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Abitudini sostenibili: l’eco-shopping

Abitudini sostenibili: l’eco-shopping

Da quando anche l’Europa ha iniziato a mettere in campo iniziative ecologiche per il rispetto dell’ambiente e una riduzione dell’inquinamento (dalla qualità dell’aria al consumo del suolo), comincia a farsi strada nei consumatori di tutto il mondo una maggiore attenzione alla sostenibilità, a partire dagli acquisti. Questa tendenza ha preso il nome di Eco-shopping, e sebbene siano molte le case produttrici che si fregiano di sostenibilità e rispetto ambientale quali cardini delle loro politiche aziendali, come abbiamo trattato in un recente articolo, sappiamo che non tutte sono allo stesso livello. C’è una sostanziale differenza fra l’essere veramente ecosostenibili e utilizzare questi claim solo per un marketing più accattivante.

L’eco-shopping è a metà fra la buona abitudine e la filosofia di vita: chi compra in modo attento sa cosa vuole portare a casa. In tutti i sensi. Non è la quantità infatti che fa la differenza, ma la qualità. Così non si baderà tanto al numero di paia di scarpe acquistate o al dettaglio all’ultima moda, ma si osserverà la provenienza e si imparerà a conoscere davvero il materiale. Eco-shopping in questo senso è sinonimo di rispetto e attenzione negli acquisti.

Se si approfondisce la questione, navigando sui siti che propongono prodotti o spese ecologiche, ci si accorge inoltre di un interessante fenomeno: molto spesso questi prodotti non solo vengono venduti ma possono anche essere scambiati. Può far sorridere nel 2020/2021 parlare di baratto, ma effettivamente è così: insieme all’oggettivo risparmio e alla possibilità di liberarsi di qualcosa che non si vuole più, è anche un’occasione di trovare qualcosa che soddisfi le nostre esigenze riducendo il consumo dell’industria della moda, una delle più inquinanti del pianeta. Senza contare l’annessa socialità (non molta in questo momento storico purtroppo) che si viene a creare con lo scambio; non è infatti solo il bisogno di abiti o altro che fa sì che la gente si ritrovi per scambiarsi le cose,ma il trovarsi per dare e ricevere i propri averi è diventato anche un importante momento di socializzazione e di aggregazione. Nonché di divertimento, un punto di incontro che avvicina le persone, di fronte a un periodo difficile e di grande cambiamento economico e non solo. Eco-shopping diventa qui sinonimo di riuso.

Inoltre chi sceglie di comprare ecologico ed ecosostenibile spesso è una persona che ama le cose fatte a mano, come si faceva una volta, e che apprezza la creatività. Tra gli scaffali dei negozi di eco-shopping, infatti, non mancano accessori, borse, magliette, abiti e oggetti per la casa realizzati a mano, spesso con prodotti che altrimenti farebbero una triste fine. Senza dimenticare che dietro certi lavori ci può essere anche l’operato di un bravo designer o di un creativo. L’eco-shopping diventa quindi uno stile, una tendenza.

 

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