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Alimentazione vegana nella fase di crescita: una scelta controversa

Alimentazione vegana nella fase di crescita: una scelta controversa

I motivi per cui si decide di seguire una dieta vegana sono legati per lo più a questioni etiche e salutistiche. Ma è corretto somministrare tale regime alimentare ai propri figli? «I genitori spiegano ai bambini che la carne viene da animali che soffrono e vengono uccisi e per questo è ingiusto mangiarla – spiega il pediatra veg Mario Berveglieri -. Lo stesso vale per latticini e uova. I bambini provano empatia per gli animali ed è facile per loro mettersi dalla parte dei deboli». Ferma la posizione della pediatra Margherita Caroli: «La dieta vegetale, soprattutto nei primi anni di vita, può non soddisfare non solo il fabbisogno calorico quotidiano del bambino, ma anche il bisogno di alcuni nutrienti essenziali per la crescita psicomotoria. Inoltre un regime con pochi grassi rischia di non insegnare a riconoscere i sapori». Non è però detto che un bambino con genitori vegetariani o vegani segua la scelta familiare una volta cresciuto. I ragazzi veg spesso diventano onnivori nell’adolescenza, sia per protesta nei confronti di mamma e papà, sia per sentirsi parte del loro gruppo di pari. La questione dei supplementi e dei controlli può rappresentare un punto a sfavore per le diete veg: gli integratori vanno pagati e può non essere facile convincere i bambini a prendere gocce o compresse. Inoltre gli esami del sangue, se fatti periodicamente, rischiano di medicalizzare il piccolo. «Imporre a un bambino sano una dieta carente e inadeguata ai suoi fabbisogni, somministrargli supplementi e fare controlli di cui, con una dieta corretta, non avrebbe necessità, va contro le buone prassi in medicina e non è eticamente accettabile» scrivono Giuseppe Di Mauro e Margherita Caroli, coordinatori del documento sulle diete veg in gravidanza ed età evolutiva.
Altro punto importante è la presunta utilità della scelta vegetale nel proteggere da malattie non trasmissibili, dal diabete ai tumori. E qui entrano in campo le scelte salutiste. Sono stati condotti diversi studi al riguardo, ma le prove scientifiche sono ancora poche. È stato accertato un beneficio delle diete veg nei confronti di malattie cardiovascolari e diabete, mentre per quanto riguarda i tumori le evidenze sono limitate e generiche, ovvero non collegate a forme specifiche di cancro. In più tutti gli studi sono stati fatti su adulti e i risultati non possono essere trasferiti automaticamente alla popolazione pediatrica. D’altro canto è ormai noto che per assicurarsi una buona salute è bene limitare il consumo di carne (soprattutto rossa e lavorata) e aumentare invece quello di pesce, legumi, cereali integrali, frutta e verdura. Nella dieta mediterranea, ritenuta la migliore per la salute – grazie alla sua capacità di prevenire patologie cardiovascolari, diabete, obesità e alcuni tumori – frutta e ortaggi occupano il posto principale, seguiti da cereali, legumi, olio di oliva e, in quantità moderata. pesce, carne (soprattutto bianca), latticini e uova.
Tra i possibili svantaggi di un regime solo vegetale, i pediatri indicano la correlazione con la comparsa di disturbi alimentari (più frequente tra i vegetariani, secondo alcuni studi), anche se non è possibile stabilire un nesso di causa-effetto. Capita di vedere una ragazzina che, prima di ammalarsi di anoressia, inizia con scelte veg molto stringenti ma la dieta è la conseguenza, e non la causa, di un’ossessione nei confronti del cibo. Inoltre più che con la scelta vegetale, la correlazione è tra disturbi alimentari e diete rigide, come possono essere anche quelle, all’opposto, squilibrate per eccesso di proteine.

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