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Detersivi tossici: rischi e rimedi

Detersivi tossici: rischi e rimedi

È ovvio che il danno dipende dalla quantità, dalla concentrazione, dalla solubilità, dalla granulometria, dallo stato di salute del soggetto, dalla via di introduzione (ingestione, inalazione, contaminazione attraverso la cute o gli occhi).
Dal punto di vista chimico-tossicologico, infatti, nell’evoluzione di ogni avvelenamento acuto si possono distinguere tre fasi, a ciascuna delle quali corrisponde un diverso tipo di soccorso:
• il contatto (inalazione, ingestione, contaminazione della cute, ecc), dalle cui modalità dipende la “via” d’ingresso nell’organismo,
• l’assorbimento nel sangue e la fissazione negli organi bersaglio (fegato, rene, SNC, ecc),
• l’eliminazione.
È indubbio che un intervento di primo soccorso può riguardare solo la prima fase, mentre gli interventi successivi, se necessari e più complessi sono di competenza del personale specializzato.
Per inalazione si intende, l’introduzione di sostanze tossiche gassose, volatili o liquide vaporizzate attraverso le vie respiratorie. L’avvelenamento per ingestione si verifica con l’introduzione della sostanza tossica, liquida o solida, attraverso la via orale. La contaminazione attraverso la cute o gli occhi si ha per assorbimento diretto dei prodotti tossici attraverso tali vie. Pertanto, il trattamento dell’intossicazione da detergente, come per quello da altre sostanze, si fonda su:
1. inattivazione e allontanamento del detergente non ancora assorbito
2. inattivazione del detergente già assorbito o lotta dei suoi effetti con accelerazione della sua eliminazione.
Salvo che nel caso di agenti caustici e corrosivi, la cui azione è pressoché immediata nella zona di contatto, per la maggior parte dei tossici ad azione sistemica vi è una fase di latenza, asintomatica, e una fase di sintomatologia ben evidente nella quale, oltre agli effetti specifici, si possono presentare alterazioni di organi raggiunti dal veleno e delle funzioni vitali.
Chi soccorre un intossicato deve:
• contattare il CAV (centro antiveleni)
• cercare di individuare il detergente
• precisare tipo e modalità di contatto
• controllare il volume del liquido mancante da un contenitore
• rintracciare e conservare i contenitori, vuoti o con residuo di detergente
• in presenza di vomito, raccogliere e conservare campioni di contenuto gastrico, consegnandoli al soccorso specializzato (medico, ambulanza, CAV).
Tutte le indicazioni raccolte devono essere riferite al CAV con cui il soccorritore è bene si metta subito in contatto senza improvvisare rimedi casalinghi. Di seguito si forniscono alcune informazioni comuni di primo soccorso legate alla intossicazione acuta accidentale da prodotti detergenti, in rapporto alla modalità di introduzione e alla conseguente sintomatologia. I sintomi specificaci e le indicazioni di primo soccorso, legati alla tipologia di ciascun prodotto sono poi elencati nelle schede in appendice.
Provocare il vomito del soggetto che ha assorbito il detersivo è quasi sempre controindicato, in quanto i detersivi contengono sostanze schiumogene (la schiuma può essere inalata e determinare asfissia o polmonite).

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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