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Il mistero delle polizze dormienti

Il mistero delle polizze dormienti

Fare una polizza sulla vita è una pratica consueta per molti italiani. Spesso però accade che si sia beneficiari di una polizza senza saperlo. Stiamo parlando di un tesoretto di polizze (240mila) di un valore complessivo di più di 4 miliardi di euro che erano nelle mani delle compagnie assicurative, che, alla morte dell’assicurato, si erano dimenticati di avvisare i beneficiari, tenendosi così il malloppo. Una pratica decisamente scorretta, sulla quale vigila per l’appunto L’IVASS, l’istituto di vigilanza per le assicurazioni, che mette a disposizione delle compagnie il servizio di incrocio tra i codici fiscali degli assicurati italiani e i dati sui decessi disponibili all’Anagrafe Tributaria. Il fine è di agevolare la ricerca di polizze non riscosse. Questo incrocio interessa non solo le polizze vita ma anche le polizze infortuni. Perciò, le imprese, in questo modo, potranno individuare e contattare i beneficiari per una pronta liquidazione dei capitali assicurati. Un’abitudine non certo italiana, visto che il problema è esteso anche all’estero: dai dati comunicati circa 7,5 milioni di polizze vita scadute negli ultimi 17 anni erano potenzialmente esposte al rischio di dormienza 92 milioni di euro. Questo l’importo delle 23.392 polizze vita dormienti delle compagnie estere che operano in Italia. L’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni ha analizzato 83 imprese di assicurazione sulla vita europee che operano in Italia in regime di stabilimento o di libera prestazione di servizi originarie dell’Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Spagna e Regno Unito. Il consiglio che possiamo dare ai consumatori per evitare di farsi sottrarre il dovuto è sempre quello di, quando si sottoscrive una polizza, informare un familiare, comunicando sia l’esistenza del contratto, sia l’impresa con la quale si è sottoscritto. Nel caso in cui il sottoscrittore non volesse far sapere ai familiari della sottoscrizione, quest’ultimi possono indagare su eventuali contratti a firma del familiare deceduto. Basta interrogare il Servizio Ricerca Coperture Assicurative Vita dell’Associazione Nazionale delle Imprese Assicurazione. Potrebbe accadere però con quest’ultimo comunicato dell’Istituto di vigilanza, che il beneficiario riceva una telefonata che, potenzialmente, restituisca la somma “dormiente” presso le compagnie assicuratrici.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello economico. Ripartizione 2018”

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