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L’anno che verrà: il 2021 del consumatore

L'anno che verrà: il 2021 del consumatore

Il Covid ci ha accompagnato, malauguratamente, per tutto l’anno scorso. I risvolti negativi sono stati trasversali, a partire dall’ambito sanitario, e ci hanno travolti a tutto tondo: come lavoratori, come famigliari, come sportivi, ma anche come consumatori, con effetti non meno leggeri che negli altri campi.

Nel corso del 2020 infatti, per ovvi motivi, i consumi sono crollati all’incirca del 10%, e la fiducia del cittadino rispetto i mercati, gli investimenti, i risparmi, non è certo ai massimi storici, specie in una situazione completamente inedita come quella che stiamo vivendo. Da un recentissimo sondaggio operato dal binomio Coop – Nomisma emerge, infatti, come lo scetticismo rispetto la ripresa economica sia il sentimento imperante rispetto al campione intervistato (secondo il 33% vi arriveremo addirittura nel 2025). Va però anche posto l’accento su come il 37% abbia risposto che “speranza” possa essere la parola chiave dell’anno appena iniziato, ed anche come (complice l’ottimismo per l’inizio della diffusione dei vaccini sul territorio) la voglia di ripartire non ci manchi affatto.

Diventa allora massimamente importante non perdere la bussola ed orientarsi al meglio per questo 2021, in modo da preparare il terreno per le future, nonché desiderate, riprese. Tenendo d’occhio questi semplici consigli:

 

  • SARÀ L’ANNO DELLA LUNGIMIRANZA

Ebbene sì, per i pianificatori seriali potrebbe essere un’ottima notizia, questa. Il 2021 sarà l’anno della visione di insieme, della ricostruzione. E non si può ricostruire senza solide fondamenta, né senza capire quale direzione il nostro operato stia prendendo. Le sirene del marketing, i “consigli fidati” che ci vengono riportati come notizie sicure, ma in realtà senza alcuna fonte certa, l’abboccare a promesse di facili guadagni o risparmi, non saranno comportamenti ammissibili nel 2021, tanto nelle operazioni finanziarie o macro, come investimenti o finanziamenti, quanto nelle micro transazioni di ogni giorno, le banali “compere” potremmo dire.

Più intelligente, invece, sarebbe investire (anche grazie a tutti i bonus e gli ammortamenti che lo Stato mette a disposizione) in efficientamento energetico o nel settore green, che potrà essere il vero protagonista del rilancio dell’economia e conseguentemente dei consumi; così come sarebbe consigliabile, scontrini alla mano, capire dove è più conveniente orientarci per l’acquisto dei beni di cui necessitiamo, magari vagliando nuove ed inesplorate strade (come i gruppi di acquisto, ad esempio).  È arrivato il momento di pianificare le spese con grande senso critico e con l’intento preciso di cambiare un sistema di consumo ormai obsoleto: dove possibile, ovviamente, spendere oggi può voler dire risparmiare domani.

  • SARÀ L’ANNO DELLE SPESE INTELLIGENTI

Spend Less and smarter” (letteralmente: spendi meno ed in maniera più intelligente) intitolava un articolo di qualche giorno fa del New York Times. L’autrice, Taylor Tepper, invitava ad interpretare le nostre spese del 2020 come un naturale ritorno dei consumi orientati verso il desiderato anziché verso il superfluo, ed a continuare appositamente su questo filone nel 2021: una filosofia del “save with purpose” (risparmia con un obiettivo) e del “buy what you like” che in qualche modo, facendo di necessità virtù per superare i difficili giorni di lockdown, abbiamo tenuto tutti o quasi nell’anno della pandemia. Se ponderato e veramente indirizzato al nostro benessere, il nostro consumo può davvero fungere da motore per la ripresa, personale ancor prima che economica. E questo ci porta al punto numero tre.

  • SARÀ L’ANNO DEI BILANCI

E questa, chissà, sarà la nota dolente di molti di noi. Come per tutte le cose, anche i “più” ed i “meno” sui nostri bilanci familiari dovranno essere messi scrupolosamente al vaglio. La consapevolezza, lo studio, l’inequivocabilità dei numeri sono ciò che danno consapevolezza del fatto che, magari, si sta vivendo al di sopra (ma a volte anche al di sotto!) delle proprie possibilità economiche. È anche l’esperienza personale che parla: contando ogni mese, le ricariche dei servizi online, dei device elettronici, delle pay tv e dei servizi in abbonamento più svariati (spese pericolosissime, che spesso vengono pagate automaticamente facendoci perdere la sensazione di stare effettivamente spendendo dei soldi), ci rendiamo conto di quante e quali “falle” abbiano le “tubature dei nostri liquidi”. Rivoluzionare i bilanci familiari sarà un bene per chiunque, permetterà di capire dove i nostri nuclei familiari stanno bruciando piccoli (ma non solo) capitali inutilmente, e potranno reinvestire le risorse accumulate in maniera “smart”.

  • SARÀ L’ANNO DELLA PRESA DI COSCIENZA

Lo abbiamo già sostenuto in alcuni articoli precedenti, lo affermiamo con maggiore forza oggi. Il 2021 potrebbe essere l’anno dell’ecosostenibilità, intesa come branca di una macroarea che oggi, più che mai, sembra orientare il consumatore italiano: lo stile di vita salutare a 360°, riferito tanto al cibo sulle tavole quanto agli acquisti di prodotti che, con la loro filiera, risultano oramai insostenibili per il nostro pianeta. Un recente sondaggio a riguardo sostiene che quasi un italiano su due, quest’anno, si sposterà a piedi e farà attività fisica, così come uno su tre ha deciso di impegnarsi all’acquisto di abiti sostenibili per la prima volta in assoluto. Anche in questo caso, il nostro consumo è da ritenersi fondamentale affinché questo regime diventi standard, anziché un privilegio o, peggio ancora, un tabù.

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