Molti alimenti vengono buttati ancora perfettamente buoni a causa di un misunderstanding: non tutte le scadenze significano la stessa cosa. Capire davvero ciò che c’è scritto sulle etichette permette di ridurre sprechi inutili e consumare in sicurezza.

”Da consumarsi entro”: attenzione alla sicurezza

Questa è la vera scadenza perentoria. Indica che oltre quella data il prodotto può non essere più sicuro dal punto di vista igienico-sanitario.
Si applica a:

  • carne fresca

  • pesce fresco

  • latte fresco pastorizzato

  • prodotti molto deperibili

 Oltre questa data non consumare.

“Da consumarsi preferibilmente entro”: non è scadenza, ma qualità

Questa dicitura non indica un rischio per la salute, ma una lieve perdita di qualità (croccantezza, aroma, consistenza).

Significa che il prodotto è ancora commestibile anche dopo la data, se ben conservato.
Esempi:

  • pasta

  • biscotti

  • cereali

  • cioccolato

  • legumi secchi

  • latte UHT

  • tonno in scatola

  • snack confezionati

 Se l’aspetto, l’odore e il sapore sono normali, si può mangiare tranquillamente.

Il ruolo della conservazione

Un alimento può durare molto più della data indicata se conservato correttamente.
Un esempio: la pasta secca può essere consumata anche mesi dopo la data, se il pacco è integro e asciutto.

Perché esistono due diciture?

Per garantire sicurezza e allo stesso tempo evitare sprechi.
Conoscere la differenza è una delle competenze fondamentali del consumo consapevole.

Congelare allunga la vita (ma fallo prima della scadenza)

Molti prodotti “da consumarsi entro” possono essere congelati prima della data per prolungarne la durata anche di 2–3 mesi.

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