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CHIUSURA PONTE SANT’AMBROGIO, PRONTI A TUTELARE I CITTADINI

CHIUSURA PONTE SANT’AMBROGIO, PRONTI A TUTELARE I CITTADINI

LA CRONICA DISORGANIZZAZIONE DELL’ANAS RISCHIA DI PENALIZZARE PESANTEMENTE IL TERRITORIO MODENESE

U.Di.Con. Emilia-Romagna e Unione Nazionale Consumatori (Unc) sono pronte a tutelare i cittadini in caso di chiusura del Ponte di Sant’Ambrogio. Purtroppo, sottolineano le associazioni, la disorganizzazione nella programmazione dei lavori da parte di ANAS continua a colpire e a creare disagi. Apprendiamo, infatti, da organi di stampa che il ponte di Sant’Ambrogio (SS9 Emilia tratto Modena – Castelfranco Emilia) dovrebbe essere chiuso per una durata di sei mesi, a partire dal prossimo 1° luglio, al fine di consentire dei lavori di manutenzione.

Ormai sono anni – sottolineano U.Di.Con. e Unc – che come Associazioni in difesa dei Consumatori ci occupiamo delle improvvisate programmazioni dei lavori effettuate da ANAS a danno dei cittadini emiliano-romagnoli. In tanti, per esempio, ricorderanno i cantieri sulla Nuova Estense SS12 – tratto Modena/Pavullo – con conseguenti code interminabili o i lavori di asfaltatura in Tangenziale a Modena coincidenti con l’apertura delle scuole, ma arrivare a chiudere l’unico asse diretto di collegamento tra Modena e Castelfranco Emilia per sei mesi è qualcosa che va oltre ogni immaginazione. Sulla via Emilia, nel tratto interessato, transitano circa 25mila veicoli al giorno e le arterie che dovrebbero farsi carico del traffico da Ponte Sant’Ambrogio – strada Nonantolana (32mila transiti giornalieri) e via Vignolese (oltre 20mila veicoli al giorno) – presentano già un altissimo indice di congestionamento. Alla luce di questi dati oggettivi – proseguono U.Di.Con. e Unc – la scelta ‘pensata’ da ANAS di chiusura totale per sei mesi della Via Emilia appare scellerata, oltre che illogica, con conseguenti danni economici inimmaginabili per l’intero territorio modenese.

In questi giorni pare sia stato convocato un Tavolo Tecnico presso la Provincia di Modena: auspichiamo che da questo incontro possano arrivare soluzioni in grado di consentire una programmazione su più step dei lavori o la possibilità di effettuare gli interventi fuori dagli orari di punta e con senso unico alternato.

Se così non fosse, e l’arteria stradale dovesse chiudere davvero per sei mesi, – concludono U.Di.Con. e Unc – verranno intraprese azioni di mobilitazione atte a tutelare i cittadini da una gestione delle manutenzioni da parte di ANAS ormai drammaticamente inefficiente, che rischia di mandare in tilt il sistema dei trasporti di un intero bacino.

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