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Emergenza sanitaria: un aiuto alle giovani coppie che acquistano casa

Emergenza sanitaria: un aiuto alle giovani coppie che acquistano casa

Il mercato dei mutui vive un nuovo momento d’oro e torna a crescere grazie alla domanda sostenuta degli under 36. Fra i tassi più bassi dell’ultimo periodo e la ripresa dal Covid, il governo ha deciso, con l’ultimo decreto sostegni, di attuare una manovra per venire in aiuto ai giovani per l’acquisto della prima casa.

Dovrebbe essere quindi più facile ottenere il mutuo, con una garanzia dello Stato sull’80% del mutuo e la cancellazione dell’imposta di registro, di bollo, ipotecaria e catastale e delle tasse sulle concessioni governative. Tutto questo però legato ad un Isee inferiore ai 40.000 euro.

Proprio i mutui sono al centro di analisi e discussioni, con le richieste di mutuo raddoppiate rispetto allo scorso anno. Secondo i dati del Crif, infatti, le richieste di mutui sono aumentate dell’85,1% in aprile grazie agli under 35, che rappresentano il 29,4% del totale (dal 26,3% di un anno fa). Ma la motivazione che spinge di più a riguardo è, ovviamente, il basso valore dei tassi, solitamente un argomento difficile e ricco di insidie per tutti i consumatori (giovani e non). Pur in aumento di qualche centesimo negli ultimi mesi, i tassi di interesse restano sempre ai minimi storici. Basti pensare, come ha ricordato l’Abi, che nel 2007, all’inizio della crisi finanziaria, il tasso medio applicato per un mutuo era del  5,72 per cento.

Oggi siamo all’incirca all’1,72%, dall’1,61% di gennaio 2021. I tassi variabili ad aprile 2021 sono ai minimi storici (0,71% quello medio per un mutuo a 20-30 anni) e quelli fissi in leggero rialzo (1,12% dallo 0,90% di gennaio) per effetto dell’aumento dell’Eurirs (il tasso interbancario di riferimento per il tasso fisso).

Una delle domande più diffuse ai nostri sportelli è sicuramente il dubbio fra il tasso fisso o il tasso variabile. Pur essendo quest’ultimo più economico, parliamo di una differenza esigua. La rata variabile è più economica in media di 50 euro. Un gap che forse non è tale da giustificare la scelta di esporsi al rischio di un aumento sicuro del tasso base nel corso del tempo (l’Euribor è ai minimi storici e da questi livelli non può far altro che salire).

Da una simulazione effettuata su MutuiOnline.it è emerso che per finanziare un immobile di 200 mila euro con un mutuo da 100mila euro a tasso fisso e durata 20 anni la rata oscilla tra 444 e 496 euro al mese. Scegliendo, invece, l’opzione tasso variabile, la rata va da 431 a 464 euro. E in vista di un aumento futuro dei tassi, ma soprattutto considerando la convenienza storica del “fisso”, l’ago della bilancia non può pendere che a favore di quest’ultimo.

Non è un caso che negli ultimi anni la quota dei mutui a tasso variabile abbia rappresentato solo il 5-10% del mercato totale dei mutui. Detto questo, va anche puntualizzato che nella scelta tra fisso e variabile non si può prescindere dalla propria propensione al rischio e dalle previsioni per il proprio futuro

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