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L’educazione digitale dei più giovani

I più piccoli cominciano a cimentarsi con i dispositivi digitali fin dai primi anni di vita: in Italia 8 bambini su 10 tra i tre e i cinque anni sono in grado di usare il cellulare dei genitori. La prolungata esposizione ai media device provoca effetti negativi sulla salute fisica e mentale dei bambini, sono infatti comprovate le interazioni con lo sviluppo neuro-cognitivo, il sonno, la vista, l’udito, le funzioni metaboliche, le relazioni genitori-figli e lo sviluppo emotivo in età evolutiva. I bambini che utilizzano troppo i dispositivi elettronici in età prescolare possono presentare problemi di attenzione, di utilizzo del pensiero astratto, di linguaggio e di acquisizione delle abilità sociali. La Società Italiana di Pediatria raccomanda vivamente di non esporre i bambini al tablet o allo smartphone prima del compimento dei due anni, oltre a evitarne l’uso durante i pasti e prima di andare a dormire. È fondamentale, soprattutto durante l’infanzia, limitare le ore d’utilizzo, evitare applicazioni dai contenuti violenti o quelle etichettate come “educational” ma che di educativo hanno ben poco, mentre ai genitori è richiesto di supervisionare il minore. Assolutamente sbagliato fornire lo smartphone per calmare o distrarre il bambino! La tecnologia evolve in tempi brevissimi: per essere di aiuto ai propri figli nell’uso consapevole degli strumenti digitali i genitori in primis devono essere informati e in grado di saperli utilizzare.


Da una cattiva abitudine allo sviluppo di una dipendenza, il passo è davvero breve. Ne sanno qualcosa i preadolescenti e gli adolescenti , i principali fruitori delle tecnologie digitali, in particolare la fascia di età 11-17 anni. Secondo dati Istat l’85% degli adolescenti tra 11 e 17 anni usa quotidianamente il telefonino, il 72% naviga su internet tutti i giorni. L’Osservatorio Nazionale Adolescenza ha appurato che il 63% dei ragazzi (tra 14 e 19 anni) usa lo smartphone a scuola durante le lezioni; il 50% dichiara di trascorrere dalle 3 alle 6 ore extrascolastiche al giorno con lo smartphone in mano.


La dipendenza è favorita dalla facilità di accesso agli smartphone in qualunque momento della giornata e in ogni luogo in cui ci si trovi ed è associata a sbalzi d’umore, isolamento, perdita del controllo, ansia, astenia e depressione. Ciò può determinare un approccio superficiale all’approfondimento, una minore concentrazione e una maggiore tendenza alla distrazione. Internet spesso rappresenta un rifugio “sicuro” soprattutto per i soggetti più fragili e con difficoltà a instaurare relazioni con i coetanei. In tale contesto, i genitori svolgono un ruolo cruciale nella prevenzione di questo tipo di dipendenze fornendo supporto e educazione affettiva. Una buona relazione tra l’adolescente e la sua famiglia contribuisce a prevenire il rischio di dipendenza diminuendo il livello di ansia sociale spesso diffuso tra i ragazzi.


Preadolescenti e adolescenti sono totalmente immersi nelle tecnologie smart, delle quali lo smartphone è lo strumento più rappresentativo. Tutto è mediato e la condivisione è diventata la modalità prevalente con la quale i ragazzi si relazionano, tra di loro e con il mondo che li circonda. Non è dunque possibile tenere i più giovani completamente disconnessi, è necessario educarli a un approccio corretto al web e alle insidie che nasconde. Bambini e ragazzi utilizzano quotidianamente social e app, ma non significa che siano in grado di usarli in modo opportuno e che siano consapevoli dei pericoli che possono incontrare online.

Per proteggersi efficacemente in rete un minore deve sapere che:

  • l’età minima per iscriversi alle principali piattaforme online come Facebook, Instagram o Tik Tok è fissata a 13 anni, mentre WhatsApp, la più celebre app di messaggistica istantanea, ha innalzato il limite d’età a 16 anni;
  • i contenuti pubblicati vengono registrati e archiviati, non basta cancellarli per farli sparire dal web, tutto quello che si fa online lascia sempre una traccia. È indispensabile prendersi cura della propria identità digitale dal momento che su Internet siamo ciò che pubblichiamo;
  • ogni piattaforma online è obbligata a informare i propri iscritti su quali informazioni raccoglie, come le usa e le condivide, è la cosiddetta Informativa sulla privacy. Leggere sempre con attenzione le linee guida e le condizioni d’uso del social in questione prima di dare il proprio consenso al trattamento dei dati personali;
  • è possibile impostare un profilo privato per avere più controllo su chi può vedere le proprie immagini o se non si ha alcun interesse a mostrare le proprie foto. In questo modo si evita che persone indesiderate possano accedere ai contenuti di un utente;
  • non deve condividere informazioni private come numero di telefono, posizione e data di nascita con soggetti che non si conoscono personalmente;
  • non deve mai fornire le proprie password personali;
  • le persone che non si comportano in modo adeguato possono essere bloccate e segnalate all’assistenza;
  • non bisogna cliccare sui popup, anche se all’apparenza sembrano sicuri, si rischia di incorrere in siti pornografici o nella richiesta dei proprio dati riservati;
  • accettare richieste di amicizia da persone di cui non conosce l’identità lo espone a probabili minacce.

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