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La regione Emilia-Romagna stanzia il fondo affitti 2020

La regione Emilia-Romagna stanzia il fondo affitti 2020

In una situazione difficile come questa, dove molti lavoratori hanno perso la propria occupazione, lavorano ad orario ridotto o usufruiscono della cassa integrazione, la regione Emilia-Romagna ha previsto il fondo affitti 2020, per venire incontro ai cittadini, specialmente alle fasce sociali più deboli.

Con un piano da quasi 15 milioni, la regione stanzia un bonus affitto fino a 1.500 euro per famiglie e persone in difficoltà, parametrato alla riduzione di reddito determinata dall’emergenza coronavirus e un contributo massimo che può salire dai 2 ai 3000 euro per i proprietari che accettano di rinegoziare il contratto d’affitto riducendo il canone a favore dell’inquilino, che facciano lo stesso convertendolo in affitto a canone concordato o ne stipulino uno nuovo.

Per accedere al bonus erogato dalla regione i candidati dovranno avere un reddito ISEE 2020 non superiore ai 35.000 euro, soglia che i comuni possono modificare, e nel caso sia superiore ai 3000 euro servirà anche un’autocertificazione, supportata dalla documentazione che attesti una riduzione del reddito di almeno il 20% negli ultimi 3 mesi rispetto al reddito medio trimestrale nel 2019.

È sufficiente il domicilio dove si abita (con regolare contratto di affitto), così da riuscire a includere anche studenti e lavoratori che vivano in un comune della regione senza aver spostato la residenza.

I soggetti che presentano domanda avranno tempo per presentare l’ISEE 2020, qualora non già

disponibile, fino al 30 ottobre, e dovranno autocertificare il calo del reddito, producendo una adeguata documentazione (buste paga o fatture).

Per quanto riguarda i proprietari che affittano sono previsti incentivi alla rinegoziazione dei canoni esistenti oppure alla conclusione di nuovi contratti a canone concordato dal bando che potranno avere effetti oltre il contributo dopo l’emergenza.

Stiamo parlando della possibilità del proprietario dell’alloggio affittato di una riduzione per almeno 6 mesi di almeno il 20% sull’importo del canone di locazione o in alternativa modificare il proprio contratto passando a quello di concordato. Così facendo il contributo regionale viene riconosciuto al proprietario dell’alloggio che riceverà il 70% della riduzione del canone fino a un massimo di 2000 euro.

Qualora invece il contratto passi da libero mercato a concordato il proprietario potrà accedere per i primi 12 mesi a un contributo che copre il 70% della riduzione del canone fino a 2500 euro.

Mentre per i nuovi contratti a canone concordato (per un importo massimo del canone di 700 euro mensili) il contributo regionale riconosciuto al proprietario potrà coprire, per i primi 18 mesi, metà del canone, fino a un contributo massimo di 3mila euro.

La possibilità di rinegoziazione del canone, diversamente dal contributo diretto, è accessibile anche ai locatari che siano percettori di reddito o pensione di cittadinanza e ai proprietari che rinuncino a procedere in eventuale procedura di sfratto per morosità.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018”

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