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Modifiche al decreto ristori: c’è la proroga delle cartelle esattoriali

Modifiche al decreto ristori: c’è la proroga delle cartelle esattoriali

Con un’approvazione lampo nel Consiglio dei Ministri, il 29 Gennaio scorso è stato approvato un nuovo decreto-legge per la proroga delle cartelle esattoriali fino al 28 Febbraio.

È la novità, anticipata dall’Ansa, più attesa per questo 2021, e oggi sembra avere ufficialità che l’attività di riscossione resta sospesa fino a fine febbraio, la sospensione riguarderebbe la notifica delle cartelle ed i pagamenti, al pari dei pignoramenti su stipendi e pensioni. Sul tavolo, infatti, rimangono congelati 50 milioni di atti sospesi durante l’intero periodo di emergenza Covid-19.

Come si legge anche sul sito dell’Agenzia delle Entrate, ci sarà “Differimento al 1° marzo 2021 del termine “ultimo” per il pagamento delle rate 2020 della Definizione agevolata (“Rottamazione-ter”, “Saldo e stralcio” e “Definizione agevolata delle risorse UE”), in precedenza fissato al 10 dicembre 2020 dal “Decreto Rilancio” (DL n. 34/2020).”
Per quanto riguarda le rateizzazioni dei pagamenti, i contribuenti che hanno visto scadere il proprio piano prima delle sospensioni generalizzate dei decreti, potranno presentare entro il 31 Dicembre 2021 una nuova richiesta di dilazione senza l’obbligo di saldare le rate scadute del piano di rateizzazione precedente. Per queste nuove richieste, viene elevata da 60 mila a 100 mila euro la soglia per ottenere la rateizzazione senza necessità per il contribuente di dover documentare la temporanea situazione di difficoltà al pagamento in unica soluzione.

Per le richieste di rateizzazione dei pagamenti a partire dal 30 novembre 2020, una volta pagata la prima rata del nuovo piano, le precedenti procedure esecutive verranno tolte, se non sono già state effettuate. Inoltre, per tutti i provvedimenti di accoglimento delle richieste di rateizzazione presentate fino al 31 dicembre 2021, la decadenza dai piani di rateizzazione viene determinata nel caso di mancato pagamento di dieci rate, anche non consecutive, invece delle cinque rate ordinariamente previste.

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