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Newsletter_18 del 01.09.2017

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UN ITALIANO SU TRE PAGA A RATE

Nel primo semestre di quest’anno oltre un terzo degli italiani maggiorenni, il 35,4%, ha almeno un contratto di credito rateale attivo. Si tratta di un dato in crescita del 4,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A livello pro-capite, mensilmente si rimborsano 356 euro. E’ quanto emerge dello studio sull’utilizzo del credito da parte degli italiani realizzato da Mister Credit del Crif.
I soggetti attivi nel credito risultano avere mediamente un indebitamento residuo, inteso come somma degli importi pro-capite ancora da rimborsare in futuro per estinguere i contratti in essere, pari a 34.114 euro, dato sostanzialmente in linea con il valore della precedente rilevazione. Dalla rilevazione, sottolinea il Crif, sono stati esclusi dallo studio i finanziamenti a sofferenza, che rappresentano una quota marginale e pari all’1,7%.
In particolare, dall’analisi condotta da Mister Credit risultano al primo posto i prestiti finalizzati, ossia quei prestiti destinati all’acquisto di beni e servizi (quali auto, moto, elettronica ed elettrodomestici, articoli di arredamento, viaggi, ecc.) che hanno un peso in termini di numerosità pari al 43,5% sul totale.
Al secondo posto ci sono i prestiti personali, che si legano alla rinnovata progettualità delle famiglie in uno scenario di progressivo miglioramento del quadro economico generale, con una incidenza pari al 34,0%. Infine, la componente dei mutui per acquisto di abitazioni, che si caratterizzano per una incidenza del 22,5% sul totale.
“La crescita delle erogazioni – si legge nella ricerca – conferma il consolidamento dell’intero comparto ma anche l’allargamento della platea di cittadini che ne usufruiscono, pur mantenendo pressoché stabili sia la rata media sia l’indebitamento residuo, segnali indubbiamente positivi per quanto riguarda la sostenibilità finanziaria delle famiglie”.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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