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I piani per un futuro green: l’agenda 2030 fa meno paura

I piani per un futuro green: l’agenda 2030 fa meno paura

Sebbene sia l’Unione Europea, sia molti stati membri si stiano muovendo verso concetti più sostenibili, anche a causa della pandemia che ci ha mostrato che un’aria più pulita è possibile, si può fare ancora molto di più. È quello che è emerso dall’ultima edizione del Green Retail Forum per quanto riguarda gli obiettivi fissati dall’ONU relativamente all’ambiente. Sebbene la sostenibilità sia un tema centrale nelle azioni e nelle intenzioni delle imprese del largo consumo, dettate anche dai ripensamenti dei consumi nell’emergenza sanitaria, calano gli interventi legati a produzione e consumo responsabile (secondo la classificazione degli obiettivi di sostenibilità dell’Onu) e all’ambiente e si impennano quelli sui temi di salute e sicurezza e di città e comunità sostenibile. Secondo una ricerca di Accenture, condotta però prima del lockdown, nella distribuzione comincia ad affermarsi la convinzione che essere sostenibili sia legato alla competitività (il 45% del panel di aziende retailer intervistate), alla reputazione del proprio brand (45%) e consente di sfruttare nuove opportunità di business (33%). Per questi motivi l’entità degli investimenti non è indicata come un vincolo, tuttavia mancano sistemi di misurazione delle performance sostenibili legati a sistemi di incentivazione. Le aziende della GDO stanno dunque affrontando la sostenibilità affidandone la responsabilità (nel 70% dei casi) a ruoli dedicati, dipendenti dal marketing o dal responsabile CSR e pubblicando report dedicati (50%). Il 68% delle aziende richiede certificazioni di sostenibilità ai propri fornitori, scelti dal 55% valutandone la performance ambientale riguardo alla sostenibilità dei prodotti lungo la filiera, del packaging, degli ingredienti e dei processi di trasformazione e distribuzione. Inoltre il 67% delle imprese misura il proprio consumo di energia e le emissioni di gas serra dei mezzi intervenendo per ridurle con l’ottimizzazione dei percorsi (33%), il rinnovamento della flotta (28%), l’introduzione di mezzi elettrici (17%) e la ricerca del miglior mix (11%). Il concetto di Sostenibilità è ormai una priorità e lo è a tutto campo dalle istituzioni (con il Green Deal e il Piano d’azione per l’economia circolare europeo) e per i consumatori. È evidente infatti che l’atto d’acquisto è solo il punto terminale di una serie di richieste del consumatore, facilitate dal digitale, sulle quali le aziende si giocano la loro reputazione. Richieste per conoscere non solo come è stato prodotto un articolo, ma anche come si smaltisce e come si gestisce la fine vita. Insomma, digitalizzazione e sostenibilità sono legate a stretto contatto.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018”.

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