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Indagine IVASS sulle assicurazioni: quali sono le compagnie con più reclami?

Indagine IVASS sulle assicurazioni: quali sono le compagnie con più reclami?

Quante volte, prima di scegliere la compagnia assicurativa per la nostra auto, ci siamo chiesti se stavamo facendo la scelta giusta? C’è chi va dall’assicuratore sotto casa e costruisce un rapporto personale. Ma se si vuole risparmiare, spesso è alle cosiddette “RC auto al telefono” che ci si deve rivolgere. Niente uffici, niente sportello clienti: dal preventivo alla liquidazione del danno, si fa tutto online o al telefono.
I prezzi bassi non sono sempre sinonimo di scarsa qualità e le compagnie virtuali non sono tutte uguali. Per orientarsi in questa giungla l’autorità di settore Ivass ha pubblicato un report annuale sui reclami ricevuti da ogni impresa assicurativa nel 2016. Perché come ogni automobilista sa, va tutto bene fin quando non si fa un incidente.
Infatti, secondo Ivass, la maggior parte dei reclami riguarda i tempi di definizione dei sinistri, l’attribuzione della responsabilità e la quantificazione del danno.
Le cifre. Intanto una buona notizia: automobilisti e compagnie italiane litigano un po’ meno. Nel 2016 i reclami sono scesi di tre punti percentuali rispetto al 2015. A questi contenziosi però bisogna aggiungere anche quelli con le imprese dell’Unione Europea che operano in Italia, con o senza sede fissa. Secondo l’indagine Ivass il dato nazionale è di 3,89 reclami ogni milione di premi, che sale a 11,08 per le compagnie estere che operano nel nostro Paese.
Assicurazioni telefoniche, si può fare di più. Questa è la media. Poi ci sono i dati delle singole società, che raccontano di una realtà molto variegata, in cui le assicurazioni telefoniche hanno performance peggiori rispetto alle classiche. Genertel (gruppo Generali) fa appena meglio di Genialloyd (gruppo Allianz) ma entrambe superano di molto la media nazionale (oltre 9 reclami per milione); Linear, la telefonica del gruppo Unipol, arriva a oltre 10 reclami per milione, male anche Zurich (13,7), mentre Direct Line e Con Te (gruppo Admiral) sfondano addirittura il tetto dei 20 reclami per milione di premi.
Reclami ricevuti dalle imprese di assicurazione nel 2016.Nel corso del 2016 le imprese di assicurazione italiane ed estere operanti in Italia hanno ricevuto complessivamente dai consumatori 120.435 reclami, di cui 24.834 (pari al 20,6% del totale) relativi ai rami vita, 55.618 (46,2% del totale) al ramo RC auto e 39.983 (33,2%) per gli altri rami danni. La rilevazione comprende anche i dati sui reclami ricevuti dalle imprese di assicurazione UE operanti in Italia in regime di stabilimento o in lps (cioè senza una sede stabile) che abbiano ricevuto più di 20 reclami.
Per le imprese italiane il confronto dei dati 2016 rispetto al 2015 evidenzia una riduzione del numero totale dei reclami pari all’1,7%; considerando i diversi settori di business, si osserva una riduzione del 3% nella RC auto, un aumento del 9,2% negli altri rami danni ed una riduzione più sensibile nel ramo vita pari al 12,1%. Per quanto riguarda le imprese italiane, il comparto nel quale si concentra il maggior numero di reclami è sempre quello della RC auto obbligatoria (48,1% del totale), mentre per le imprese UE risultano più numerose le lamentele che i consumatori presentano in relazione ai rami danni diversi dalla RC auto (47,8% del totale reclami). I principali motivi di reclamo riguardano, per il ramo RC auto, l’area della liquidazione (in particolare, i tempi di definizione dei sinistri, l’attribuzione della responsabilità, la quantificazione dei danni). Per il comparto vita ricorrono, in particolare, problematiche connesse alla liquidazione delle prestazioni ed ai comportamenti della rete di vendita. In merito all’esito, i reclami accolti sono stati pari al 33%, quelli transatti pari a circa il 10%, quelli respinti pari al 52%, il restante 5% risultava in fase istruttoria al 31 dicembre.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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