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Credito d’imposta sui canoni di locazione

Credito d’imposta sui canoni di locazione

Con il “Decreto Rilancio” è indubbio che il Governo cerchi di aiutare le varie fasce di popolazione e tutti i numerosi settori colpiti dalla quarantena.

Molti negozi infatti, pur rimanendo chiusi per la quarantena, non hanno comunque visto diminuire spese e costi e questo, a fronte dei mancati guadagni di 2 o 3 mesi, ha messo in ginocchio molti commercianti.

Uno dei costi più pesanti per la categoria è sicuramente l’affitto del proprio negozio; nell’intento di aiutarli il Governo ha creato una serie di crediti d’imposta, inseriti nel decreto, in particolare quello sul canone di locazione.

Il “Decreto Rilancio”, infatti, prevede che per gli immobili a uso non abitativo destinati all’esercizio dell’attività d’impresa, anche agricola, e di lavoro autonomo venga attivato un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione versato per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020, utilizzabile dopo il  pagamento  dei canoni, anche in compensazione nel modello F24. In luogo dell’utilizzo diretto è possibile optare per la cessione del credito al locatore, o ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito.

Un intervento importante, pensato per venire incontro a tutte le realtà lavorative che durante la crisi hanno dovuto abbassare le saracinesche, vedendosi annullare i guadagni ma non le spese.

Questo credito è ovviamente destinato a tutte le imprese (comprese quelle agricole), lavoratori autonomi ed enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore.

Ricordiamo che il credito d’imposta non è cumulabile con quello previsto dall’art. 65 del decreto Cura Italia, mentre per le strutture turistico-ricettive con attività stagionale il credito d’imposta spetta con riferimento a ciascuno dei mesi di aprile, maggio e giugno 2020.

Sono, invece, escluse le imprese e i lavoratori autonomi con ricavi o compensi nel 2019 superiori ai 5 milioni (il limite non vale per le imprese alberghiere) e con una diminuzione del fatturato inferiore al 50% nel mese di riferimento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018”

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