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Newsletter_11 del 19.05.2017

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LA RICETTA DEL MEDICO DI FAMIGLIA PER LE ANALISI DEL SANGUE

A nessuno piace andare a fare le analisi del sangue. Per alcuni è l’ago che entra nella carne; per altri la vista del sangue nella provetta; per altri ancora l’ansia dei risultati da ritirare. Qualcun altro, infine, non ama alzarsi la mattina preso senza fare colazione. Così, quand’anche il medico di famiglia ci prescrivere le analisi del sangue, la ricetta giace sul comodino per giorni, magari vicino a una boccetta per le analisi dell’urina che resta immancabilmente vuota. Passa qualche settimana, a volte qualche mese, senza essere stati al laboratorio di analisi. E allora è naturale chiedersi se quel documento sia ancora valido: insomma, quanto dura la ricetta del medico di famiglia per gli esami? Anche se è passato ormai molto tempo dalla prescrizione, possiamo ugualmente utilizzarla? La risposta deve fare i conti con il fatto che la nostra Costituzione ha riservato alle Regioni potere normativo in materia di sanità; con la conseguenza che le regole potrebbero cambiare da luogo a luogo. In generale però le cose stanno nel seguente modo.
La prima cosa da dire per sapere quanto dura la ricetta del medico di famiglia per le analisi è che la cosiddetta «impegnativa» non contiene una “data di scadenza”, ma ci aiuta a capire da quando l’abbiamo in mano senza averla utilizzata: infatti sulla prescrizione viene indicata la data di emissione e, da questa, possiamo risalire a quanto tempo è passato.
La seconda cosa da precisare prima di spiegare quanto dura la ricetta del medico di famiglia è che, a differenza di quanto avviene per le medicine, la durata è uguale per tutte le impegnative a prescindere dal tipo di analisi prescritte o dal tipo di patologia sospettata sul paziente.
Veniamo ora al tempo di durata della ricetta per le analisi: questo è di 12 mesi, al pari delle ricette per le visite specialistiche. Dunque, il paziente che si sia fatto rilasciare dal medico di famiglia l’impegnativa per le analisi del sangue deve sapere che non può lasciarla nel cassetto oltre un anno. Dopo tale periodo, infatti, la ricetta diventa carta straccia e sarà necessario farsene rilasciare una nuova dal proprio medico di famiglia.
Come però anticipato, è sempre bene confrontarsi con l’Asl della propria zona poiché la Regione potrebbe aver stabilito regole differenti e un tempo di durata differente.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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