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Newsletter_21 del 19.09.2017

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Praticare tanto sport: non solo benefici

E’ indiscutibile che praticare sport quotidianamente porta numerosi benefici.
Ma l’esercizio fisico in base a come viene svolto potrebbe anche trasformarsi in un fattore di rischio per la salute. Praticato eccessivamente può provocare un aumento dei radicali liberi e dello stress ossidativo che le normali difese dell’organismo non riescono a fronteggiare, danneggiando le cellule del corpo e predisponendo così le fibre muscolari a lesioni e traumi e il tessuto connettivo a un alto rischio di infiammazioni. Il sistema redox, costituito dall’insieme di ossidanti e antiossidanti, si occupa della trasmissione di informazioni nelle e tra le cellule, la difesa contro i patogeni e l’eliminazione di tossine dannose per la salute. Se tale sistema non funziona bene, si può andare incontro a problematiche come invecchiamento precoce, malattie degenerative come l’Alzheimer, e cancro.
L’attività fisica smoderata, specialmente in soggetti non allenati, crea problemi a questo delicato sistema redox e provoca quindi danni funzionali e strutturali a carico dell’apparato motorio.
Il migliore modo di controllare il sistema redox è eseguire l’esercizio fisico seguendo accuratamente le indicazioni del personale medico-sanitario.
Fare jogging per 30 minuti per le donne e 40 per gli uomini, 5 volte a settimana, è in grado di diminuire l’invecchiamento cellulare di nove anni, mentre coloro che fanno attività fisica solo un giorno a settimana o solo in primavera e cercano di recuperare tutto il tempo perduto con poche uscite, ma troppo cariche sono a rischio di infortuni e danni al sistema redox.
Nei soggetti allenati le sostanze antiossidanti dell’organismo assunte con una alimentazione equilibrata rimettono il sistema in equilibrio, mentre negli atleti occasionali l’organismo non riesce a contrastare l’eccesso di sport, questo può arrivare ad alterare non solo le cellule, ma anche il loro DNA.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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