 partite a giornata,

  • Serie B completa,

  • LaLiga spagnola, Liga portoghese,

  • Serie A femminile,

  • NFL, basket europeo, volley italiano e internazionale, e altri sport.

Prezzi:

  • 359 euro con pagamento anticipato per 12 mesi (pari a 29,92 €/mese),

  • 34,99 euro al mese per chi paga a rate,

  • 44,99 €/mese senza vincoli.

Confronto:

  • MyClub costa 27,42 €/mese,

  • DAZN Full costa 29,92 €/mese.

La differenza? Solo 2,50 euro al mese. In cambio, si perdono tutte le partite delle altre squadre e decine di competizioni nazionali e internazionali. Un compromesso che, per molti, potrebbe non valere la pena.


''Mi Piace Così'': quello che la pubblicità non ti dice

"Mi Piace Così" si presenta come la soluzione perfetta per chi desidera perdere peso senza rinunciare al gusto e alla comodità. Il programma promette di aiutare le persone a ritrovare la forma fisica attraverso pasti pronti, bilanciati, sani e consegnati direttamente a domicilio. Ma oltre la pubblicità patinata, quanto costa davvero questo stile di vita? E soprattutto, è conveniente come vogliono farci credere?

Il metodo si basa su un programma di riequilibrio alimentare, senza grassi saturi, zuccheri raffinati o additivi, con lo scopo di favorire il dimagrimento in modo controllato e duraturo. Ogni mese, il cliente riceve un pacco con all’interno:

  • Colazione
  • Pranzo
  • Merenda
  • Cena

Tutto già pronto, da riscaldare in pochi minuti, o addirittura da consumare a temperatura ambiente. Un sogno per molti. E secondo la pubblicità, a un prezzo incredibilmente vantaggioso: solo 3,92€ a pasto.

Ma come spesso accade, il diavolo si nasconde nei dettagli.

Il prezzo di 3,92€ a pasto è corretto… ma solo se si sceglie la formula più lunga: quella da 10 mesi, pensata per chi deve perdere oltre 20 kg. Facendo due conti:

  • 3,92 € x 4 pasti al giorno = 15,68 € al giorno
  • 15,68 € x 7 giorni = 109,75 € a settimana
  • Totale mensile: 439,00 €

Chi, invece, deve perdere solo pochi chili – diciamo 2 o 3 kg – dovrà optare per la formula da 1 mese, che ha tutt'altro costo:

  • 21,39 € al giorno
  • 149,75 € a settimana
  • 599,00 € al mese
  • Quindi: 5,34 € a pasto, non 3,92 €

Più breve è il programma, più alto è il costo per singolo pasto. Ecco un riepilogo chiaro:

Formula Kg da perdere € al giorno € a pasto € al mese
1 mese 1-3 kg 21,39 € 5,34 € 599,00 €
2 mesi 4-6 kg 20,68 € 5,17 € 579,00 €
4 mesi 7-11 kg 19,25 € 4,81 € 539,00 €
6 mesi 12-16 kg 17,82 € 4,45 € 499,00 €
8 mesi 17-20 kg 17,11 € 4,28 € 479,00 €
10 mesi oltre 20 kg 15,68 € 3,92 € 439,00 €

Tuttavia, c’è un aspetto strategico e commerciale del programma "Mi Piace Così" che merita particolare attenzione, e riguarda la gestione dei costi in base alla durata della dieta scelta.

Supponiamo che una persona decida di iniziare con la formula da 10 mesi e di voler perdere oltre 20kg, quella più conveniente in assoluto, in cui ogni pasto costa circa 3,92 euro, per un totale di 439 euro al mese. Questo prezzo è vantaggioso, ma si basa sul presupposto che la persona segua il programma per tutti e dieci i mesi.

Ora immaginiamo che, dopo due mesi, quella stessa persona decida di interrompere il programma. Ecco dove entra in gioco la politica commerciale dell’azienda: non si può semplicemente interrompere e pagare solo i mesi effettivamente seguiti al prezzo scontato.

In pratica, l’azienda riformula il prezzo retroattivamente, come se fin dall’inizio fosse stata scelta la formula da 2 mesi, e quindi applica il prezzo corrispondente alla durata effettiva seguita, che è più alto.

Nel nostro esempio, chi ha seguito il programma per due mesi ma aveva scelto la formula da 10 mesi, non potrà mantenere il prezzo di 439 euro al mese. Dovrà invece "regolarizzare" la differenza di costo rispetto alla formula da 2 mesi, il cui prezzo è 579 euro al mese, pagando 280 € di differenza.

Questo meccanismo invita il cliente a impegnarsi fin da subito, ma potrebbe risultare poco trasparente per chi inizia con leggerezza e cambia idea strada facendo.

"Mi Piace Così" è una soluzione interessante per chi cerca un programma semplice e senza pensieri, ma è anche un servizio che va compreso fino in fondo prima di procedere.

Il prezzo pubblicizzato è reale, ma solo in specifiche condizioni.
Scegliere la formula giusta in base ai propri obiettivi è essenziale, così come valutare l’impegno economico nel lungo termine.

 

 


Come cambiano SPID e CIE con le nuove norme europee (EIDAS 2.0)

L’Unione Europea sta introducendo EIDAS 2.0, la nuova normativa per l’identità digitale europea. SPID e CIE cambieranno in modo importante nei prossimi anni.


1. Che cos’è EIDAS 2.0

È la nuova regolamentazione che introduce:

  • il Portafoglio Europeo d’Identità Digitale (EUDI Wallet)

  • standard uniformi tra gli Stati membri

  • maggiore sicurezza nell’autenticazione online


2. Cosa cambia per SPID

SPID dovrà diventare:

  • più interoperabile con i sistemi europei

  • più sicuro contro phishing e abusi

  • più coerente come esperienza (meno differenze tra provider)

Potrebbe diventare uno strumento meno centrale rispetto alla CIE.


3. Cosa cambia per la CIE

La CIE è già compatibile con gli standard europei, quindi:

  • sarà integrata direttamente nell’EUDI Wallet

  • diventerà il metodo preferito per servizi pubblici e privati

  • aumenterà il suo ruolo come identità digitale “ufficiale”


4. Cosa potrai fare con il Wallet Europeo

  • accedere ai servizi pubblici di tutti i Paesi UE

  • conservare documenti digitali (patente, tessera sanitaria, titoli di studio)

  • firmare documenti con validità europea

  • autenticarti in modo uniforme e più sicuro


5. Quando arriverà EIDAS 2.0

Le prime versioni sono già in test.
La diffusione su larga scala è prevista tra 2025 e 2026.


TIM: dal 3 settembre aumenti fino a 2€ al mese

A partire dal 3 settembre 2025, TIM applicherà modifiche unilaterali ad alcune offerte mobili ricaricabili, che prevedono aumenti fino a 1,99 euro al mese (IVA inclusa). In questi giorni i clienti interessati stanno ricevendo un SMS informativo, come previsto dalla normativa vigente.

L’aumento sarà applicato dal primo rinnovo successivo al 3 settembre e riguarda un numero selezionato di offerte attive.

Per compensare l'incremento di prezzo, TIM propone alcune opzioni gratuite aggiuntive ai clienti coinvolti:

  • 50 GIGA di traffico dati extra ogni mese;

  • Oppure l’abilitazione gratuita al 5G ULTRA di TIM, per chi ha un’offerta e un dispositivo compatibili;

  • In alternativa, i clienti che non accettano l’aumento ma desiderano restare con TIM, possono rifiutare la variazione economica e continuare a pagare il prezzo attuale, ricevendo comunque 2 GIGA in più al mese.

Chi non intende accettare le nuove condizioni può esercitare il diritto di recesso senza penali.

È possibile:

  • Disattivare la linea;

  • Oppure passare ad altro operatore mantenendo il proprio numero, senza costi aggiuntivi.

L’unica condizione è che la richiesta di recesso o portabilità venga comunicata entro il 30 settembre 2025.

Noi di U.Di.Con siamo pronti ad assistere tutti i clienti TIM che vogliono:

  • Verificare se sono coinvolti dall’aumento;

  • Capire le alternative disponibili;

  • Oppure recedere senza penali in modo semplice e sicuro.

Per informazioni o supporto, è possibile contattare lo 800 135 618


Fly Go: il portale di prenotazioni low cost si è dichiarato fallito

La piattaforma online Fly Go, attiva in Italia, Spagna e Romania, con sede legale a Bucarest, ha ufficialmente dichiarato fallimento. Il portale, che offriva servizi di prenotazione voli low cost, è finito al centro di numerose segnalazioni e proteste da parte degli utenti negli ultimi mesi.

Molti clienti hanno denunciato gravi disservizi, tra cui:

  • pagamenti effettuati senza ricevere i biglietti;

  • prenotazioni non confermate;

  • impossibilità di visualizzare i propri voli;

  • totale assenza di assistenza clienti.

In tanti hanno riportato numeri di telefono non attivi, risposte mai arrivate e attese infinite, anche dopo aver speso importi considerevoli per voli mai effettuati.

Nonostante l'intervento delle autorità e l'oscuramento ordinato dalla polizia, il sito di Fly Go risulta ancora accessibile. Per questo motivo, invitiamo tutti a prestare la massima attenzione e a evitare qualsiasi interazione con la piattaforma.

Se anche tu hai acquistato biglietti tramite Fly Go hai riscontrato problemi, contattaci per una consulenza.


Come proteggere SPID da furti d’identità e truffe digitali

SPID è come una “chiave digitale universale”. Se finisce in mani sbagliate, il rischio di furto d’identità è serio. Ecco come proteggerlo nel modo giusto.


1. Usa password forti e uniche

Evita date o nomi personali.
Usa almeno 12 caratteri con lettere, numeri e simboli.


2. Attiva sempre l’autenticazione a due fattori (2FA)

Molti provider SPID offrono l’app di autenticazione che genera codici temporanei.
È molto più sicura degli SMS.


3. Attenzione ai messaggi falsi

Le truffe SPID più diffuse:

❌ Email che imitano il tuo provider
❌ Messaggi che chiedono di “verificare” SPID
❌ Link che portano a siti clonati

Ricorda: il provider non chiederà mai codici OTP o password.


4. Non usare SPID su dispositivi non sicuri

Evita:

  • smartphone vecchi e senza aggiornamenti

  • connessioni Wi-Fi pubbliche

  • computer condivisi

Una sessione salvata o un malware possono esporre le credenziali.


5. Controlla gli accessi dal tuo provider

Molti provider mostrano gli accessi recenti.
Se ne vedi uno sospetto → cambia subito password.


6. Cosa fare se sospetti un furto

  • Reset immediato della password

  • Disattivazione dell’identità digitale

  • Segnalazione al provider

  • Controllo di eventuali accessi ai tuoi servizi pubblici


Ticket sanitari non pagati: scattano i solleciti in Emilia-Romagna

Con l’obiettivo di rientrare delle somme dovute alla riscossione dei ticket non saldati, che hanno raggiunto la cifra preoccupante di oltre 21 milioni di euro un dato quasi triplicato rispetto ai 7,6 milioni del 2020, principalmente a causa del rallentamento delle procedure di riscossione durante il periodo pandemico,l’assessorato alla Salute ha dato mandato alle Aziende USL di avviare una campagna di comunicazione mirata ai cittadini. I solleciti saranno inviati tramite lettera cartacea, Fascicolo Sanitario Elettronico, e anche attraverso l’app IO, per facilitare il controllo degli importi dovuti e agevolarne il pagamento.

Una parte importante dei crediti riguarda soprattutto gli accessi non urgenti al Pronto Soccorso, che prevedono un ticket minimo di 25 euro, spesso non saldato.

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Noi di U.Di.Con. (Unione per la Difesa dei Consumatori) ci mettiamo a disposizione per:

  • Fornire indicazioni e supporto nella lettura del sollecito

  • Istruire correttamente una contestazione

  • Accompagnare il cittadino in ogni fase del procedimento

Se, dopo un’istruttoria accurata, le motivazioni fornite e la documentazione prodotta risultano corrette e complete, il procedimento viene archiviato senza alcun addebito per il cittadino.

Ma attenzione alle scadenze

L’intero piano regionale prevede che entro il 2026 si concludano tutte le fasi della procedura. Si raccomanda quindi ai cittadini di verificare tempestivamente eventuali posizioni debitorie e, in caso di dubbi, rivolgersi per tempo a ai nostri uffici per evitare spiacevoli conseguenze.

Per ogni informazione o assistenza 800 135 618

Siamo al fianco dei cittadini per garantire trasparenza, correttezza e tutela dei diritti.


SPID vs CIE: quale scegliere e quando?

SPID e CIE sono i due sistemi principali per accedere ai servizi digitali in Italia. Entrambi permettono di autenticarsi in modo sicuro, ma non sono sempre intercambiabili.
Ecco una guida chiara per capire quale scegliere in base alle tue esigenze.


1. Che cos’è lo SPID

SPID è l’identità digitale creata tramite provider (Poste, Aruba, Tim, ecc.).
Si usa con:

  • username

  • password

  • app del provider

  • codice OTP

È pratico e funziona su quasi tutti i servizi pubblici e su molti privati.


2. Che cos’è la CIE

È la Carta d’Identità Elettronica con chip NFC.
Per accedere online serve:

  • la carta

  • lo smartphone con NFC

  • il PIN a 8 cifre

È molto sicura e riconosciuta subito dallo Stato.


3. Quale scegliere?

Dipende da cosa devi fare:

👉 Per praticità quotidiana: SPID

  • più veloce

  • non richiede carta fisica

  • funziona su più siti

👉 Per livello di sicurezza: CIE

  • autenticazione forte

  • minore rischio di phishing

  • più compatibile con standard europei

👉 Per accessi saltuari o occasionali: SPID

Più comodo per chi non ha confidenza con smartphone NFC.

👉 Per il futuro digitale europeo: CIE

La CIE è già pienamente compatibile con il nuovo standard EIDAS 2.0.


Nuove regole per i liquidi in aereo: attenzione ai voli di ritorno

Dal 26 luglio 2025, entra in vigore una novità importante per i passeggeri in partenza da cinque aeroporti italiani. Grazie all’introduzione di scanner di nuova generazione (Eds C3), sarà possibile portare nel bagaglio a mano confezioni di liquidi superiori a 100 ml, senza obbligo di travasarli o inserirli in bustine trasparenti.

Gli aeroporti interessati:

  • Roma Fiumicino

  • Milano Linate

  • Milano Malpensa

  • Bologna

  • Torino

Questi scali sono dotati di tecnologie in grado di analizzare i bagagli in modo approfondito e veloce, rendendo superflue le vecchie restrizioni.

In tutti gli altri aeroporti italiani, le regole sul trasporto dei liquidi non cambiano. Si applicano ancora le limitazioni introdotte dopo il 2006:

  • Singoli contenitori da massimo 100 ml

  • Inseriti in un sacchetto di plastica trasparente e richiudibile da massimo 1 litro

  • Il sacchetto deve essere estratto e mostrato ai controlli

Aeroporti non ancora abilitati:

  • Catania: escluso perché non dotato dei nuovi scanner

  • Bergamo Orio al Serio: attivazione prevista dal 28 novembre 2025

Una delle situazioni più delicate riguarda i voli di ritorno. Se all’andata si parte da uno degli scali abilitati, ma il rientro avviene da un aeroporto non ancora aggiornato, si rischia di incorrere in problemi con i liquidi acquistati o trasportati.

Esempio

Hai un volo di andata da Milano Malpensa (dove puoi portare un flacone da 200 ml), ma torni da Napoli, dove vale ancora il limite dei 100 ml.
In questo caso:

  • Non potrai riportare con te in cabina il flacone da 200 ml

  • Dovrai travasarlo in contenitori da 100 ml
    oppure

  • Imbarcarlo nel bagaglio da stiva

Controlla sempre le regole dell’aeroporto di partenza e di arrivo, specialmente se voli solo con bagaglio a mano.
Le nuove regole sono un grande vantaggio, ma valgono solo dove gli scanner sono attivi.


E-commerce truffaldino colpisce centinaia di clienti: il caso de 'La Crocchetta Shop

Negli ultimi mesi sono aumentate in modo significativo le segnalazioni da parte di clienti truffati dal sito ‘’La Crocchetta Shop’’, un presunto e-commerce specializzato nella vendita di cibo per cani e gatti. Il sito si presenta in modo professionale, con un ampio catalogo di crocchette e altri prodotti per animali, e promette spedizioni rapide in 24/48 ore. Tuttavia, molti consumatori denunciano di non aver mai ricevuto la merce, pur avendo pagato regolarmente.

La truffa segue uno schema ormai purtroppo collaudato:

  1. Il cliente effettua l’ordine attratto da prezzi competitivi e spedizioni rapide.
  2. Dopo il pagamento (spesso tramite carta o bonifico), il sito invia una conferma d’ordine automatica.
  3. A quel punto, però, la merce non viene spedita, e qualsiasi tentativo di contattare l’assistenza risulta inutile: il numero di telefono non risponde e alle email non si riceve riscontro.

 

Numerosi utenti hanno già denunciato pubblicamente il comportamento truffaldino del sito, lasciando recensioni negative dove hanno tentato invano di contattare il servizio clienti e, di fronte al silenzio, hanno proceduto con la denuncia alle autorità competenti.

Se anche tu sei stato vittima di questa truffa, ecco i passi da seguire:

  1. Conserva tutte le prove dell’acquisto (ricevute, email, schermate del sito).
  2. Prendi un appuntamento presso i nostri uffici per fare reclamo al venditore, richiedendo la restituzione dell’importo o la spedizione della merce.
  3. Segnala il sito alla Polizia Postale.

Come proteggersi da futuri tentativi di truffa

  • Verifica sempre che il sito abbia partita IVA e sede legale italiane.
  • Cerca recensioni su fonti esterne, come forum.
  • Controlla se le certificazioni (es. Trustpilot, Trusted Shops) siano reali e cliccabili.
  • Diffida da siti che offrono prezzi molto bassi e consegne “troppo rapide”.


Stop al pezzotto: sanzioni record fino a 16.233 euro in arrivo

Negli ultimi anni, il fenomeno del “pezzotto” – ovvero l’utilizzo di dispositivi IPTV illegali per accedere a contenuti in streaming protetti da copyright, come partite di calcio e film – è diventato sempre più diffuso in Italia. Fino a poco tempo fa, le sanzioni per gli utilizzatori di questi servizi illeciti erano relativamente contenute, ma ora potrebbe arrivare una stretta significativa.

Nel maggio 2024, l’Agcom ha concretizzato quanto anticipato a settembre 2023, emanando multe a circa 6.000 “furbetti” del pezzotto. Le sanzioni, che variavano da 154 a un massimo di 5.000 euro, hanno colpito oltre 2.000 persone in circa 80 comuni italiani. Questi provvedimenti mirano a scoraggiare la pirateria digitale, che sottrae introiti ingenti agli operatori legali e alle società che detengono i diritti dei contenuti.

Oltre alle multe, si è ipotizzata la creazione di una blacklist per i recidivi e persino la possibilità di pene detentive fino a un anno per i casi più gravi.

In Parlamento è stata ora presentata una nuova proposta di legge da parte di Osnato e Mollicone (Fratelli d’Italia) e Toccalini (Lega) che punta a inasprire pesantemente le sanzioni contro chi utilizza il pezzotto.

Secondo questa proposta, le multe minime passerebbero da 154 a 500 euro. Ma la vera novità riguarda i trasgressori recidivi o coloro che scaricano un numero elevato di contenuti illeciti: per loro si prevedono sanzioni fino a un massimo di 16.233 euro.

Questa misura vuole essere un deterrente forte contro la diffusione di IPTV illegali, riconoscendo la gravità del danno economico causato dalla pirateria digitale.

La proposta di legge è attualmente in discussione e il suo destino sarà deciso entro settembre 2025. Solo allora si saprà se la stretta sulle multe diventerà realtà e in quale forma.


Il potere del freezer: tutto ciò che si può congelare (e non lo sapevi)

Il freezer è uno degli strumenti più potenti contro lo spreco alimentare. Molti alimenti vengono buttati perché ritenuti “non congelabili”, ma in realtà il congelatore può salvare una quantità enorme di cibo. Ecco una guida completa e sorprendente.

Pane e prodotti da forno

Il pane si congela perfettamente, meglio se a fette.
Puoi congelare anche:

  • pizza

  • focacce

  • brioche

  • panini

Si conservano 1–3 mesi.

Verdure (crude o cotte)

Molte verdure possono essere congelate crude, altre dopo una breve scottatura (blanching).
Esempi congelabili:

  • zucchine

  • carote

  • peperoni

  • spinaci

  • cavolfiore

  • broccoli

  • cipolle già tagliate

  • sedano

  • zucca a cubetti

Perfette per minestre, soffritti e contorni veloci.

Carne e pesce

Puoi congelare:

  • carne fresca

  • pesce fresco

  • affettati (tranne quelli molto grassi)

  • polpette

  • hamburger

  • carne cotta avanzata (spezzatini, arrosti, ragù)

Durata: da 2 a 6 mesi a seconda del tipo.

Formaggi

Sì, molti formaggi si possono congelare!
Meglio se:

  • durissimi (grana, pecorino) → perfetti grattugiati

  • semiduri (emmental, asiago) → da usare in cottura

  • mozzarella → da usare per pizza o sformati

La consistenza può cambiare, ma il sapore resta ottimo.

Latte, yogurt e burro

Sorprendentemente:

  • il latte si può congelare (agita bene dopo lo scongelamento)

  • lo yogurt si può congelare, ideale per smoothie

  • il burro dura mesi in freezer

Frutta

Perfetta per smoothie, dolci e composte.
Puoi congelare:

  • frutti di bosco

  • banane a rondelle

  • pesche e albicocche a pezzi

  • ananas

  • mango

  • uva

 Avanzi di primi e secondi

Congelare avanzi è una delle forme più intelligenti di anti-spreco.
Puoi congelare:

  • risotti

  • pasta al sugo

  • lasagne

  • minestre

  • spezzatini

  • legumi cotti

  • polpette

In 5 minuti hai una cena pronta.

Brodi, salse e soffritti

Il trucchetto migliore? Congela in cubetti di ghiaccio: perfetti per porzioni monodose.

 Consigli pratici per congelare bene

  • Etichetta sempre con contenuto e data.

  • Usa contenitori ermetici o sacchetti per freezer.

  • Non ricongelare alimenti già scongelati (a meno che non siano stati cucinati).

  • Congela in piccole porzioni: scongelamento più rapido, meno sprechi.


Hai avuto problemi con Revolut? Ecco cosa sta succedendo

L’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), ovvero l’Antitrust italiano, ha ufficialmente avviato un’istruttoria nei confronti di alcune controllate della fintech britannica Revolut. Nel mirino ci sono Revolut Group Holdings Ltd, Revolut Bank UAB e Revolut Securities Europe UAB, accusate di pratiche commerciali scorrette nei confronti dei consumatori italiani.

Le contestazioni dell’Autorità si concentrano su due principali fronti:

Messaggi ingannevoli relativi ai servizi di investimento

Modalità aggressive nella gestione dei servizi bancari

Investimenti “senza commissioni”? Non proprio
Al centro del primo punto ci sono le comunicazioni pubblicitarie che promuovevano investimenti azionari “senza commissioni”. Secondo l’AGCM, questi messaggi risultano ingannevoli perché omettevano informazioni cruciali: gli investimenti offerti riguardavano azioni frazionate, non intere, con conseguenze importanti per gli utenti — in particolare, l’assenza di diritto di voto e limitazioni nella trasferibilità dei titoli.

A ciò si aggiungono costi aggiuntivi non adeguatamente comunicati. Ancora più delicata è la questione degli investimenti in criptovalute, settore notoriamente volatile: Revolut avrebbe omesso di spiegare che, una volta avviato l’investimento, non è possibile impostare o modificare strumenti di controllo del rischio come stop-loss e take-profit, elementi fondamentali per proteggere il capitale in mercati così imprevedibili.

Le accuse non si fermano ai servizi di investimento. Secondo l’AGCM, Revolut avrebbe adottato condotte aggressive nella gestione dei conti bancari: numerosi utenti si sarebbero visti bloccare, sospendere o limitare l’accesso ai propri conti senza un preavviso adeguato e con scarsa assistenza da parte del servizio clienti. In alcuni casi, il blocco ha riguardato anche l’accesso ai fondi, generando disagi prolungati.

Non mancano criticità anche nella recente migrazione degli IBAN da lituani (LT) a italiani (IT). L’Autorità contesta alla società una mancanza di trasparenza nel comunicare ai clienti le modalità, i tempi e i requisiti necessari per completare il passaggio.

Il caso è entrato in una fase più operativa lo scorso 8 luglio, quando il Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza ha eseguito un’ispezione presso gli uffici italiani di Revolut Bank UAB. Al momento non sono emersi ulteriori sviluppi, ma è lecito aspettarsi che l’istruttoria richieda tempo per arrivare a conclusioni definitive.

Al momento, Revolut non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito all’indagine in corso. Tuttavia, in situazioni simili, le aziende coinvolte possono presentare memorie difensive e collaborare con l’Autorità per chiarire le accuse.

In caso di accertamento delle violazioni, l’AGCM potrebbe imporre sanzioni economiche significative e richiedere alla fintech di modificare le sue pratiche commerciali. Ma, al di là delle possibili multe, il danno reputazionale potrebbe rivelarsi ben più pesante per una società che basa la sua credibilità sull’affidabilità e sull’innovazione nei servizi finanziari.


Fly Go: segnalazioni in aumento

Numerose segnalazioni arrivate anche al nostro sportello parlano di una dinamica preoccupante: i clienti pagano per voli e servizi turistici ma non ricevono alcun documento di viaggio. Le richieste di assistenza vengono sistematicamente ignorate oppure liquidate con risposte vaghe, fino al silenzio totale.

La Polizia Postale ha avviato indagini per accertare la natura dei fatti e verificare se si tratti di un’operazione fraudolenta su larga scala.

Se anche tu hai effettuato una prenotazione con Fly Go e ti trovi senza biglietti o assistenza, è importante agire subito:

  1. Presentare reclamo
    Puoi prendere un appuntamento presso i nostri uffici

  2. Raccogliere tutte le prove
    Conserva email, ricevute di pagamento, screenshot, comunicazioni con il servizio clienti: sono fondamentali per fare valere i tuoi diritti.

  3. Non farsi prendere dal panico
    Agire tempestivamente può portare a un rimborso o a un risarcimento. Segui i canali ufficiali e affidati a chi può assisterti realmente.

Se anche tu sei stato vittima di questa situazione o hai dubbi su una prenotazione effettuata, puoi contattarci per ricevere supporto


Nuove normative su mutui e prestiti: cosa cambia per i cittadini

Il settore dei prestiti e mutui è soggetto a continui aggiornamenti normativi. Conoscere le novità può aiutarti a risparmiare e a evitare problemi.


1. Trasparenza obbligatoria

Le nuove regole impongono:

  • maggior chiarezza sui tassi e costi accessori

  • obbligo di fornire esempi concreti di piano di ammortamento

  • modulistica semplificata per una maggiore comprensione


2. Maggiori controlli su pubblicità e promozioni

  • Nessuna offerta può promettere guadagni o condizioni nascoste

  • È vietato il marketing aggressivo su prestiti “facili” o finanziamenti lampo


3. Limitazioni sul tasso d’usura

  • Aggiornamento periodico dei tassi massimi consentiti

  • Protezione dei consumatori da prestiti con interessi troppo alti, soprattutto carte revolving e prestiti personali


4. Incentivi per mutui green

  • Agevolazioni fiscali e tassi più bassi per mutui legati a ristrutturazioni sostenibili

  • Bonus per efficientamento energetico (ecobonus + mutui agevolati)


5. Maggiori controlli sul merito creditizio

  • Tutti i prestiti devono essere concessi solo se il richiedente ha capacità di rimborso

  • Miglioramento dei sistemi di valutazione del rischio e protezione del consumatore


Come risparmiare in bolletta con il climatizzatore

Con l’estate che porta temperature sempre più alte, il climatizzatore diventa un alleato indispensabile per combattere il caldo. Tuttavia, un uso poco attento può far lievitare rapidamente i costi in bolletta. Per evitare sprechi di energia e risparmiare, ecco  10 semplici strategie per sfruttare al meglio il condizionatore riducendo i consumi anche fino al 50%.

1. Mantieni il climatizzatore in perfetta forma

Pulire regolarmente filtri, ventole e tubi e fare manutenzione periodica evita che l’apparecchio lavori in condizioni di stress, che aumentano i consumi anche del 30%. Un climatizzatore efficiente consuma meno e dura più a lungo.

2. Scegli un modello ad alta efficienza

Acquista condizionatori con classe energetica A+++ o superiore e tecnologia inverter. Anche se il prezzo iniziale è più alto, il risparmio energetico è garantito nel tempo grazie a un funzionamento più modulato e meno dispendioso.

3. Approfitta degli incentivi fiscali

Con il “bonus condizionatore” puoi ottenere detrazioni fiscali fino al 50% per l’acquisto e l’installazione di impianti efficienti, riducendo così l’investimento iniziale.

4. Posiziona correttamente l’impianto

Installa l’unità interna in alto sulla parete e lontano da ostacoli come tende o mobili che limitano la circolazione dell’aria fresca. Proteggi l’unità esterna dal sole diretto per evitare un lavoro eccessivo.

5. Isola la casa da calore e umidità

Durante il giorno, chiudi persiane, tapparelle e tende per bloccare il calore solare e ridurre il lavoro del climatizzatore. Arieggia la casa solo nelle ore più fresche, preferibilmente di notte.

6. Imposta la temperatura in modo corretto

Non scendere sotto i 26°C. Impostare temperature troppo basse fa aumentare il consumo energetico e può causare uno shock termico. Spesso basta qualche grado in meno rispetto all’esterno per stare bene.

7. Raffredda solo le stanze occupate

Usa uno split per stanza e accendi il climatizzatore solo negli ambienti in cui ti trovi, evitando di raffreddare corridoi o stanze vuote.

8. Limita apparecchi che generano calore

Computer, televisori e altri dispositivi elettronici contribuiscono a riscaldare gli ambienti, costringendo il climatizzatore a lavorare di più. Spegnili quando non servono.

9. Usa funzioni intelligenti

Approfitta di timer, programmi “notte” e controllo remoto per attivare il climatizzatore solo quando necessario e ottimizzare il consumo durante le ore di minor utilizzo.

10. Valuta l’efficienza della tua casa

Una diagnosi energetica può individuare dispersioni termiche e suggerire interventi per migliorare isolamento e prestazioni, portando a risparmi significativi in bolletta.


Come leggere le date di scadenza senza farsi ingannare

Molti alimenti vengono buttati ancora perfettamente buoni a causa di un misunderstanding: non tutte le scadenze significano la stessa cosa. Capire davvero ciò che c’è scritto sulle etichette permette di ridurre sprechi inutili e consumare in sicurezza.

''Da consumarsi entro”: attenzione alla sicurezza

Questa è la vera scadenza perentoria. Indica che oltre quella data il prodotto può non essere più sicuro dal punto di vista igienico-sanitario.
Si applica a:

  • carne fresca

  • pesce fresco

  • latte fresco pastorizzato

  • prodotti molto deperibili

 Oltre questa data non consumare.

“Da consumarsi preferibilmente entro”: non è scadenza, ma qualità

Questa dicitura non indica un rischio per la salute, ma una lieve perdita di qualità (croccantezza, aroma, consistenza).

Significa che il prodotto è ancora commestibile anche dopo la data, se ben conservato.
Esempi:

  • pasta

  • biscotti

  • cereali

  • cioccolato

  • legumi secchi

  • latte UHT

  • tonno in scatola

  • snack confezionati

 Se l’aspetto, l’odore e il sapore sono normali, si può mangiare tranquillamente.

Il ruolo della conservazione

Un alimento può durare molto più della data indicata se conservato correttamente.
Un esempio: la pasta secca può essere consumata anche mesi dopo la data, se il pacco è integro e asciutto.

Perché esistono due diciture?

Per garantire sicurezza e allo stesso tempo evitare sprechi.
Conoscere la differenza è una delle competenze fondamentali del consumo consapevole.

Congelare allunga la vita (ma fallo prima della scadenza)

Molti prodotti “da consumarsi entro” possono essere congelati prima della data per prolungarne la durata anche di 2–3 mesi.


Dal bollo alla tassa di possesso: cosa cambia dal 2026

Cambiano le regole per la tassa di possesso dei veicoli. Non si parla solo di scadenze o modalità di pagamento, ma di un ripensamento complessivo del sistema, che segna il passaggio definitivo da un’imposta centralizzata a una gestione interamente regionale.

Un solo pagamento, niente più rate

Una delle modifiche più rilevanti riguarda le modalità di versamento. Chi immatricolerà un’auto nuova dal 1° gennaio 2026 dovrà pagare la tassa di possesso in un’unica soluzione annuale. Spariscono le opzioni di pagamento frazionato che, fino a oggi, consentivano a molti automobilisti di suddividere l’esborso in più scadenze (mensili, semestrali o quadrimestrali).

Il pagamento dovrà avvenire entro l’ultimo giorno del mese successivo all’immatricolazione, e la data si rinnoverà ogni anno nello stesso periodo. Chi possiede invece un veicolo immatricolato prima del 2026 continuerà a seguire le regole attuali, a meno che la propria Regione non stabilisca diversamente.

Pieno controllo alle Regioni

Un altro grande cambiamento riguarda la titolarità del tributo. La tassa di possesso diventerà a tutti gli effetti una tassa regionale: saranno le singole Regioni a stabilire importi, esenzioni, agevolazioni e modalità applicative. Una svolta che da un lato promette maggiore flessibilità e aderenza alle specificità territoriali, ma dall’altro rischia di creare forti disparità tra una Regione e l’altra. Per coloro che desiderano approfondire questo tema, si consiglia di informarsi su ghostwriting hausarbeit.

C’è chi potrebbe confermare gli incentivi per le auto ecologiche (come elettriche e ibride) e chi, invece, potrebbe introdurre nuove forme di tassazione anche su veicoli finora esentati.

Scadenze personalizzate e addio alle vecchie date

Un ulteriore elemento di novità è la cancellazione delle classiche scadenze uguali per tutti (aprile, agosto, dicembre). Per le auto immatricolate a partire dal 2026, la tassa andrà pagata ogni anno nello stesso mese della prima immatricolazione. Un sistema più logico e su misura, che però richiederà attenzione da parte dei contribuenti per non incorrere in sanzioni.

Pagano anche i veicoli con fermo amministrativo

Dal 2026 sarà obbligatorio versare la tassa di possesso anche per i veicoli soggetti a fermo amministrativo. Attualmente questi mezzi sono esentati, ma la riforma cancella questa distinzione. La decisione ha già sollevato perplessità, poiché costringerà anche chi non può circolare con il proprio veicolo, per ragioni fiscali o giudiziarie, a sostenere comunque il costo dell’imposta.

Auto usate: chi compra paga subito

Un altro punto che potrebbe cogliere molti di sorpresa riguarda i veicoli usati. Chi acquista un’auto già immatricolata sarà tenuto a pagare la tassa per l’intero periodo fiscale in corso, anche se l’acquisto è avvenuto dopo l’inizio dell’anno. In pratica, il bollo è dovuto dal proprietario registrato al PRA il primo giorno del periodo di riferimento, senza possibilità di spartizione tra vecchio e nuovo intestatario.

Veicoli green: cosa succederà ora?

Con le Regioni libere di decidere le proprie politiche fiscali, si apre uno scenario molto variegato sul fronte dei veicoli a basso impatto ambientale. Alcune amministrazioni regionali potrebbero mantenere o rafforzare le agevolazioni già in vigore, mentre altre – per ragioni di bilancio – potrebbero ridurre o persino eliminare le esenzioni per elettriche, ibride, GPL e metano.


Come evitare finanziarie aggressive o tassi nascosti

Molti consumatori finiscono in prestiti onerosi a causa di finanziarie aggressive o condizioni poco trasparenti. Evitare questi rischi è possibile con qualche attenzione.


1. Controlla sempre il TAEG

  • Il Tasso Annuo Effettivo Globale include interessi e spese accessorie.

  • Confronta diverse offerte: un tasso troppo alto indica spesso costi nascosti.


2. Leggi le clausole contrattuali

  • Evita formule vaghe o “a discrezione della banca”.

  • Controlla penali per ritardato pagamento, assicurazioni obbligatorie, costi di gestione.


3. Diffida da chi spinge a firmare subito

  • “Offerta valida solo oggi”, “approfitta ora” → segnali di pressione.

  • Prenditi sempre almeno 24 ore per riflettere e verificare.


4. Controlla la reputazione della finanziaria

  • Cerca recensioni online, forum e segnalazioni di utenti.

  • Verifica iscrizione ad associazioni di settore o registro OAM (Organismo Agenti e Mediatori).


5. Non fidarti di promesse di prestiti facili

  • Prestiti senza reddito dichiarato o garanzie reali spesso nascondono tassi elevati o costi extra.

  • Nessuno presta soldi “gratis”: se l’offerta sembra troppo bella per essere vera, lo è.


Da agosto pedaggi più cari: stangata estiva per gli automobilisti

Dal 1° agosto 2025 chi viaggerà in autostrada pagherà di più. È questa la novità contenuta in un emendamento al decreto Infrastrutture che introduce un rincaro dei pedaggi per tutte le categorie di veicoli, con l’obiettivo di generare 37 milioni di euro di entrate già entro la fine dell’anno.

Il provvedimento, depositato dai relatori in Commissione Ambiente alla Camera, sarà votato nei prossimi giorni e, salvo sorprese, diventerà operativo a ridosso dell'esodo estivo, proprio quando milioni di italiani si mettono in viaggio per le vacanze.

Quanto costerà in più viaggiare

La nuova norma prevede un aumento calcolato sulla base dei chilometri percorsi: un millesimo di euro in più per ogni chilometro, applicato a tutte le classi di pedaggio. In pratica, ogni 1.000 chilometri si spenderà un euro in più. Le categorie interessate sono:

  • Classe A: motocicli, scooter e auto basse (fino a 1,3 metri);

  • Classe B: SUV, camper, furgoni e veicoli di altezza superiore;

  • Classi 3, 4 e 5: mezzi pesanti e da trasporto.

Il rincaro non sarà temporaneo: la norma prevede che l'importo venga rivalutato ogni due anni, tenendo conto dell'inflazione, attraverso un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Le nuove risorse sono destinate a coprire una serie di costi sostenuti da Anas, tra cui:

  • L’aumento dei prezzi per la gestione della rete stradale;

  • I maggiori oneri per l’illuminazione pubblica;

  • L’ampliamento delle tratte in gestione.

Nessun riferimento esplicito, invece, alla manutenzione delle strade o al miglioramento dei servizi per gli utenti.


Le 10 abitudini quotidiane che tagliano lo spreco del 50%

Ridurre lo spreco alimentare non richiede rivoluzioni, ma abitudini quotidiane semplici e ripetibili. Con pochi accorgimenti è possibile tagliare fino al 50% del cibo che normalmente finisce nella pattumiera. Ecco le abitudini più efficaci, spiegate in modo pratico.


1. Pianifica i pasti della settimana (anche solo 3 giorni)

La pianificazione è l’arma numero uno contro lo spreco. Non serve organizzare 21 pasti perfetti: basta decidere cosa cucinare per 2–3 giorni. Questo riduce gli acquisti impulsivi e permette di comprare la giusta quantità di ingredienti.


2. Fai la lista della spesa... e rispettala

Sembra banale, ma chi entra al supermercato senza lista compra in media il 20–30% di prodotti in più. Una lista minimalista, divisa per categorie, è sufficiente per evitare doppioni e riempimenti inutili.


3. Applica il metodo FIFO

First In, First Out: ciò che hai acquistato prima va usato per primo. Metti avanti i prodotti con scadenza ravvicinata e dietro quelli nuovi. Vale per frigo, freezer e dispensa.


4. Conserva il cibo nel modo corretto

La conservazione sbagliata è una delle maggiori cause di spreco.
Qualche esempio:

  • le banane tenute lontane dalle altre frutte durano di più;

  • le insalate avvolte in carta assorbente rimangono fresche per giorni;

  • il pane si può congelare a fette per un uso intelligente.


5. Controlla il frigo ogni 2–3 giorni

Una “mini revisione” è sufficiente: sposta avanti ciò che va consumato e prendi nota mentale di cosa inserire nei pasti successivi.


6. Usa porzioni realistiche

Spesso cuciniamo più del necessario. Utilizza misurini, bicchieri graduati o semplicemente confronti visivi: 80 g di pasta, 50 g di riso, una tazza di legumi cotti, ecc.


7. Trasforma gli avanzi

Gli avanzi non sono “cibo di serie B”: possono diventare nuove ricette.

  • Il riso diventa arancini o torte salate.

  • Le verdure diventano vellutate o frittate.

  • Il pane secco diventa pangrattato o crostini.


8. Congela ciò che non usi subito

Molti cibi durano pochissimo fuori dal freezer, ma mesi congelati. Il congelatore è un alleato prezioso per tagliare sprechi.


9. Sii creativo con ciò che sta per rovinarsi

Frutta troppo matura? Smoothie o composte.
Verdure stanche? Zuppe, minestroni, frittate.
Yogurt in scadenza? Base per pancake o dolci veloci.


10. Prepara un “vassoio dei da consumare subito”

Metti in un contenitore dedicato tutto ciò che devi utilizzare entro 1–3 giorni. Lo vedrai a colpo d’occhio e sarà molto più difficile dimenticare gli alimenti.


Risultato?

In un mese riduci drasticamente lo spreco, risparmi soldi, organizzi meglio la cucina e contribuisci a un modello di consumo più sostenibile.


Auto: dal 1° luglio cambiano le regole per assicurazione, multe e revisione

L’assicurazione auto diventa completamente digitale

La presenza o meno della copertura dell'assicurazione sarà verificata esclusivamente attraverso la banca dati elettronica nazionale delle assicurazioni.

Occhio alle multe automatiche: arrivano dai varchi elettronici

Con l’integrazione della banca dati assicurativa nei sistemi di controllo, autovelox, ZTL e telecamere di sorveglianza potranno verificare in tempo reale se un’auto è priva di assicurazione. In caso di irregolarità, scatta automaticamente la sanzione.

Le multe saranno inviate a casa del proprietario del veicolo, anche se non si è stati fermati direttamente dalle forze dell’ordine.

Revisione auto: arriva il promemoria automatico

Una novità molto utile riguarda la revisione dei veicoli: il Ministero dei Trasporti invierà in automatico un avviso prima della scadenza. Questo servizio ha l’obiettivo di aiutare i cittadini a non dimenticare l’appuntamento con la revisione, evitando così sanzioni salate.

Cosa devono fare gli automobilisti?

Per evitare problemi o sanzioni, ecco alcuni consigli pratici:

  • Controlla che la tua assicurazione sia attiva e correttamente registrata nella banca dati ANIA.

  • Segna sul calendario la data di revisione e verifica se hai ricevuto o riceverai un promemoria dal Ministero.

  • Non ignorare eventuali notifiche di sanzione: se ricevi una multa che ritieni ingiusta, puoi fare ricorso.
    Serve aiuto?

U.Di.Con Emilia Romagna APS è a disposizione di tutti i cittadini per:

  • assistenza in caso di multe o irregolarità

  • supporto nella verifica assicurativa o revisione


Prestiti personali vs mutui: qual è la differenza e quale conviene

Spesso sentiamo parlare di prestiti personali e mutui come se fossero la stessa cosa, ma le differenze sono fondamentali e incidono su rischi, tempi e costi.


1. Prestiti personali

  • Importo: solitamente fino a 60.000 €, anche meno.

  • Durata: breve-medio termine (da 12 mesi fino a 7 anni circa).

  • Finalità: possono essere liberi o vincolati a un acquisto specifico (auto, arredamento, viaggi).

  • Tasso di interesse: di solito più alto rispetto al mutuo.

  • Garanzie: raramente richiedono ipoteca; spesso basta il reddito dimostrabile.

Quando conviene

  • Piccoli investimenti o acquisti urgenti

  • Nessuna intenzione di impegnare l’immobile

  • Necessità di flessibilità


2. Mutui

  • Importo: medio-alto, legato al valore dell’immobile.

  • Durata: lungo termine (10–30 anni).

  • Finalità: acquisto, ristrutturazione o sostituzione di un immobile.

  • Tasso di interesse: generalmente più basso dei prestiti personali.

  • Garanzie: ipoteca sull’immobile, spesso richiesta la polizza assicurativa.

Quando conviene

  • Acquisto o ristrutturazione casa

  • Importi alti che richiedono durata lunga

  • Tassi più bassi e pagamenti diluiti


3. Come scegliere

  • Durata e importo: prestiti brevi per cifre limitate, mutui per cifre alte.

  • Finalità: mutuo per casa, prestito per consumi o spese straordinarie.

  • Rischio: il mutuo grava sull’immobile; il prestito personale grava sul reddito.


Dal 1° luglio cambia la bolletta luce e gas per gli utenti del mercato libero: tutte le novità

Maggiore trasparenza, chiarezza e confronto più facile tra le offerte: da ieri, 1° luglio 2025, è ufficialmente in vigore il nuovo formato delle bollette per luce e gas rivolto agli utenti del mercato libero. Si tratta di una riforma voluta da ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), frutto di un lavoro di lungo corso condotto anche con il contributo delle associazioni dei consumatori.

L’obiettivo? Rendere le bollette più leggibili, comparabili tra fornitori diversi e più trasparenti nei costi.

Ecco cosa cambia nel dettaglio:

1. Maggiore chiarezza informativa

Le nuove bollette separano in modo chiaro le spese per la materia energia (ossia quanto paghiamo per l’energia consumata) da quelle regolate (come i costi di rete e gli oneri di sistema). Queste saranno organizzate in sottosezioni distinte per migliorare la comprensione.

2. Siti dei fornitori più trasparenti

Tutti i venditori dovranno aggiornare i loro siti web indicando con chiarezza per ogni offerta:

  • il codice offerta

  • le condizioni tecnico-economiche

  • la scheda sintetica, con la stima della spesa annua

3. Frontespizio unificato

Le bollette avranno ora una prima pagina standard per tutti gli operatori: qui saranno riportati l’importo totale da pagare, le informazioni contrattuali e i dati del cliente, in modo uniforme per facilitare il confronto tra offerte diverse.

4. Lo “scontrino dell’energia”

Introdotto un nuovo strumento di chiarezza: lo scontrino dell’energia. Qui sarà riportata in dettaglio la formazione del costo dell’energia, con distinzione tra:

  • quota fissa

  • quota variabile (in base ai consumi)

  • quota potenza (per l’energia elettrica)

Saranno indicati anche separatamente:

  • IVA e accise

  • eventuali bonus

  • canone Rai

  • altri addebiti (es. servizi extra o interessi di mora)

5. Il box offerta

La bolletta conterrà un box offerta con i dettagli del contratto sottoscritto, utile per verificare la corretta applicazione dei termini concordati.

6. Gli elementi informativi essenziali

Organizzati in box omogenei, con informazioni su:

  • consumi rilevati e stimati

  • potenza massima

  • stato dei pagamenti

  • eventuali rateizzazioni

7. Dettagli consultabili digitalmente

Il dettaglio completo sarà accessibile anche in formato standard digitale tramite un QR code e un link diretto, riportati nella bolletta.

8. Glossario unico per i venditori

Nuove regole anche per il linguaggio: i fornitori dovranno adottare un glossario standard con le definizioni principali, valido anche per il Portale Offerte.

9. Chiarezza sugli importi e sulle scadenze

L’importo da pagare e la relativa scadenza saranno ben visibili nel frontespizio, con un rimando allo scontrino dell’energia per il dettaglio completo.

10. Canone Rai evidenziato

Anche la quota del canone TV, se presente, sarà indicata in maniera chiara, sempre nel frontespizio, con un rimando per i dettagli.


Come usare SPID o CIE in sicurezza per servizi pubblici e privati

SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) e CIE (Carta d’Identità Elettronica) permettono di accedere in sicurezza a servizi online della Pubblica Amministrazione e privati. Usarli correttamente è fondamentale per proteggere i tuoi dati.


1. Usa solo siti ufficiali

  • Verifica sempre il dominio e il protocollo HTTPS

  • Evita link ricevuti via email o messaggi sospetti


2. Proteggi le credenziali SPID

  • Non condividerle mai con nessuno

  • Scegli password forti e uniche

  • Attiva l’autenticazione a due fattori quando possibile


3. Gestisci la CIE con attenzione

  • Non lasciare la CIE incustodita

  • Usa lettori ufficiali o app certificate per autenticarti

  • Evita scanner o dispositivi non sicuri


4. Attenzione ai servizi privati

  • Controlla che l’accesso SPID sia richiesto solo da servizi affidabili

  • Non inserire dati sensibili su app o portali non ufficiali


5. Mantieni aggiornati i dati

  • Aggiorna email e numero di telefono collegati a SPID

  • Controlla regolarmente le transazioni e accessi autorizzati


Poste Italiane multata dall’Antitrust: 4 milioni di euro per pratiche scorrette su app BancoPosta e PostePay

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha inflitto a Poste Italiane una sanzione da 4 milioni di euro per aver adottato pratiche commerciali scorrette nell’utilizzo delle app BancoPosta e PostePay su dispositivi Android.

Secondo quanto emerso, Poste Italiane avrebbe vincolato l’utilizzo delle due app al rilascio da parte degli utenti dell’autorizzazione all’accesso a una vasta gamma di dati presenti sugli smartphone, pena il blocco totale delle funzionalità. Una condotta che l’AGCM ha definito “aggressiva” e “contraria alla diligenza professionale”, in violazione degli articoli 20, 24 e 25 del Codice del Consumo. Per coloro che desiderano approfondire questo tema, si consiglia di informarsi su masterarbeit schreiben lassen.

L’obbligo di consenso, introdotto a partire da aprile 2024, veniva giustificato genericamente dalla necessità di garantire maggiore sicurezza contro le frodi. Tuttavia, l’Antitrust ha contestato l’eccessiva genericità della motivazione e l’assenza di alternative reali per l’utente, che si trovava costretto ad accettare tali condizioni per continuare a usare i servizi digitali essenziali.


Phishing e furto d’identità: come difendersi

Il phishing è una delle truffe digitali più diffuse, che mira a rubare dati personali, credenziali e numeri di carte. Conoscere i segnali e applicare alcune regole riduce il rischio di essere vittima.


1. Riconoscere email e messaggi sospetti

  • Mittente non coerente con il servizio citato

  • Errori grammaticali o link strani

  • Richieste urgenti di accesso o pagamento


2. Non cliccare mai link sospetti

  • Digitare sempre l’indirizzo ufficiale del sito nel browser

  • Verificare sempre il protocollo HTTPS


3. Controllare sempre le richieste

  • Nessuna banca o servizio serio chiederà password o codici OTP via email o chat

  • Blocca il mittente e segnala eventuali tentativi di phishing


4. Usa strumenti di protezione

  • Antivirus aggiornati

  • Filtri antiphishing su browser e client email

  • Autenticazione a due fattori su tutti gli account sensibili


5. Cosa fare se sei vittima

  • Cambia immediatamente password

  • Blocca carte o account compromessi

  • Contatta la banca o il servizio e segnala il furto


Pirateria digitale, l’AGCOM stringe la rete: rischi concreti per chi guarda film in streaming senza licenza

Negli ultimi anni, il consumo di contenuti audiovisivi online è cresciuto esponenzialmente, ma accanto alle piattaforme legali come Netflix e Prime Video, è proliferata anche un’ampia rete di siti pirata. Uno di questi, Streaming Community, è stato al centro di una recente operazione che segna una svolta nella lotta alla pirateria digitale in Italia: non solo i gestori, ma anche gli spettatori rischiano ora sanzioni economiche significative.

L’AGCOM, in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha confermato l’adozione di un protocollo che permette di identificare gli utenti che accedono a contenuti pirata attraverso il proprio indirizzo IP. Si tratta di un codice assegnato a ogni dispositivo connesso a Internet e che può essere tracciato dai provider su richiesta delle autorità. Anche la navigazione in modalità “anonima” non basta a schermarsi da questo tipo di monitoraggio.

Chi viene colto in flagrante durante la visione di film o serie TV protetti da copyright può essere multato con una sanzione che parte da 154 euro e può arrivare fino a 5000 euro, in caso di recidiva. Le prime notifiche sono già state inviate a diversi utenti in Italia, a testimonianza che il nuovo sistema è pienamente operativo.

Streaming Community era una piattaforma molto nota tra gli utenti italiani, grazie a un'interfaccia user-friendly e un catalogo ricco di titoli, completamente gratuito. Il problema? Nessuno di questi contenuti era distribuito legalmente. In più, il sito faceva largo uso di pubblicità aggressive e, in alcuni casi, anche di software malevoli.

Dopo anni di attività, il sito è stato oscurato, ma non tramite il sistema automatizzato Piracy Shield, bensì attraverso un’azione diretta del Nucleo Frodi Informatiche della Guardia di Finanza. Una scelta dovuta alla tipologia di contenuti offerti: Piracy Shield si concentra in particolare sullo streaming sportivo, mentre per i film e le serie TV si agisce ancora con metodi più tradizionali.

La novità sostanziale è proprio questa: non sono più solo i gestori delle piattaforme pirata a finire sotto i riflettori, ma anche gli utenti finali. Le autorità puntano così a colpire la domanda, nella speranza che, rendendo più rischiosa la visione di contenuti illegali, sempre più persone scelgano le alternative legali.

Se fino a qualche tempo fa chi accedeva a questi siti poteva contare su una sostanziale impunità, oggi non è più così. In alcuni casi, la visione anche di un solo film può portare all’identificazione e alla sanzione, soprattutto se la connessione resta attiva per tempi prolungati.

Va chiarito che, in Italia, la visione di contenuti pirata non è un reato penale, ma un illecito amministrativo. Questo significa che non si rischiano procedimenti giudiziari.

La soluzione più semplice è scegliere piattaforme legali, molte delle quali oggi offrono anche contenuti gratuiti con pubblicità o abbonamenti a basso costo. Inoltre, è sempre più frequente l’inclusione di servizi streaming nei pacchetti Internet o mobile, riducendo ulteriormente l’incentivo ad accedere a siti pirata.


5G e trasparenza: arriva il bollino dell’Agcom per proteggere i consumatori

Con l’arrivo del 5G, milioni di consumatori si trovano di fronte a un mercato ricco di offerte, ma spesso poco chiare. Proprio per questo, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha deciso di intervenire introducendo un sistema di bollini di garanzia volto a tutelare gli utenti da pubblicità ingannevoli e da offerte che promettono performance non sempre reali.

La novità principale arriva con l’articolo 6 della nuova delibera Agcom, che impone agli operatori telefonici nuovi obblighi di trasparenza nelle comunicazioni commerciali legate al 5G. Per troppo tempo, infatti, il termine “5G” è stato utilizzato in modo generico, anche per indicare servizi che non rispettavano pienamente gli standard internazionali previsti per questa tecnologia.

Da oggi, gli operatori saranno tenuti a specificare chiaramente la rete fisica utilizzata per l’erogazione del servizio, e soprattutto dovranno indicare in modo trasparente la velocità di connessione effettiva.

Per rendere ancora più comprensibile l’offerta ai cittadini, Agcom ha introdotto un sistema di bollini colorati che identifica la reale qualità del servizio 5G offerto:

  • Bollino Verde: indica un 5G senza limiti di velocità, con una chiara indicazione della velocità massima realistica raggiungibile. È la fascia più alta, quella che garantisce le performance migliori.

  • Bollino Giallo: per servizi 5G con una velocità massima in download pari o superiore a 20 Mbit/s. In sostanza, una connessione discreta, ma che non sfrutta appieno il potenziale del 5G.

  • Bollino Rosso: identifica offerte con prestazioni basse, inferiori a 20 Mbit/s. In pratica, una qualità simile o persino inferiore al 4G, nonostante l’etichetta “5G”.

Nonostante il passo avanti nella tutela dei consumatori, permangono alcune criticità. La delibera non fornisce una definizione vincolante e univoca di “rete 5G”, lasciando spazio a interpretazioni da parte degli operatori. Inoltre, non sono previste garanzie a lungo termine sulla stabilità delle prestazioni nel tempo: un aspetto cruciale, considerata la natura dinamica delle reti mobili. Per coloro che desiderano approfondire questo tema, si consiglia di informarsi su aiuto scrivere tesi.


Come proteggere le tue credenziali e password

Le password e le credenziali digitali sono la chiave per accedere ai tuoi account personali, bancari e ai servizi online. Proteggerle è fondamentale per evitare furti d’identità o accessi non autorizzati.


1. Usa password lunghe e uniche

  • Combina lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli.

  • Non riutilizzare la stessa password su più account.


2. Gestori di password

  • App come 1Password, LastPass o Bitwarden memorizzano password complesse e le autofillano in sicurezza.

  • Aiutano a creare password uniche per ogni servizio senza doverle ricordare tutte.


3. Autenticazione a due fattori (2FA)

  • Oltre alla password, serve un codice temporaneo (SMS, app o token).

  • Rende molto più difficile l’accesso a chi ha solo la tua password.


4. Aggiorna regolarmente le password

  • Cambia password almeno ogni 6–12 mesi.

  • Evita di usare informazioni facili da indovinare, come date di nascita o nomi di animali domestici.


5. Evita dispositivi e reti pubbliche non sicure

  • Non accedere a conti sensibili da computer pubblici o Wi-Fi non protetti.

  • Usa VPN se devi lavorare su reti pubbliche.


Telefonia: scattano gli aumenti per milioni di utenti

Gli operatori telefonici italiani stanno aggiornando in modo unilaterale le condizioni contrattuali delle offerte di rete fissa e mobile. La motivazione? Esigenze economiche legate alle mutate condizioni di mercato, nuovi investimenti e la necessità di offrire servizi "in linea con le esigenze del mercato". Per coloro che desiderano approfondire questo tema, si consiglia di informarsi su Ghostwriter Seminararbeit. Nella pratica, questo significa aumenti delle tariffe, spesso di pochi euro, ma con effetti significativi su scala nazionale.


📈 TIM: aumenti su fisso e mobile

  • Linea fissa: dal 1° maggio 2025, rincari tra 2 e 2,90 euro al mese su alcune offerte.

  • Linea mobile ricaricabile: dal 7 giugno 2025, incremento di 1,99 euro al mese su offerte selezionate.

  • Offerte con Netflix (Timvision): dal 1° giugno 2025, aumento di 24 euro l’anno per i pacchetti con contenuti streaming.

TIM propone in cambio:

  • 50 GIGA aggiuntivi gratuiti ogni mese

  • oppure l’accesso gratuito al 5G Ultra

  • o un'offerta alternativa con 2 GIGA in più e stesso costo, attivabile via SMS entro il 31 maggio.


📈 WindTre: rincari su sicurezza, Netflix e rete fissa

  • Più Sicuri Casa: da giugno 2025, +0,50 euro al mese

  • Offerte di rete fissa: sempre da giugno 2025, aumento di 2 euro al mese

  • Offerta con Netflix: dal 1° luglio 2025, aumento di 1,50 euro al mese sulla promo “WindTre Fissa & Netflix Standard”

Motivazioni dichiarate: riposizionamento dell’offerta e adeguamento ai nuovi standard di protezione digitale.


📈 Vodafone: stop a servizi, ma niente aumenti per ora

  • Nessun aumento diretto annunciato fino a ora, ma:

    • Dal 1° luglio 2025, non saranno più utilizzabili Vodafone TV Box e app mobile Vodafone TV

    • Nella stessa data cessano le offerte Vodafone TV Base e TV Sport Mix

    • Dal 1° maggio 2025, Netflix non è più incluso nelle offerte “Vodafone Netflix Edition”


📈 Postemobile: rincari su voce, SMS e segreteria

Dal 20 giugno 2025, aumenti su numerosi piani mobili:

  • Chiamate: 0,28 euro/minuto (scatto anticipato di 60 secondi)

  • SMS: 0,28 euro ciascuno

  • Segreteria telefonica: 0,18 euro/minuto

  • I piani colpiti includono: Con Noi, Con Tutti, Con Tutti Premium, Convenienza, PM Unica, e diverse loro varianti


Ricordiamo che, in caso di modifica unilaterale del contratto, ogni utente ha il diritto di:

  • Recedere gratuitamente, senza penali

  • Passare ad altro operatore, mantenendo il numero

Nel caso vogliate comunicare il recesso potete rivolgervi a uno dei nostri sportelli U.Di.Con Emilia Romagna APS


Perché “se ti promettono guadagni garantiti, è una truffa”

Nel mondo delle criptovalute spunta spesso la frase:
«Investi qui, abbiamo guadagni garantiti».
È il segnale più chiaro e immediato che stai per cadere in una truffa.


1. Nessuno può garantire rendimenti nel mercato crypto

Le crypto sono per natura:

  • volatili

  • imprevedibili

  • sensibili alle notizie

  • influenzate da sentiment e macroeconomia

Garantire rendimenti è impossibile. Punto.


2. I “bot di trading” non possono creare profitto costante

Molti truffatori usano questa scusa:
“Il nostro bot genera rendimenti giornalieri garantiti”.

Nella realtà:

  • nessun bot mantiene performance costanti

  • i mercati cambiano

  • i profitti reali non sono prevedibili


3. Anche gli exchange non garantiscono rendimenti

Gli exchange seri offrono prodotti di rendita (staking, lending), ma non li garantiscono mai.

Se qualcosa promette:

  • 10% mensile

  • 20% settimanale

  • 1% al giorno
    … è una truffa al 99%.


4. Le piramidi finanziarie usano proprio questa frase

“Guadagno garantito” è l’esca per attirare nuovi investitori da cui attingere i soldi.
Il meccanismo finisce SEMPRE nello stesso modo: chi entra dopo, perde tutto.


5. Se non c’è rischio, non è investimento

È una regola universale della finanza.
Rischio zero = rendimento zero.
Rendimento alto garantito = truffa.


Nuove Accise sui Carburanti: da oggi benzina più economica, diesel più caro

15 maggio 2025 – Entra ufficialmente in vigore oggi la nuova rimodulazione delle accise sui carburanti in Italia, con effetti immediati sul prezzo alla pompa: la benzina costerà meno, mentre il gasolio subirà un aumento.

La riforma, parte di un piano di transizione ecologica e adeguamento alla normativa europea, punta a eliminare entro il 2030 la storica disparità fiscale tra benzina e gasolio, considerata un “sussidio ambientalmente dannoso”.

Le nuove tariffe: cosa cambia

  • Benzina: accisa ridotta di 1,5 centesimi di euro al litro, passando da 728,40 a 713,40 euro ogni mille litri.

  • Gasolio: accisa aumentata di 1,5 centesimi al litro, salendo da 617,40 a 632,40 euro ogni mille litri.

Effetti immediati sul prezzo alla pompa

I primi effetti sono già visibili:

  • Benzina self-service: circa 1,69 €/L, con un risparmio di 0,90 euro su un pieno da 50 litri.

  • Diesel: salito a circa 1,58 €/L, con un rincaro simile sullo stesso tipo di rifornimento.

Il provvedimento fa parte di un percorso progressivo di equiparazione delle accise: entro il 2030, entrambe dovrebbero attestarsi a 672,50 euro per mille litri. Le entrate aggiuntive saranno destinate al Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale, con l’intento di rafforzare i servizi collettivi e ridurre la dipendenza dall’auto privata.


Investire nelle crypto senza finire indebitati

Le criptovalute possono essere un investimento interessante, ma è facilissimo farsi trascinare dall’euforia o dalla FOMO e ritrovarsi in situazioni rischiose, fino a indebitarsi. Ecco come investire in modo sano e sostenibile.


1. Investi solo denaro che puoi permetterti di perdere

La regola d’oro. Le crypto sono volatili: puoi fare +50% in un mese o -50% in una settimana.
Non usare soldi destinati a:

  • affitto

  • bollette

  • auto

  • famiglia

  • emergenze


2. Mai usare prestiti o carte di credito

Pagare investimenti con denaro preso a debito significa aggiungere interesse su volatilità: la ricetta perfetta per il disastro.


3. Imposta un budget fisso mensile

Metodo consigliato: DCA (Dollar Cost Averaging).
Un importo piccolo, ricorrente, senza farti trascinare dal mercato.


4. Non investire in preda alle emozioni

Evita:

  • FOMO (paura di rimanere fuori)

  • panico

  • hype sui social

  • influencer che dicono “compra adesso!”

Le emozioni sono il peggior investitore possibile.


5. Fai un portafoglio equilibrato

Un esempio prudente:

  • 70% Bitcoin + Ethereum

  • 20% progetti solidi di lungo periodo

  • 10% “scommesse” ad alto rischio


6. Tieni la liquidità separata dal conto crypto

Avere un fondo di emergenza ti evita di vendere in perdita quando il mercato scende.


7. Studia prima di investire

Prima regola: capire dove metti i soldi.
Whitepaper, team, utilità del progetto, sicurezza.


Antitrust: Enel Energia risarcisce oltre 40mila clienti per comunicazioni poco trasparenti

L’Antitrust ha chiuso il procedimento avviato nei confronti di Enel Energia per la scarsa trasparenza nella comunicazione del rinnovo delle condizioni economiche dei contratti. L’azienda riconoscerà misure risarcitorie a più di 40mila clienti, per un importo complessivo superiore ai 5 milioni di euro.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) aveva aperto un’indagine dopo aver rilevato che le modalità con cui Enel aveva comunicato ai clienti il rinnovo delle condizioni economiche, con decorrenza dal 1° giugno 2023, risultavano poco chiare. Tali comunicazioni, secondo l’Antitrust, non avrebbero permesso ai consumatori di comprendere appieno gli aumenti applicati, limitando così la possibilità di esercitare il diritto di recesso.

L’azienda ha presentato e ottenuto l’accoglimento di una serie di impegni che prevedono indennizzi automatici per chi ha ricevuto le comunicazioni di rinnovo (via posta o web) e per chi ha presentato reclami ad Enel Energia o all’Antitrust entro la data del provvedimento.

I clienti che hanno mantenuto attivo il contratto con Enel riceveranno un bonus direttamente in bolletta, mentre coloro che sono passati a un altro fornitore riceveranno una nota di credito. Le compensazioni, complessivamente, superano i 5 milioni di euro.

Oltre agli indennizzi, Enel Energia si è impegnata a introdurre un sistema più efficace e articolato di comunicazioni rivolte ai clienti, che includerà promemoria tramite SMS, email, fatture, notifiche in app e nell’area riservata. Saranno inoltre rivisti i testi e la grafica delle comunicazioni, e potenziati i servizi di assistenza, con particolare attenzione alla gestione dei rinnovi.


Bonus rifiuti: prorogato il termine per il pagamento della TARI

Il Comune di Bologna informa i cittadini che la scadenza per il pagamento della prima rata della TARI, o del versamento in un’unica soluzione, è stata prorogata dal 30 giugno al 30 settembre 2025. Il rinvio è dovuto all’introduzione, da parte dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), di una nuova componente perequativa destinata a sostenere il bonus sociale rifiuti.

Rimane invece confermata al 2 dicembre 2025 la data di scadenza per la seconda rata.

ARERA definirà entro la fine dell’anno i criteri per l’accesso alle agevolazioni tariffarie per tutto il 2025. I benefici saranno destinati ai nuclei familiari con un indicatore ISEE non superiore a 9.530 euro, soglia che sale a 20.000 euro per le famiglie numerose con almeno quattro figli a carico.


Allarme truffe su Vinted: foto alterate con l’intelligenza artificiale per ottenere rimborsi illeciti

Nel crescente panorama dell’e-commerce tra privati, Vinted si è affermata come una delle piattaforme più utilizzate per la compravendita di abiti, accessori e oggetti di seconda mano. Tuttavia, negli ultimi tempi è emersa una forma di truffa particolarmente sofisticata, che sfrutta l’intelligenza artificiale per alterare fotografie e simulare danni mai avvenuti, con lo scopo di ottenere rimborsi illeciti ai danni dei venditori.

La dinamica è apparentemente semplice, ma resa particolarmente insidiosa dall’utilizzo delle nuove tecnologie. Il venditore pubblica un annuncio, ad esempio per uno specchio. Dopo pochi giorni riceve l’interesse di un acquirente, procede con l’imballaggio dell’oggetto in modo accurato e lo spedisce tramite i canali ufficiali della piattaforma.

Successivamente, l’acquirente contatta il venditore sostenendo che l’oggetto sarebbe arrivato danneggiato e allega una fotografia che mostra il bene presumibilmente rotto. A quel punto, il venditore, sorpreso e incredulo, si trova nella posizione di dover giustificare un danno che, con ogni probabilità, non è mai avvenuto.

In realtà, l’oggetto non ha subito alcuna rottura. L’immagine fornita dall’acquirente è stata modificata tramite software di intelligenza artificiale, capaci di simulare in maniera estremamente realistica danni fisici, come crepe o rotture, su qualsiasi fotografia. Questo tipo di manipolazione è oggi alla portata di chiunque, grazie alla diffusione di strumenti di editing basati su IA, spesso gratuiti e semplici da usare.

Questo tipo di frode può avere conseguenze economiche dirette per i venditori, che rischiano di perdere il prodotto, il rimborso e talvolta anche la fiducia nella piattaforma. Inoltre, compromette l’integrità del sistema di feedback e tutela degli utenti su cui Vinted si basa.

Per ridurre il rischio di cadere vittima di queste pratiche fraudolente, si raccomanda ai venditori di adottare alcune precauzioni fondamentali:

  • Documentare il prodotto prima della spedizione, con fotografie dettagliate e, se possibile, video che mostrino l’oggetto integro e l’imballaggio effettuato.

  • In caso di contestazione, richiedere sempre all’acquirente un video in tempo reale che mostri il danno, includendo l’inquadratura del pacco, l’etichetta e l’oggetto da più angolazioni.

  • Segnalare tempestivamente ogni comportamento sospetto alla piattaforma, fornendo tutta la documentazione disponibile.

L’uso dell’intelligenza artificiale in ambito digitale offre grandi opportunità, ma può diventare uno strumento pericoloso se utilizzato in modo scorretto. La prevenzione passa anche dall’informazione. Per coloro che desiderano approfondire questo tema, si consiglia di informarsi su aiuto-tesi.it.


Le truffe crypto più diffuse e come evitarle

Le criptovalute sono un’opportunità enorme, ma attirano altrettanto l’attenzione dei truffatori. Ogni anno milioni di euro vengono persi a causa di schemi fraudolenti. Conoscerli è il primo passo per difendersi.


1. Phishing e finti wallet

I truffatori creano siti identici a quelli originali (Binance, MetaMask, Coinbase…).
Quando inserisci le credenziali, le rubano.

Come evitare

  • Salva nei preferiti solo i siti ufficiali

  • Non cliccare mai link ricevuti via email, SMS o Telegram

  • Attiva l’autenticazione a due fattori (2FA)


2. Rug pull

Progetto nuovo, token “promettente”, community entusiasta… poi il team sparisce con i soldi. È la truffa più frequente per chi cerca “la nuova moneta che farà +1000%”.

Come evitarlo

  • Diffida da progetti senza team verificabile

  • Mai investire in token senza whitepaper

  • Evita monete nate da 48 ore su DEX sconosciuti


3. Falsi esperti e “guru”

Promettono segnali sicuri, “investimenti privati”, rendimenti garantiti.
In realtà: prendono i tuoi fondi e spariscono.

Come evitarlo

  • Nessuno ha la sfera di cristallo

  • Mai inviare crypto a sconosciuti

  • Nessun trader serio chiede soldi “in gestione”


4. Giveaway fraudolenti

“Invia 0,1 BTC e te ne restituiamo 0,2”
Niente torna indietro.

Come evitarlo

  • Gli airdrop seri non richiedono mai soldi

  • Nessuno regala crypto gratuitamente


5. Ponzi e piramidi mascherate

Prodotti che promettono rendimenti costanti e derivanti da “bot di trading”, “estrazioni di rendimento” o “arbitraggio automatico”.

Come evitarlo

  • Nessun rendimento fisso è possibile nel mondo crypto

  • Più viene spinta la rete di reclutamento, più è una piramide

  • Controlla sempre la registrazione della società


Bonus Tari 2025: cos’è, chi ne ha diritto e come funziona

Il Bonus Tari consiste in uno sconto del 25% sulla tariffa normalmente dovuta per il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti urbani. L’agevolazione si applica a una sola utenza domestica per nucleo familiare ed è riservata alle famiglie che si trovano in particolari condizioni economiche.

Requisiti ISEE e soglie di accesso

Il bonus è destinato ai nuclei familiari con un ISEE non superiore a 9.530 euro. Tuttavia, il limite sale a 20.000 euro per le famiglie numerose con almeno quattro figli a carico. Le soglie vengono aggiornate ogni tre anni in base all’Indice FOI (indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati).

Rispetto agli anni precedenti, il Bonus Tari 2025 introduce due importanti novità:

  • Uniformità a livello nazionale: il sistema di sconti sulla Tari, prima gestito diversamente da Comune a Comune, viene ora regolato su base nazionale, assicurando criteri comuni in tutto il territorio.

  • Riconoscimento automatico del bonus: non è più necessario presentare domanda. L’INPS, tramite i dati ISEE comunicati nella DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), identifica i nuclei aventi diritto e trasmette le informazioni ad ARERA, ai Comuni e ai gestori dei rifiuti.

Per il Bonus tari non serve fare domanda: il bonus viene assegnato automaticamente ai cittadini in possesso dei requisiti, a patto che abbiano presentato una DSU aggiornata per il calcolo dell’ISEE. È quindi fondamentale, per chi ritiene di avere diritto al bonus, rivolgersi a un CAF  per aggiornare la propria posizione.

Partecipa al nostro sondaggio      ''idrico e tari quanto ci costano?''


Il metodo “First In, First Out” spiegato facile

Il metodo First In, First Out (FIFO) è uno dei sistemi più efficaci per ridurre gli sprechi alimentari a casa. Significa semplicemente: quello che entra per primo, si usa per primo. Funziona nei supermercati, nei ristoranti… e può funzionare benissimo anche nella tua cucina.

Perché è così utile?

Perché ti evita di ritrovarti yogurt scaduti, verdure dimenticate nel cassetto o pacchi aperti da mesi. In pratica, ti aiuta a mangiare tutto in tempo, risparmiare soldi e tenere la dispensa più ordinata.

Come funziona in pratica?

1. Metti davanti gli alimenti più vecchi

Quando torni dalla spesa, non infilare semplicemente le cose nuove davanti.
Sposta prima ciò che hai già:

  • gli yogurt con la data più vicina davanti

  • la frutta da consumare presto in primo piano

  • i pacchi aperti dove li vedi per primi

2. Usa le date come guida

Non serve impazzire: ti basta controllare le scadenze.
Più una data è vicina → più avanti deve stare.

3. Crea “zone” nella dispensa e nel frigo

Suddividi gli spazi in piccole categorie:

  • colazione

  • pasta e cereali

  • conserve

  • snack

  • verdure
    Così sai sempre dove guardare per primo prima di aprire qualcosa di nuovo.

4. Evita i doppioni inutili

Se vedi che hai già tre pacchi iniziati di riso o biscotti, ti verrà automatico non ricomprarli.

5. Gira i contenitori

Vale soprattutto per frigo e freezer: quando arrivi con la spesa nuova, spingi indietro i prodotti vecchi e metti i nuovi dietro.

Risultato?

Mangi tutto ciò che compri, riduci al minimo lo spreco, risparmi e hai una cucina molto più ordinata.
È semplice, veloce, e dopo una settimana diventa un’abitudine automatica.


10 app utili per gestire spese e pagamenti

Gestire il denaro oggi è più facile grazie alle app che monitorano spese, entrate e pagamenti. Sono strumenti utilissimi per chi vuole evitare sprechi, rientrare in un budget o semplicemente essere più consapevole delle proprie finanze.
Ecco le 10 app migliori, spiegate in modo semplice.


1. Money Manager

Perfetta per chi vuole una panoramica immediata delle spese.
Puoi dividere le categorie, aggiungere ricevute e controllare grafici mensili.


2. YNAB (You Need A Budget)

Una delle app più efficaci per creare un budget realistico.
Aiuta a dare uno scopo a ogni euro e a evitare spese impulsive.


3. Mint

Molto popolare negli USA, permette di collegare conti e carte per una visione globale.
Mostra spese, debiti, abbonamenti e scadenze.


4. Revolut

Non è solo un conto digitale: offre anche statistiche mensili dettagliate, limiti personalizzati e categorie di spesa automatiche.


5. Satispay

Utile per pagamenti quotidiani, ricariche e gestione delle spese ricorrenti.
Ottima per chi vuole tenere un budget settimanale.


6. ClearScore

Monitoraggio del merito creditizio: utile per capire come “ti vedono le banche”.
Aiuta a prevenire problemi nei futuri finanziamenti.


7. Goodbudget

Basata sul metodo delle buste (envelope system).
Ideale per chi vuole un approccio visivo e semplice al budget.


8. PocketGuard

Ottima per chi tende a spendere troppo: mostra quanto puoi ancora spendere al giorno o al mese senza rischiare.


9. Spendee

Interfaccia colorata, comoda per creare portafogli condivisi, perfetta anche per famiglie o coppie.


10. Monefy

Semplicissima: aggiungi una spesa in due tap.
Perfetta per chi vuole velocità, senza funzioni troppo avanzate.


Standard di qualità del trasporto pubblico: un protocollo per dar voce alle associazioni dei consumatori nel percorso verso la gara

aMo, Federconsumatori, Adiconsum, Lega Consumatori e U.Di.Con hanno siglato un protocollo che definisce le modalità di coinvolgimento delle Associazioni nel percorso che porterà al nuovo Contratto di servizio.

 

Puntualità dei bus, offerta di posti disponibili, rivendite di titoli di viaggio, accesso al servizio, comfort a bordo: sono solo alcune delle voci sulle quali il contratto di servizio con il prossimo gestore del trasporto pubblico modenese dovrà prevedere standard di qualità misurabili e migliorabili, e sulle quali le Associazioni di tutela dei consumatori potranno esprimersi, in vista della gara prevista per l’affidamento del servizio, che si svolgerà entro la fine del 2026. Questo grazie al Protocollo d’intesa sperimentale siglato oggi tra aMo, Federconsumatori, Adiconsum, Lega Consumatori e U.Di.Con, delegate dalle associazioni del Comitato Regionale Consumatori e Utenti (CRCU), che definisce gli ambiti di collaborazione tra Associazioni e Agenzia per la Mobilità nel periodo di preparazione della gara.

Le Associazioni, come previsto dalla normativa vigente, saranno tra gli stakeholder di riferimento da consultare per definire gli indicatori degli standard di qualità del servizio, verificare il rispetto dei livelli minimi e monitorarne l’andamento, attraverso apposite indagini autonome di soddisfazione dell’utenza. La firma del Protocollo rappresenta per Adiconsum, Federconsumatori, Lega Consumatori e U.Di.Con “il primo esempio concreto in Emilia-Romagna del ruolo previsto per le associazioni dei consumatori nella tutela dei diritti degli utenti del trasporto pubblico locale, ruolo che sarà reso effettivo e permanente con gli imminenti rinnovi dei contratti di servizio”.

Nell’ambito del Protocollo siglato con aMo, le Associazioni avranno un ruolo consultivo nella redazione del Contratto col nuovo gestore, per quel che riguarda gli standard di qualità del servizio; sulla pianificazione di modifiche significative; sull’attività di monitoraggio, sui reclami degli utenti e su eventuali modifiche tariffarie. Sarà inoltre prevista una sessione annuale sperimentale di verifica del funzionamento del servizio tra Associazioni, Enti locali, Gestore e aMo nella quale verranno analizzate criticità emerse, proposte e osservazioni pervenute ai soggetti partecipanti da parte di utenti e cittadini.

“Questo protocollo è uno strumento innovativo di coinvolgimento e partecipazione dei consumatori, chiamati per la prima volta ad esprimersi in fase di preparazione del contratto col gestore, e non solo a posteriori, una volte emerse eventuali criticità” – dichiara l’Amministratore Unico di aMo Stefano Reggianini. “Attraverso le modalità di confronto che si andranno a definire nei prossimi mesi, i consumatori, attraverso le Associazioni che li rappresentano e tutelano, avranno uno strumento in più per garantire un servizio a misura di utente”.

Ufficio stampa aMo

Comunicato stampa

Come evitare che le carte di credito diventino una trappola

Le carte di credito sono strumenti utilissimi: ti permettono di gestire le spese, prenotare online, ottenere vantaggi e cashback. Tuttavia, se usate senza strategia, possono trasformarsi nella peggiore trappola finanziaria, generando debiti che crescono rapidamente. Ecco come evitarlo e mantenere il controllo totale.


1. Conosci il funzionamento della tua carta

Molti utenti non leggono le condizioni contrattuali: è un errore grave.
Verifica sempre:

  • il tasso di interesse (TAEG)

  • i costi di gestione

  • la modalità di rimborso (a saldo, revolving, rateale)

  • i limiti mensili

Sapere come funziona la carta è il primo passo per usarla in sicurezza.


2. Evita la modalità “revolving”

Le carte revolving permettono di restituire solo una piccola parte del debito ogni mese, ma con tassi molto elevati.
È la modalità che più spesso trascina verso debiti difficili da controllare.

Se puoi: usa sempre la carta a saldo, così ogni mese saldi tutto ciò che hai speso.


3. Imposta un limite di spesa realistico

Molte carte consentono di impostare un tetto massimo mensile personalizzato.
Impostalo in base a:

  • il tuo reddito

  • le tue spese fisse

  • la tua capacità di rimborso

Un limite troppo alto può spingerti a “sentirti più ricco” di quanto sei realmente.


4. Attiva notifiche e alert

Ricevere una notifica per ogni operazione ti permette di:

  • evitare addebiti fraudolenti

  • controllare l’andamento delle spese

  • accorgerti subito se stai sforando il budget

È uno strumento semplice ma potentissimo.


5. Non usare la carta per coprire altre spese in ritardo

Se la carta diventa un modo per “tirare avanti”, il rischio di accumulare debiti cresce rapidamente.
Usala solo per pagamenti previsti, non per coprire emergenze legate a poca liquidità.


6. Paga sempre puntualmente

Il ritardo nel pagamento:

  • aumenta gli interessi

  • può generare penali

  • riduce il tuo merito creditizio

Imposta un pagamento automatico o un promemoria fisso.


7. Confronta le offerte

Non tutte le carte sono uguali.
Scegli solo carte con:

  • zero o basse commissioni

  • tassi trasparenti

  • servizi realmente utili

Spesso cambiare carta può farti risparmiare decine o centinaia di euro l’anno.


8. Verifica periodicamente l’estratto conto

Non aspettare la fine dell’anno: controlla ogni mese.
Capirai:

  • dove stai spendendo di più

  • quali abbonamenti stai mantenendo senza motivo

  • se ci sono addebiti sospetti


9. Stabilizza il rapporto emotivo con la spesa

La carta non deve essere un’estensione dell’impulso d’acquisto.
Se ti capita di comprare “perché sì”, prova a:

  • attendere 24 ore prima di confermare l’acquisto

  • valutare se la spesa è davvero necessaria

  • pagare in contanti per aumentare la consapevolezza


10. Usa app di gestione finanziaria

Le app di budgeting e tracciamento ti permettono di tenere la situazione sotto controllo (vedi elenco nel secondo articolo).


Come fare una spesa intelligente in 10 minuti

Fare una spesa efficiente non significa correre tra gli scaffali, ma arrivare preparati. Con pochi accorgimenti puoi ridurre tempi, sprechi e costi, ottenendo comunque tutto ciò che serve. Ecco una mini-guida in 10 punti per una spesa furba, veloce e anti-spreco, da fare in soli 10 minuti.

1. Parti da ciò che hai già

Prima di uscire (o aprire l’app del supermercato), dai un’occhiata veloce a frigo, freezer e dispensa. Capirai cosa manca davvero e cosa puoi ancora utilizzare.

2. Fai una mini lista essenziale

Scrivi da 5 a 10 cose che servono davvero, divise in 3 categorie:

  • Freschi

  • Dispensa

  • Extra ricorrenti (latte, uova, pane, frutta)

3. Controlla le offerte solo dopo la lista

Prima decidi cosa ti serve, poi vedi se ci sono sconti. Così eviti acquisti impulsivi.

4. Privilegia prodotti versatili

Verdure già pronte da cuocere, proteine che durano (uova, legumi, pollo), cereali veloci: ti aiuteranno a creare più pasti con meno ingredienti.

5. Scegli un supermercato “prevedibile”

Se conosci già la disposizione degli scaffali, ti muoverai più velocemente.

6. Occhio alle quantità

Meglio poco ma giusto, soprattutto per i freschi. Riduce sia gli sprechi sia i costi.

7. Evita i prodotti da “ultima corsia”

Snack, dolci e promozioni super appariscenti sono pensati per rallentarti e farti comprare di più.

8. Usa il cestino, non il carrello

Sembra banale, ma ti impedisce il “riempimento compulsivo”.

9. Vai negli orari giusti

Se puoi, scegli fasce orarie più vuote: mattina presto, pausa pranzo o dopo cena. 10 minuti reali sono possibili solo senza file.

10. Controlla lo scontrino velocemente

Due secondi per scovare eventuali errori o doppie battiture: piccoli dettagli che fanno risparmiare nel lungo periodo.


Cos’è il sovraindebitamento e come riconoscerlo in tempo

Il sovraindebitamento è una condizione in cui una persona o una famiglia non riesce più a far fronte alle spese e agli impegni economici presi: rate, bollette, affitti, prestiti, spese quotidiane. Non nasce da un singolo errore, ma spesso da una serie di piccoli squilibri che, sommati, portano a perdere il controllo del budget.

Perché se ne parla sempre di più?

Perché negli ultimi anni i costi della vita sono aumentati, l’accesso al credito è diventato più facile e la complessità delle spese quotidiane è salita. In questo contesto, essere informati è fondamentale.


I segnali d’allarme da non ignorare

  1. Pagamenti in ritardo
    Bollette rinviate, rate posticipate, saldo negativo sul conto.

  2. Uso eccessivo del credito
    Avanzare mese dopo mese con carta di credito, “paghi dopo”, micro-rate o finanziamenti piccoli ma numerosi.

  3. Spese impreviste ingestibili
    Basta un imprevisto – un guasto, una spesa medica – per mandare in crisi il bilancio familiare.

  4. Stress economico continuo
    Pensare costantemente ai soldi, provare ansia davanti a ogni spesa.

  5. Entrate insufficienti
    Redditi instabili, part-time non voluto, periodi di inattività.


Perché riconoscerlo presto è fondamentale?

Perché intervenire ai primi segnali permette di:

  • riorganizzare il budget

  • evitare accumulo di debiti

  • cercare supporto informativo

  • prevenire situazioni più complesse

Il sovraindebitamento non è un fallimento personale: è una dinamica economica che si può comprendere, prevenire e affrontare con consapevolezza.


Zero Sprechi in Cucina: come trasformare gli avanzi in piatti gourmet

Ogni anno, in Italia, buttiamo via circa 67 kg di cibo a persona. Un’enormità, se pensiamo che la maggior parte di quel cibo è ancora perfettamente commestibile. Ma il segreto per risparmiare e rispettare il pianeta non è solo comprare meno — è imparare a reinventare ciò che abbiamo già.

Le bucce delle verdure? Perfette per un brodo fatto in casa. Il pane raffermo? Diventa crostini, pangrattato o persino un dolce rustico. Le banane troppo mature? Una banana bread soffice e profumata le trasforma in una colazione da campioni.

Il “frigo creativo” è il nuovo mantra del risparmio alimentare: imparare a pianificare i pasti, conservare bene gli alimenti e dare una seconda vita agli avanzi. Non solo si risparmia denaro, ma si riducono anche gli sprechi e si impara ad apprezzare ogni ingrediente fino in fondo.
In fondo, la cucina del futuro non è fatta di sprechi, ma di fantasia e consapevolezza.

RICETTA: Polpette di Pane Raffermo con Erbe e Formaggio

Una ricetta della tradizione contadina, perfetta per recuperare pane secco e avanzi di formaggio. Croccanti fuori, morbide dentro e piene di gusto!


🧺 Ingredienti (per 4 persone)

  • 300 g di pane raffermo

  • 200 ml di latte (anche vegetale)

  • 1 uovo

  • 50 g di formaggio grattugiato (parmigiano, grana o quello che hai in frigo)

  • 1 spicchio di aglio tritato

  • 1 mazzetto di prezzemolo fresco o altre erbe aromatiche

  • Sale, pepe e noce moscata q.b.

  • Pangrattato (anche ricavato dal pane secco avanzato)

  • Olio extravergine d’oliva per la cottura


👩‍🍳 Preparazione

  1. Ammolla il pane nel latte per circa 10 minuti, finché diventa morbido.

  2. Strizzalo bene e trasferiscilo in una ciotola.

  3. Aggiungi uovo, formaggio, aglio, erbe, sale, pepe e noce moscata.

  4. Impasta con le mani fino a ottenere un composto omogeneo (se troppo morbido, aggiungi un po’ di pangrattato).

  5. Forma delle polpette e passale leggermente nel pangrattato.

  6. Cuoci in due modi possibili:

    • In padella con un filo d’olio, dorandole su tutti i lati.

    • Al forno a 190°C per circa 20 minuti, finché non diventano dorate.


Obbligo di trasparenza (L.124/2017 e successive modificazioni e integrazioni)

Anno 2024

L' U.Di.Con. Emilia Romagna APS nel 2024  ha intrattenuto rapporti economici con le seguenti PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI e ha ricevuto contributi come di seguito specificato

Data

Ente

Causale

Importo (in €)

07/03/2024

Comune di Modena “Progetto per la prevenzione e il contrasto delle truffe agli anziani” - Progetto 2023

3.000,00 €

07/03/2024

Comune di Modena “Progetto non azzardiamo” – Progetto di contrasto alla ludopatia   - Progetto 2023

3.250,00 €

03/04/2024

Regione Emilia-Romagna con fondi del MIMIT Progetto 2023-2024 “Sportelli Aperti ai consumatori (L- 388/2000), finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con fondi del MIMIT – 1° SAL

61.000 €

22/04/2024

Regione Emilia-Romagna con fondi del MIMIT Progetto 2023-2024 “Sportelli Aperti ai consumatori (L- 388/2000), finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con fondi del MIMIT – 2 ° SAL

45.270,64 €

17/05/2024

Assemblea Legislativa Regione Emilia-Romagna – Corecom – Associazione Capofila Federconsumatori Emilia Romagna “Progetto Corecom Emilia-Romagna 2023” – Associazione capofila Federconsumatori Emilia-Romagna - pagamento il 17/05/2024;

 

3.003,00 €

22/07/2024

Regione Emilia Romagna – Associazione capofila Codici Emilia-Romagna Progetto L.R. 4/2017  - anno 2023 per progetto “Scegli Consapevole” – Capofila Cetro per i diritti del cittadino - Codici Emilia-Romagna

55.485 €

16/02/2024

Ministero delle Imprese e del Made in Italy – pagamento da Federconsumatori E.R.

 

Progetto Ministero delle Imprese e del Made in Italy - pagamento da Federconsumatori Emilia-Romagna E.R. ulteriore ripartizione

6.750,00 €

08/11/2024

Trenitalia Tper Monitoraggi rete ferroviaria, capofila Federconsumatori

3.769,50 €

29/07/2024

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Contributo 5x1000 anno finanziario 2022

268.648,69 €

27/12/2024

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Contributo 5x1000 anno finanziario 2023

262.263,91 €

Da Gennaio 2024 - Comune di Malalbergo (BO) Convenzione Sportello del Consumatore: SERVIZIO GRATUITO

L’Associazione è iscritta:

  • nel Registro regionale delle Associazioni dei Consumatori (ex L.R. 4/2017);
  • nella consulta delle Associazioni del Comune di Modena;

Nel  Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS)

Bologna, 31/03/2025

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Anno 2023
L' U.Di.Con. Emilia Romagna APS nell’anno 2023  ha intrattenuto rapporti economici con le seguenti PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI e ha ricevuto contributi come di seguito specificato

DATA

ENTE CAUSALE IMPORTO (in €)

 17/02/2023

COMUNE DI MODENA   PROGETTO PER LA PROMOZIONE DELLA LEGALITA' "SOCIAL...ZZA CON RISPETTO"

4.375,00 €

06/04/2023

REGIONE EMILIA ROMAGNA – MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO PROGETTO

Legge n. 388/2000, articolo 148 - Iniziative delle Regioni a vantaggio dei consumatori

(D.M. 10 agosto 2020 - D.D. 23 novembre 2021)

PROGRAMMA GENERALE  DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA FINANZIATO DAL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO AI SENSI DEL D.M. 10.08.2020

 

“Iniziative a vantaggio dei consumatori – bando Regioni ex art. 8 DM 10 agosto 2020 –Regione Emilia-Romagna.”

Secondo stato di avanzamento

16.702,27 €

05/04/2023

REGIONE EMILIA ROMAGNA   

 

PROGETTO L.R. 4/17 - CONTRIBUTO ANNO 2022

 

 

 92.600, 21 €

 

04/09/2023

REGIONE EMILIA ROMAGNA – MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO “Iniziative a vantaggio dei consumatori – bando Regioni ex art. 8 DM 10 agosto 2020 –Regione Emilia-Romagna.”

39.221,49 €

04/09/2023 REGIONE EMILIA ROMAGNA – MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO “Iniziative a vantaggio dei consumatori – bando Regioni ex art. 8 DM 10 agosto 2020 –Regione Emilia-Romagna.”

2.109,44 €

10/10/2023 REGIONE EMILIA ROMAGNA – MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO “Iniziative a vantaggio dei consumatori – bando Regioni ex art. 8 DM 10 agosto 2020 –Regione Emilia-Romagna.”

14.436,51 €

Da Gennaio 2023 - Comune di Malalbergo (BO) Convenzione Sportello del Consumatore: SERVIZIO GRATUITO

L’Associazione è iscritta:

nel Registro regionale delle Associazioni dei Consumatori (ex L.R. 4/2017);

nella consulta delle Associazioni del Comune di Modena;

Nel  Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS)

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Anno 2022

L' U.Di.Con. Emilia Romagna APS nell’ anno 2022 ha intrattenuto rapporti economici con le seguenti PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI e ha ricevuto contributi come di seguito specificato

DATA

ENTE CAUSALE

IMPORTO (in €)

 28/03/2022 COMUNE DI MODENA con fondi della Regione Emilia Romagna  PROGETTO PER LA PROMOZIONE DELLA LEGALITA' "SCOMMETTI CHE SMETTI"  

1.500 €

11/11/2022 REGIONE EMILIA ROMAGNA – MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO PROGETTO

Legge n. 388/2000, articolo 148 - Iniziative delle Regioni a vantaggio dei consumatori

(D.M. 10 agosto 2020 - D.D. 23 novembre 2021)

PROGRAMMA GENERALE  DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA FINANZIATO DAL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO AI SENSI DEL D.M. 10.08.2020

 

“Iniziative a vantaggio dei consumatori – bando Regioni ex art. 8 DM 10 agosto 2020 –Regione Emilia-Romagna.”

Primo stato di avanzamento

49.480,29 €

08/02/2022 REGIONE EMILIA ROMAGNA – MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO PROGETTO

REALIZZAZIONE DI INIZIATIVE A VANTAGGIO DEI CONSUMATORI PER FRONTEGGIARE L'EMERGENZA SANITARIA DA COVID-19, IN ATTUAZIONE DEL D.M. 10 AGOSTO 2020 E DEL D.D. 30 SETTEMBRE 2020 (L. 388/2000, ART.148, COMMA 1) erogato dalla REGIONE EMILIA ROMAGNA con fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 

 

Associazione Capofila: U.Di.Con. Regionale Emilia Romagna APS

 

Associazioni partner: Acu – Associazione consumatori utenti sede regionale Emilia Romagna; Asso-Consum; Aps Assoutenti Emilia Romagna; Codici Centro per i diritti del cittadino; Confconsumatori Emilia Romagna; UNC – Unione Nazionale Consumatori Emilia Romagna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SALDO

175.750,36 €

contributo erogato da UDICON ER pro quota alle associazioni partecipanti

24/03/2022 REGIONE EMILIA ROMAGNA  - ASSEMBLEA LEGISTATIVA PROGETTO PROTOCOLLO CORECOM ATTIVITA INFORMATIVA E DI TUTELA DEL CITTADINO CONSUMATORE ANNO 2021. CONTRIBUTO EROGATO A UDICON E.R. (ASSOCIAZIONE CAPOFILA) PER CONTO DELLE SEGUENTI ASSOCIAZIONI: CITTADINANZA ATTIVA, FEDERCONSUMATORI, ADICONSUM 

REGIONE EMILIA ROMAGNA - ASSEMBLEA LEGISLATIVA

13.919,98 €

CONTRIBUTO EROGATO ALLE ALTRE ASSSOCAZIONI PRO QUOTA . CONTRIBUTO SPETTANTE A UDICON ER 0 (ZERO)

21/07/2022 REGIONE EMILIA ROMAGNA L.R. 4/17 – Progetto  per la concessione dei contributi alle associazioni dei consumatori e degli utenti iscritte al registro regionale - annualità 2021 88.923,76 €

 

16/12/2022 MINISTERO DEL LAVORO CINQUE PER MILLE ANNO FIN. 2021 192.069,18 €

Gennaio-dicembre 2022- Comune di Malalbergo (BO) Convenzione Sportello del Consumatore: SERVIZIO GRATUITO

L’Associazione è iscritta:

nel Registro regionale delle Associazioni dei Consumatori (ex L.R. 4/2017);

nella consulta delle Associazioni del Comune di Modena;

Nel  Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS)

Bologna, 14/02/2023

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Anno 2021

L' U.Di.Con. Emilia Romagna APS nell’ anno 2021 ha intrattenuto rapporti economici con le seguenti PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI e ha ricevuto contributi come di seguito specificato

DATA

ENTE CAUSALE

IMPORTO (in €)

06/07/2021 MINISTERO DEL LAVORO PROGETTO “IL CITTADINO TRA FRAGILITÀ E DIRITTI” finanziato ai sensi dell'art. 72 del Codice del Terzo Settore di cui al decreto legislativo n. 117/2017 - annualità 2019 - AVVISO 1/2018 210.240,00

 

26/03/2021 e 12/11/2021 REGIONE EMILIA ROMAGNA – MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO PROGETTO LA FORMAZIONE E LA TUTELA DEL CITTADINO CONSUMATORE L 388_ della Regione Emilia Romagna – finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico 2000 EROGATO DA FEDERCONSUMATORI ER ASSOCIAZIONE  CAPOFILA

 

1° acconto 26/03/2021: 77.776,00 €

 

 

Saldo

12/11/2021: 68.224,00 €

06/08/2021 REGIONE EMILIA ROMAGNA – MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO PROGETTO

REALIZZAZIONE DI INIZIATIVE A VANTAGGIO DEI CONSUMATORI PER FRONTEGGIARE L'EMERGENZA SANITARIA DA COVID-19, IN ATTUAZIONE DEL D.M. 10 AGOSTO 2020 E DEL D.D. 30 SETTEMBRE 2020 (L. 388/2000, ART.148, COMMA 1) erogato dalla REGIONE EMILIA ROMAGNA con fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 

 

Associazione Capofila: U.Di.Con. Regionale Emilia Romagna APS

 

Associazioni partner: Acu – Associazione consumatori utenti sede regionale Emilia Romagna; Asso-Consum; Aps Assoutenti Emilia Romagna; Codici Centro per i diritti del cittadino; Confconsumatori Emilia Romagna; UNC – Unione Nazionale Consumatori Emilia Romagna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

187.815,53 €

09/03/2021 REGIONE EMILIA ROMAGNA _ ASSEMBLEA LEGISTATIVA PROGETTO PROTOCOLLO CORECOM ATTIVITA INFORMATIVA E DI TUTELA DEL CITTADINO CONSUMATORE ANNO 2020. CONTRIBUTO EROGATO PER CONTO DELLA REGIONE DA FEDERCONSUMATORI E.R. (ASSOCIAZIONE CAPOFILA)

REGIONE EMILIA ROMAGNA - ASSEMBLEA LEGISLATIVA

5.800,00 €
20/04/2021 REGIONE EMILIA ROMAGNA L.R. 4/17 – Progetto  per la concessione dei contributi alle associazioni dei consumatori e degli utenti iscritte al registro di cui all'articolo 2, per la realizzazione di programmi di attività per l'anno 2020. 76.122,42 €

 

29/10/2021 MINISTERO DEL LAVORO CINQUE PER MILLE ANNO FIN. 2020 250.982,62 €

Gennaio-dicembre 2021 - Comune di Malalbergo (BO) Convenzione Sportello del Consumatore: SERVIZIO GRATUITO

L’Associazione è iscritta:

nel Registro regionale delle Associazioni dei Consumatori (ex L.R. 4/2017);

nella consulta delle Associazioni del Comune di Modena;

nel Registro regionale delle Associazioni di Promozione Sociale in attesa si trasmigrazione al RUNTS

Bologna, 24/02/2022

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Anno 2020

L' U.Di.Con. Emilia Romagna APS nell’ anno 2020 ha intrattenuto rapporti economici con le seguenti PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI e ha ricevuto contributi come di seguito specificato

DATA

ENTE CAUSALE

IMPORTO (in €)

30/07/2020 Ministero del Lavoro CINQUE PER MILLE ANNO 2018 172.389,46
21/09/2020 Regione Emilia Romagna – capofila Federconsumatori  Emilia Romagna Saldo progetto L.R. 4/2017 Anno 2019 FormAutori del futuro 27.786,78
06/10/2020 Ministero del Lavoro CINQUE PER MILLE ANNO 2019 218.303,92
03/12/2020 Regione Emilia Romagna – capofila Federconsumatori  Emilia Romagna CONTRIBUTI PER AGLI AZIONISTI DANNEGGIATI  DALLE CRISI BANCARIE DETERMINA 19503/2020 DA EROGARE A 171 CITTADINI 17.100,00

Gennaio-dicembre 2020 - Comune di Malalbergo (BO) Convenzione Sportello del Consumatore: SERVIZIO GRATUITO

L’Associazione è iscritta:

nel Registro regionale delle Associazioni dei Consumatori (ex L.R. 4/2017);

nella consulta delle Associazioni del Comune di Modena: nessun contributo ricevuto nel 2020;

nel Registro regionale delle Associazioni di Promozione Sociale

Modena, 31/01/2021

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Anno 2019

L' U.Di.Con. Emilia Romagna nell’ anno 2019 ha intrattenuto rapporti economici con le seguenti PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI e ha ricevuto contributi come di seguito specificato

DATA

ENTE CAUSALE

IMPORTO

21/06/2019 Regione Emilia-Romagna LIQUIDAZIONE SALDO CONTRIBUTO PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA DI ATTIVITÀ 2018 – L.R. 4/17 64.193,19 €
07/08/2019 Ministero del Lavoro CINQUE PER MILLE ANNO 2017 102.098,64 €
24/12/2019 Regione Emilia-Romagna Da capofila Federconsumatori E.R. - Progetto L.4/2017 anticipo 12.000, 00 €
12/12/2019 Unione dei Comuni Terre dei Castelli Convenzione Sportelli dei Consumatori nei Comuni di Zocca, Castelnuovo Rangone, Vignola 5,750,00€
Gennaio-dicembre 2019 Comune di Malalbergo (BO) Convenzione Sportello del Consumatore sede Malalbergo e Altedo SERVIZIO GRATUITO

 

L’Associazione è iscritta:

nel Registro regionale delle Associazioni dei Consumatori (ex L. 4/2019);

nella consulta delle Associazioni del Comune di Modena: nessun contributo ricevuto nel 2019;

nel Registro regionale delle Associazioni di Promozione Sociale – Sezione Speciale ai sensi della L.383/2000 – e della L. R. 34/2002

Modena, 27/01/2020

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Anno 2018

L’ U.Di.Con. Emilia Romagna nell’ anno 2018  ha intrattenuto rapporti economici con le seguenti PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI e ha ricevuto contributi come di seguito specificato

ENTE

DATA DESCRIZIONE

IMPORTO

Regione Emilia Romagna 03.05.2018 L.R. 45/92 – Annualità 2017.  Liquidazione progetto ai sensi della DGR N. 1871/17 46.476,38  €
Regione Emilia Romagna 25.07.2018 Liquidazione progetto L.388/10 “La formazione e la tutela dei cittadini consumatori-utenti” 170.000,00 €
Comune di Malalbergo (BO) Gennaio-Dicembre 2017 Convenzione Sportello del Consumatore SERVIZIO GRATUITO
Comune di Maranello (MO) Giugno-Dicembre 2017

27/02/2018

Convenzione Sportello Amico del Consumatore 2.400,00 €
Unione delle Terre di Castelli. Sportello del Consumatore Zocca Da ottobre 2018  Convenzione per aperura sportelli per la tutela dei consumatori

 

 Circa 500 Euro al mese. Ad oggi nessun contributo ricevuto

È iscritta:

nel Registro regionale delle Associazioni dei Consumatori (ex L. 45/92);

nella consulta delle Associazioni del Comune di Modena: nessun contributo ricevuto nel 2018;

nel Registro regionale delle Associazioni di Promozione Sociale – Sezione Speciale ai sensi della L.383/2000 – e della L. R. 34/2002: nessun contributo ricevuto nel 2018.

Modena, 21/01/2019

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Anno 2017

L’ U.Di.Con. Emilia Romagna nell’ anno 2017 ha intrattenuto rapporti economici con le seguenti PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI e ha ricevuto contributi come di seguito specificato:

ENTE

DATA CAUSALE

IMPORTO

Regione Emilia Romagna 06/04/2017 L.R. 45/92 – Annualità 2016.  Concessione contributi. Deliberazione n. 2087 del 05/12/2016 40.592,09  €
Comune di Malabergo (BO) Gennaio-Dicembre 2017 Convenzione Sportello del Consumatore SERVIZIO GRATUITO
Comune di Maranello (MO) Giugno-Dicembre 2017

27/02/2018

Convenzione Sportello Amico del Consumatore 2.400,00 €

È iscritta:

nel Registro regionale delle Associazioni dei Consumatori (ex L. 45/92);

nella consulta delle Associazioni del Comune di Modena: nessun contributo ricevuto nel 2017;

nel Registro regionale delle Associazioni di Promozione Sociale – Sezione Speciale ai sensi della L.383/2000 – e della L. R. 34/2002: nessun contributo ricevuto nel 2017.

Modena, 22/02/2018


Questionario sulla Transizione energetica

Promosso all’interno del Protocollo d’intesa tra la Regione Emilia-Romagna e le Associazioni dei Consumatori e degli Utenti di cui alla D.G.R. 1054/2023

clicca qui per partecipare al questionario: https://regioneer.it/questionarioenergia


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