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Il viaggiare si fa eco (e a risparmio)… col cicloturismo

Il viaggiare si fa eco (e a risparmio)... col cicloturismo

Abbiamo dovuto, nell’ultimo intervento a tema turismo green (https://www.udiconer.it/ecoturismo-la-vacanza-sostenibile-e-possibile/), constatare come sia effettivamente una impresa ardua quella di viaggiare col minore impatto ecologico possibile.

Nell’attesa, però, possiamo portare le nostre vacanze “normali”, per così dire, al più alto grado di eco compatibilità possibile. E questo, al contrario, è molto più facile, economico, e – perché no – salutare di quanto non si pensi. Parliamo infatti di un processo già in atto: il primo rapporto Isnart – Legambiente, intitolato “Cicloturismo e cicloturisti in Italia 2019”, conferma che l’anima green degli italiani sia più reattiva che mai già da un paio d’anni (con un boom nell’estate odierna, causa limitazione agli spostamenti generata dal Coronavirus) e che una moltitudine di noi ha optato per vacanze all’insegna delle due ruote a pedali.

I cicloturisti, va specificato, non sono tutti uguali: lo spirito della vacanza non deve mai venir meno e l’utilizzo del mezzo varia anche sulla base delle capacità fisiche del singolo. Si distinguono quindi tre categorie:

  • Gli Holiday cycling, ovvero i turisti che utilizzano la bicicletta come mero mezzo di trasporto e/o svago, e che quindi non hanno fatto del cicloturismo il fulcro della propria esperienza.
  • I Cycling holidays, cioè le persone che scelgono di fare della bicicletta la principale motivazione della vacanza, che vivono il territorio e le esperienze che esso dedica alle due ruote, per più giorni di seguito, e che hanno studiato itinerari adatti alle loro bike. Non più solo mezzo di trasporto, ma di conoscenza, quindi.
  • Tutti coloro per i quali la bici è il centro delle vacanze; coloro che frequentano determinati posti proprio in quanto ideali per praticarlo. Sono in particolare amatori o amanti delle vacanze “attive”, quelli che in ogni potremo definire sportivi.

Il fenomeno cicloturistico così composto e suddiviso, ha fatto registrare nel 2019 qualcosa come 55 milioni di vacanzieri amanti delle due ruote, generando un giro di affari complessivo pari a 4,7 miliardi di euro: numeri importanti ma ancora a malapena embrionali, visto che due terzi di questa cifra vengono da turisti stranieri e che la cifra di persone che hanno scelto il cicloturismo è pari solamente al 6,1% del totale delle presenze turistiche nel nostro paese. Numeri importanti, già in crescita per l’anno in corso, e potenzialmente da poter accrescere ancora in futuro, a patto di investimenti sociali e infrastrutturali, principalmente.

Sociali perché la nostra media di bici pro capite è sotto l’1 a 2 (440 biciclette in Italia su 1000 abitanti, contro il quasi rapporto 1 a 1 di paesi dell’Europa Continentale) e chiaramente per adeguarci dovremmo ripensare alle nostre abitudini di spostamento (così come quelle generali) in termini green, e non sempre ciò interessa o è possibile; Infrastrutturali perché spesso, anche a fronte di una presa di coscienza ecologica del consumatore, l’Italia è indietro rispetto alla quasi totalità d’Europa (con gli stati nordici e continentali a fare da apripista ovviamente), tanto a livello urbano quanto a livello extraurbano. L’unica eccezione a questo dato viene presentato dalla regione Trentino-Alto Adige: 400 km di territorio ciclabile in gran parte dedicato ed attrezzato, che da una ricerca delle due provincie autonome del 2010 cuba all’incirca 250.000 euro l’anno.

Viaggiare pedalando? Un affare per tutti, insomma. Anche se va sottolineato, cicloturismo non fa esattamente rima con risparmio: il mezzo, infatti, può arrivare a costare anche diverse migliaia di euro a seconda del confort (più necessari che non velleitari, specie per tragitti lunghi), e la media di spesa in Italia per un cicloturista fra pernottamenti e altro, si attesta attorno ai 60-80 euro al giorno. Il consumatore medio deve quindi abbandonare l’idea della vacanza eco a pedali? Assolutamente no! Anche il cicloturismo può diventare economico, o comunque alla portata di tasche “meno abbienti”. Il tutto seguendo poche semplici direttive:

  • BIKE RENT : il noleggio di biciclette è un servizio che in Italia si sta espandendo trasversalmente e nuove startup dedicate nascono ogni giorno;
  • KIT DI SOPRAVVIVENZA: non bisogna mai viaggiare senza borse da viaggio piene di corde elastiche, kit di riparazione meccanica e di camere d’aria. Questo consente sicuramente di non gravare sul budget di partenza in caso di imprevisti e tutte le attrezzature necessarie (pompa, cacciaviti, leve per estrazione del copertone ecc) si possono acquistare per poche decine di euro.
  • SET TENDA: optare per il pernottamento in campeggi o in zone in cui è permesso liberamente dormire in tenda permette un taglio a una delle spese più ingenti delle vacanze.
  • ABBIGLIAMENTO: sicurezza e confort sono necessari, ma si possono garantire con piccoli accorgimenti, come ad esempio optare per tessuti traspiranti anziché di cotone, che tengono più caldo e sono costosi allo stesso modo. Tessuti più tecnici o costosi sono spesso indicati per turisti di livello più alto, mentre pantaloncini resistenti e/o imbottiti e un paio di pantaloni lunghi impermeabili possono essere più che sufficienti.

E infine, se a tutto questo aggiungiamo i risparmi di pedaggi autostradali, di carburanti, e la possibilità di organizzare il proprio viaggio anche con la spesa già fatta tagliando gli esborsi alimentari quanto più possibile, non abbiamo più scuse: quella cicloturistica, deve essere la nostra prossima (o la nostra prima) vacanza green!

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