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Italia: un paese davvero in salute?

Italia: un paese davvero in salute?

La nostra penisola si è aggiudicata il primo posto del Bloomberg Global Health Index come Paese più sano del mondo. Primi sulle popolazioni di 163 nazioni, con un punteggio di 93,11 su 100, gli italiani sarebbero, quindi, il popolo più in salute a livello mondiale, nonostante la situazione economica ancora di crisi.

L’indice si è basato su diverse variabili: aspettativa di vita, cause di mortalità, rischi per la salute come consumo di tabacco, disponibilità di acqua potabile, malnutrizione e pressione alta. Sul podio salgono anche Islanda e Svizzera, seguite da Singapore e Australia, mentre gli Usa si classificano soltanto al 34esimo posto (con un punteggio di 73,05 su 100), a causa di una popolazione sempre più in sovrappeso e obesa.
Secondo i dati della ricerca, infatti, un bimbo nato nel nostro Paese ha un’aspettativa di vita di almeno 80 anni, contro i 52 della Sierra Leone, che è occupa l’ultimo posto della classifica. L’Italia, inoltre, è il paese più sano, nonostante una longevità minore rispetto ad altre nazioni: da quelle del Nord Europa, come l’Islanda, seconda a 91,21 punti, la Svezia a 88,92, a quelle orientali, come il Giappone a 89,15 e Singapore a 90,23, alla Spagna, che si posizione sesta con 89,19 punti.
Sebbene l’Italia sia tra i Paesi più sviluppati del mondo, la sua crescita economica è ormai stagnante da decenni, con circa il 40% di giovani senza lavoro e un debito pubblico tra i più elevati al mondo. Eppure, secondo quanto emerge dalla ricerca, gli italiani stanno meglio di americani, canadesi e britannici, colpiti maggiormente da ipertensione, colesterolo e disturbi mentali.
Il merito? La nostra dieta mediterranea, ricca di verdura e frutta di stagione, olio extravergine di oliva, carni magre, pesce e un gran numero di medici. “L’Italia ha un eccesso di medici”, spiega Tom Kenyon, Ceo dell’organizzazione mondiale Project Hope. “Non a caso, una delle serie televisive più durature e seguite è Un medico in famiglia”. A ben vedere, in realtà non è proprio così: secondo l’ultimo studio dell’Ocse (Organisation for Economic Co-operation and Development), in Italia nel 2016 erano presenti 3,9 dottori ogni mille abitanti, ampiamente meno di Grecia (6,29), Austria (4,9), Germania (4,05) e Svizzera (4,04).
Ma attenzione. Anche altri dati sembrano sconfessare, almeno parzialmente, le conclusioni di Bloomberg. Primi fra tutte quelli emersi dal rapporto Osservasalute dello scorso anno, secondo cui l’aspettativa di vita degli italiani, per la prima volta nella storia, sarebbe in calo, principalmente a causa di una riduzione della prevenzione: 80,1 anni per gli uomini e 84,7 per le donne, a fronte degli 80,3 e 85, rispettivamente, del 2014.

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