Come la pandemia ha cambiato la percezione dell’automobile

Come la pandemia ha cambiato la percezione dell’automobile

È sotto gli occhi di tutti, nelle stagioni più fredde il traffico aumenta. Ma quest’anno, con lo scoppio della pandemia dovuta al Covid-19, il numero di auto in movimento e, di conseguenza, il traffico è, se possibile, ulteriormente aumentato. Secondo l’Osservatorio su mobilità e sicurezza, infatti, oltre un italiano su due (il 56,7% per la precisione) sceglie la propria auto per spostarsi per la paura dei nuovi contagi del virus, con un incremento del 22,5% rispetto all’anno precedente. Il timore di contrarre la malattia, infatti, fa crollare l’utilizzo dei mezzi pubblici (con solo il 2% che si dice sicuro ad usarli), mentre non si riscontra l’effetto positivo degli incentivi alla mobilità leggera, in quanto solo gli abitanti delle grandi città si dicono favorevoli all’utilizzo, in particolare di biciclette e monopattini elettrici.

In generale la ricerca evidenzia come il 34,3% degli italiani abbia modificato le proprie abitudini di mobilità, il 60,6% per paura e il 31,2% per via di cambiamenti nella sfera lavorativa, come smartworking o ritorno nella città di origine.

E se ancora non si vede la fine dell’emergenza Coronavirus, lo stesso si può dire per le nuove abitudini di mobilità: l’83,2% degli intervistati ha dichiarato che continuerà a spostarsi in maniera più sicura, cosa che, a breve, andrà in contrasto con le abituali norme contro l’inquinamento dell’aria e il blocco dei mezzi, solitamente messo in atto in questo periodo, specialmente nella pianura padana, che continua ad essere una delle aree con l’aria meno salubre d’Europa.

Un altro dato che emerge dall’analisi sottolinea come gli italiani vedano con favore il cambio tra i vecchi veicoli a benzina e un nuovo parco auto sostenibile, divisi fra auto elettriche o ibridi plug-in, sebbene la maggioranza ad oggi non sia pronta per l’acquisto di una nuova auto: fra i fattori frenanti di questo cambiamento figurano principalmente il motivo economico o il recente acquisto di un’auto nuova.

Da considerare però la percentuale sostanziale (il 64,5%) degli italiani che considererebbe maggiormente il cambio se lo Stato attuasse un piano più sostanzioso di incentivi, in questo caso sarebbero in molti a rottamare il proprio veicolo a benzina in favore di uno più ecosostenibile.

Si tratta quindi di individuare delle strategie complessive e mettere il pubblico nelle condizioni di scegliere il proprio mezzo di trasporto in modo razionale ed effettivamente “conveniente”, sia sul piano economico come su quello ambientale. Sulla base delle informazioni raccolte è evidente la volontà di cambiare l’auto scegliendo veicoli meno impattanti sull’ambiente, seppure con una certa mancanza di conoscenza nella tipologia di alimentazione (convenzionale, a gas, ibrido, plug-in, elettrico).

Per questo gli esperti ritengono opportuno che il legislatore dia direttive chiare in ambiti come incentivi e regole di mobilità e sottolineano il ruolo dell’informazione: il consumatore deve aver chiaro gli aspetti tecnologici, di per sé complessi, senza darne per scontati i vantaggi.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018”.

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