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Bonus PC: attenzione alle offerte!

Bonus PC: attenzione alle offerte!

Come tutto quello che riguarda connessioni e telefonia, anche il bonus PC non è esente dagli escamotage usati dalle compagnie telefoniche per dare al consumatore costi aggiuntivi. Riassumendo: dal 9 novembre è disponibile (anche qui, fino ad esaurimento scorte) il bonus previsto dal governo di 500 euro complessivi, di cui 300 massimi per un pc o un tablet e 200 per la connessione e richiedibile solo da famiglie con un ISEE inferiore a 20mila euro e nessuna connessione o con una connessione inferiore a 30 Megabit/s. In base a questi paletti, Tim offre la possibilità di abbinare al piano tariffario Super voucher fibra, il tabletGalaxyTab S6 Lite. La tariffa prevede Fibra fino a 1 Giga in download e 100 Mega in upload, Tim vision incluso, e chiamate illimitate verso fissi e mobile a 19,90 euro/mese comprensivo dello sconto voucher pari a 10 euro, per 20 mesi.

Qui iniziano le perplessità per i consumatori: Il decreto dice esplicitamente che il contratto deve essere di 12 mesi, alla fine dei quali il consumatore deve essere interpellato per avere il regolare assenso per continuare ad utilizzare l’offerta. L’impressione è che le compagnie, con la promessa di spalmare lo sconto ben oltre l’anno, tentino di strappare al consumatore l’assenso subito, per assicurarsi una permanenza più lunga. E tutto questo  utilizzando i 200 euro di bonus per la connessione messi a disposizione dallo stato per un contratto di 20 mesi invece che di 12 ipotizzati dal governo. Prendendo sempre in considerazione TIM, così facendo, il bonus diventa uno sconto di 16 euro anziché 10, con una bella differenza del circa 60%.

Passiamo alla seconda grande perplessità: la velocità di connessione. Entrambi gli operatori puntano sulla promessa di 1 giga, ma poi a conti fatti garantiscono una velocità di download del tutto misera: 30 megabit/s. Che oltretutto è la stessa soglia limite che ha spinto il governo ad attuare il bonus, con le compagnie che, a rimostranze dei clienti, sottolineano la specifica sul contratto “fino a 1 giga”, rifugiandosi nella grammatica della frase.

Sottolineiamo anche il fatto che, sebbene si faccia un gran parlare di tablet, il bonus dovrebbe includere anche i pc, che però non risultano in nessuna offerta. Sul tablet poi, fate attenzione al prezzo: Se Tim si limita a un solo modello di tablet, Wind Tre non si spinge oltre la seconda alternativa. I tablet offerti sono il LenovoTab M10 FHD Plus (gratis con il bonus), oltre al Galaxytab. Quest’ultimo colpisce per un particolare. Tim lo offre, previo pagamento di 29,90 euro di una tantum, gratuitamente, a partire da un prezzo di listino di 329,90 euro. Wind invece chiede al sottoscrittore dell’offerta 159,90 euro all’atto del ritiro del tablet, a fronte di uno sconto su un prezzo iniziale di 459,90. Come mai lo stesso modello viene presentato dai due gestori con un valore di partenza così diverso? E dopo il danno, la beffa.

Perché? Perché anche ammesso che uno usufruisca dell’offerta del tablet, TIM scrive, tra i dettagli costi: “I beneficiari acquisteranno la proprietà del prodotto trascorsi i 12 mesi  dal perfezionamento del contratto e previo corretto adempimento degli obblighi assunti nei confronti di Tim”. Cosa succede se per qualsiasi motivo il cliente deve interrompere il contratto di connessione prima dei 12 mesi (trasloco improvviso, decesso del titolare del contratto, e così via)? Restituisce il tablet nonostante abbia pagato l’anticipo o è tenuto a pagare l’intero importo? Questo non è chiarito dalla compagnia. Senza contare che nonostante tutti i claim pubblicitari affermino “0 costi di attivazione”, il costo di allacciamento c’è eccome! 99 Euro.

Come al solito se il bonus viene gestito dalle compagnie telefoniche, bisogna stare molto attenti ed informarsi prima di dare l’assenso a qualsiasi cosa (specialmente per telefono) e controllare i contratti in maniera scrupolosa.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018”.

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