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Il ministro dell’Ambiente annuncia nuove modifiche all’Ecobonus da introdurre nella Legge di Bilancio

Il ministro dell’Ambiente annuncia nuove modifiche all’Ecobonus da introdurre nella Legge di Bilancio

Il ministro dell’Ambiente ha annunciato, a margine dell’inaugurazione del Cersaie, che nella legge di bilancio vi sarà una rivisitazione dell’Ecobonus, l’agevolazione fiscale prevista per i contribuenti che sostengono spese per interventi di riqualificazione energetica nella propria casa, sugli edifici condominiali o sugli uffici, negozi, capannoni. Tale agevolazione consiste in una detrazioni dall’Irpef se la spesa è effettuata dal contribuente privato o dall’Ires se impresa o società, che lo Stato riconosce quando vengono eseguiti lavori per aumentare l’efficienza energetica degli edifici già esistenti. La detrazione Irpef spettante per questo tipo di interventi è stata confermata dalla Legge di Stabilità fino al 31 dicembre 2017 al 65% mantenendo fissi i limiti di spesa entro cui spetta l’agevolazione.
“L’Ecobonus – ha detto Galletti – è uno strumento che è servito molto, che ha permesso grandi investimenti nel settore dell’efficientamento energetico. Noi ci crediamo, continuiamo a crederci e vogliamo investire ancora di più in questo strumento”. Sarebbero già pronte agevolazioni specifiche per gli interventi energetici più efficienti e per quelli strutturali sull’immobile, le cosiddette “deeprenovation”. Si sta pensando inoltre ad un cambio della percentuale in detrazione, in base alla tipologia di risparmio atteso, e ancora all’inserimento di massimali unitari di spesa per ogni tipo di operazione da agevolare. L’altra novità sarebbe costituita da un “fondo di garanzia per eco-prestito” con l’obiettivo di coprire il rischio di insolvenza del proprietario dell’immobile. E’ già stata inviata una bozza preliminare al Mise, il Ministero dello Sviluppo Economico, per verificare le coperture finanziarie e lo step successivo ora è inserire il restyling complessivo dell’agevolazione nella legge di bilancio per il 2018.
Compresa nelle rimodulazioni anche la percentuale in detrazione in relazione al risparmio atteso, con l’introduzione di massimali unitari di spesa per tipologia di intervento, oltre a premi per le azioni più efficienti derivanti da interventi radicali sull’edificio. Si stanno valutando anche altri modi per la valorizzazione dei risparmi generati dalle detrazioni fiscali come il recupero edilizio, ad oggi non conteggiati, grazie ad un sistema di incentivazione integrato con l’ecobonus. Con l’incrocio dei dati relativi alla lista degli interventi agevolabili e le percentuali di rimodulazioni per i beneficiari si potrà sapere se l’ecobonus al vaglio risulterà più o meno generoso rispetto alla versione attuale. Il ‘nuovo’ ecobonus, insomma, punterebbe a legare la percentuale di detrazione agli obiettivi energetici dei diversi interventi. Tra le altre cose , inoltre, si intenderebbe modificare, riducendolo, l’incentivo che riguarda i condomini.
Il tetto spesa Ecobonus 2017, a prescindere dalla categoria catastale degli immobili esistenti è di 100.000 euro per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti; 60.000 euro per involucro edifici esistenti ad esempio interventi su pareti, finestre e infissi; 60.000 per l’installazione di pannelli solari e, infine, 30.000 per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.
Col nuovo Ecobonus si potrebbe arrivare a un massimo detraibile del 65% per gli interventi che prevedono un forte risparmio energetico, meno per gli altri interventi.
Fino ad ora intanto, relativamente agli Ecobonus, sono stati circa 300mila gli interventi realizzati, per un totale di oltre 3,2 miliardi di investimenti attivati. Percentuali in crescita negli ultimi 3 anni. Questa misura ha avuto un costo di circa 10,8 miliardi nel periodo 2007-2016 e ha portato un risparmio, relativo ai soli nuovi interventi realizzati nell’anno, pari a 0,16 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio).

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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