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Moda in Emilia Romagna: San Mauro Pascoli, il mondo delle calzature

Moda in Emilia Romagna: San Mauro Pascoli, il mondo delle calzature

San Mauro Pascoli è famoso in tutto il mondo per la produzione di scarpe di alta moda. La vocazione calzaturiera del territorio risale alla fine del XIX secolo, quando alcuni ciabattini, dediti soprattutto alla riparazione, alla produzione e vendita di scarpe nuove, allestirono bancarelle nelle fiere. Dopo il secondo conflitto mondiale le botteghe artigianali si moltiplicarono e con gli anni ’60 ed il “miracolo economico” comincia l’ascesa di San Mauro Pascoli nel mondo della calzatura. Le aziende si ampliano, gli ambienti di lavoro vengono ammodernati e molte aziende si trasformano in vere e proprie industrie. Accanto ai calzaturifici sorgono le attività sussidiarie che si specializzano nella fabbricazione dei semilavorati (tacchi, fondi, ecc..) nonché tomaifici, trancifici e studi di modelleria. Oggi San Mauro Pascoli è un importante centro di produzione di calzature e nel territorio hanno sede alcune delle più note marche dell’alta moda calzaturiera che spiccano per l’alta qualità dei prodotti e per lo “styling” conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Nel comune di San Mauro Pascoli sono insediate alcune tra le principali imprese mondiali nel settore della scarpa da donna di classe: le imprese fondate da Sergio Rossi, Vittorio e Alberto Pollini, Gimmi Baldinini, Quinto Casadei e Giuseppe Zanotti, e più recentemente da Gianvito Rossi. Inoltre, nel distretto del Rubicone è assai diffuso il lavoro in contoterzi per le grandi griffe, sia con riferimento al prodotto finito che alle componenti (Gucci, Louis Vuitton, Chanel, Prada, Fendi, Vivienne Westwood, Christian Louboutin, etc.).
Tra i punti di forza che caratterizzano il sistema economico territoriale sono da segnalare:
• la capacità imprenditoriale per lo sviluppo di un sistema produttivo di artigianato industriale;
• il bagaglio di competenze distintive del settore (design e capacità manifatturiera);
• la qualità del prodotto;
• la presenza di cooperazione, seppure informale, tra le imprese del distretto in virtù della quale si realizza uno sviluppo congiunto dei prodotti con i fornitori;
• la flessibilità produttiva dei contoterzisti, capaci di rispondere tempestivamente alla domanda di diversificazione del prodotto;
• l’attività di formazione che si avvale del supporto del CERCAL (Centro di Ricerca e Scuola Internazionale Calzaturiera) e di un corso di studi specifico presso l’ISIS di Svignano;
• il supporto allo sviluppo da parte delle associazioni di categoria (Confindustria, CNA e Confartigianato);
• il rispetto per l’ambiente segnalato dalla realizzazione di prodotti eco-compatibili.
Punto di debolezza per il distretto è sicuramente il rischio di perdita delle competenze artigianali per la difficoltà di instaurare rapporti informali per l’apprendimento delle abilità a causa dei mutamenti organizzativi e produttivi relativi alla grande dimensione ed alla globalizzazione; questo, legato a una generale perdita di attrattività del settore da parte delle nuove generazioni, alla mancanza di percorsi di motivazione ed affinamento delle competenze e ad una bassa competitività sui costi della manodopera.
Al riguardo, è evidente che il problema della concorrenza asiatica sui bassi costi è importante ma non fondamentale sulle produzioni esclusive di alta gamma, difficilmente riproducibili in termini di qualità di materiali, lavorazione e design.
Il Polo produttivo di San Mauro Pascoli è da sempre noto per la qualità delle sue produzioni. In prospettiva, la crescente importanza attribuita alla qualità dei prodotti e servizi offerti e alla flessibilità produttiva potrebbero portare a una riscoperta delle filiere e avvantaggiare il distretto. Ciò dipende dalla sensibilità dei consumatori verso il valore del made in Italy, inteso come immagine e design italiano, ma soprattutto come capacità realizzativa delle sue maestranze. In questo senso è importante conservare l’integrità della filiera, che garantisce flessibilità produttiva e che è alla base della qualità delle produzioni.
Finora l’aver conservato in loco la filiera produttiva evitando di ricorrere massicciamente all’esternalizzazione, è stato premiante, in quanto San Mauro Pascoli è stato l’unico polo calzaturiero che nel corso degli anni Duemila ha conosciuto un significativo progresso del suo avanzo commerciale.
Il futuro del distretto dipende dalla virtuosa interazione di tutti gli attori presenti (fornitori, terzisti, calzaturifici, istituzioni locali, imprenditoria extra-comunitaria, griffe internazionali, ma anche vecchie e nuove generazioni), che possono contribuire a mantenere e arricchire il patrimonio di conoscenze del territorio.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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