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Catastrofi naturali e assicurazioni. Sono i privati a mostrare il minor interesse

Catastrofi naturali e assicurazioni. Sono i privati a mostrare il minor interesse

Nonostante il nostro paese sia sempre con maggiore frequenza colpito da terremoti, alluvioni e altri eventi naturali avversi, sono ancora poche le famiglie che decidono di mettere al riparo da questi rischi la propria abitazione sottoscrivendo una specifica assicurazione casa. Questo è quanto emerge da alcune rilevazioni condotte di recente per l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (ANIA). Stando infatti alle evidenze analizzate, ben il 95% delle coperture assicurative stipulate sulla casa risulta essere sprovvista dell’estensione per le catastrofi naturali, circostanza che rende necessaria una valutazione più profonda su quali siano le reali cause di una così scarsa adesione e poca vivacità del comparto. In realtà, dal 2009 vi è stato un lieve aumento delle polizze stipulate, sebbene i numeri non siano affatto soddisfacenti: nel 2009 erano appena 35 mila le case coperte dai rischi naturali, oggi il numero delle famiglie che hanno stipulato una polizza contro terremoti o alluvioni è cresciuto raggiungendo le 400 mila unità. L’ingente numero di danni causati da eventi naturali avversi, ha spinto gli operatori del settore e le amministrazioni ad interrogarsi sull’eventuale possibilità di rendere l’assicurazione contro le catastrofi naturali obbligatoria anche nel nostro paese, cosa che già accade in altre nazioni, immaginando una sorta di estensione delle garanzie che vengono normalmente previste dalle coperture incendio. Questo porterebbe un sostanziale beneficio anche per le casse dello stato in quanto, spesso, nel caso in cui si verifichino alluvioni o terremoti, è principalmente il sistema pubblico che si deve accollare le ingenti spese collegate ai danni e quindi è anche nell’interesse delle casse dello stato trovare una soluzione ed un punto d’incontro con le compagnie per poter affrontare in maniera più preparata i futuri eventi.
Attualmente un’impresa che intenda coprire il rischio alluvione con un assicuratore trova facilmente sul mercato una polizza che fa al caso suo. Normalmente si configura come estensione ai principali rischi inclusi nelle polizze multirischio. Diverso è il caso delle abitazioni private. In questo caso l’ombrello assicurativo si apre a metà. Da qualche anno si vanno diffondendo sul mercato polizze che coprono il rischio terremoto mentre, ad esempio, una protezione specifica per le alluvioni non è invece facilmente reperibile. Come si spiega un atteggiamento così differenziato delle compagnie tra imprese e famiglie? L’offerta di coperture assicurative contro i rischi catastrofali per le imprese è ampia e consolidata. Al tempo stesso la domanda è incentivata dal fatto che il premio assicurativo rappresenta per l’impresa un costo fiscalmente deducibile. Per le abitazioni private numerose criticità impediscono invece l’offerta di coperture sul mercato. Innanzitutto gli assicuratori sono alle prese con un forte rischio di antiselezione, cioè con il pericolo di dover fronteggiare richieste di polizze provenienti, nel caso dell’esempio di una polizza che copra i danni causati da un’alluvione, soltanto da proprietari di abitazioni ubicate a ridosso di corsi d’acqua e circoscritte ai soli piani terra o seminterrati. Inoltre non è sempre semplice condividere una definizione univoca dell’evento che fa scattare la protezione assicurativa, ingenerando pertanto una potenziale ambiguità sulla portata delle coperture. L’attuazione, su base nazionale, di un sistema di protezione contro i rischi delle catastrofi naturali richiede che siano soddisfatte alcune condizioni generali. In particolare occorre:
1. definizione di regole chiare e rigorose riconosciute a livello internazionale;
2. alta diffusione della copertura assicurativa contro i danni delle catastrofi naturali per evitare la selezione avversa. A tal fine l’obbligo di copertura, con l’introduzione di misure sanzionatorie per scoraggiare l’elusione, sembra essere una misura efficace;
3. corresponsabilizzazione dello Stato e degli assicurati, sia in termini di compartecipazione ad una quota di rischio, sia in termini di obblighi di messa in sicurezza del territorio;
4. gradualità in termini di tipologia di rischi da assicurare, partendo dal rischio sismico già trattato dal mercato assicurativo per le abitazioni per poi estendere la copertura al rischio alluvionale e altri eventuali rischi. Va notato che a causa del cambiamento climatico, gli eventi estremi sono in netto aumento e anche per questo motivo serve gradualità per il settore assicurativo nell’introdurre nel sistema il rischio alluvionale.
5. copertura legislativa per la costituzione di un consorzio assicurativo privato ad adesione volontaria per la gestione dei rischi catastrofali oggetto di obbligo assicurativo. Il consorzio gode della garanzia dello Stato come riassicuratore per i danni aggregati annui che superino la capacità del consorzio stesso dichiarata di anno in anno; 6. previsione di benefici fiscali sul premio assicurativo per i contraenti delle polizze.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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