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Newsletter_21 del 29.09.2017

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COME SCEGLIERE IL PRESTITO CHE PIU’ FA PER NOI?

Addentrarsi nel mondo dei prestiti e dei finanziamenti potrebbe non essere così immediato, soprattutto per chi si trova a fare i conti per la prima volta con questa realtà. E’ importante fare attenzione ad alcuni aspetti e seguire le indicazioni degli esperti, per essere ben consapevoli di regole e meccanismi.
Stando a quanto emerge da uno studio sull’utilizzo del credito da parte degli italiani realizzato da Mister Credit del Crif, nel primo semestre di quest’anno oltre un terzo degli italiani maggiorenni, il 35,4%, ha almeno un contratto di credito rateale attivo. Si tratta di un dato in crescita del 4,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
“Sono principalmente due le questioni alle quali deve stare attento chi sta pensando di ricorrere a un prestito personale e a un finanziamento in generale – dice all’Adnkronos Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo Assofin, Associazione italiana del credito al consumo e immobiliare – Il primo tema è quello di valutare la sostenibilità nel tempo dell’impegno che sta per assumere, è una cosa che deve fare sia chi eroga il finanziamento ma anche chi lo sta per chiedere”.
“Chi lo eroga per legge è tenuto a valutare con attenzione se chi sta chiedendo il finanziamento è nelle condizioni di rimborsarlo nel corso del tempo. Ma questo tipo di valutazione a nostro avviso – sottolinea Piano Mortari – è molto opportuno che la faccia anche chi il finanziamento lo sta richiedendo”. Perché “gli altri impegni finanziari sono noti al sistema, ma altre informazioni su impegni e spese ricorrenti possono non essere note”.
Nella valutazione bisognerà considerare alcuni aspetti. “Un operaio che guadagna 1200 euro al mese – cita ad esempio – non guadagnerà una cifra rilevante ma ha una certa continuità di reddito. Un artista che magari in una stagione clamorosa guadagna un sacco di soldi ma non è detto che replichi la stessa stagione in altri periodi potrebbe sembrare più solido come reddito ma in realtà va valutato se nel tempo ha la capacità di assicurare quel flusso di reddito”.
Il secondo aspetto riguarda invece la convenienza del finanziamento: “E’ sempre bene richiedere più preventivi, confrontarli e valutare quello che è più conveniente. L’indicatore da confrontare è il Taeg, il tasso annuo effettivo globale, che serve per indicare in termini percentuali qual è il costo effettivo di quell’operazione di finanziamento”.
“La normativa – evidenzia ancora – prevede che debbano essere assolti da parte di chi eroga il finanziamento tutta una serie di obblighi prima del perfezionamento del contratto, nel momento della stipula e nella fase successiva”.
“Prima – spiega – devono essere rese obbligatoriamente al consumatore una serie di informazioni attraverso il modulo Secci ed è bene che il consumatore lo guardi e ne valuti i contenuti, magari confrontandolo con quelli di altri operatori. Questa è la fase precontrattuale” in cui occorre prestare attenzione “a tutte le clausole” e durante la quale il consumatore può richiedere la copia del contratto, “copia idonea per la stipula” che si può confrontare con quelle di altri.
Giuseppe Piano Mortari invita a considerare anche i servizi accessori. “Un classico – dice – sono le polizze assicurative che possono coprire dal rischio di non riuscire a pagare nel caso in cui intervengano degli eventi. Per esempio la perdita del posto di lavoro, una malattia o un infortunio. Quindi attenzione alle polizze assicurative che sono sempre facoltative”. E comunque dalla sottoscrizione, spiega, abbiamo 60 giorni di tempo per recedere dalla polizza assicurativa.
“E’ sempre bene rileggere il contratto prima di sottoscriverlo, studiarselo a casa con calma e sottoscriverlo a tempo debito – sottolinea Piano Mortari – In ogni caso dal momento del perfezionamento il contratto, per legge ci sono 14 giorni entro i quali il cliente può recedere dal contratto di finanziamento”.
Due settimane di tempo, dunque, per avere un ripensamento: “In questo caso, se è stata già erogata la somma, si è tenuti a pagare solo gli interessi maturati” fino a quel momento, oltre ovviamente alla somma. Trascorse le due settimane si può sempre tornare indietro restituendo il debito residuo, con la differenza che “se c’erano dei costi d’istruttoria, dei costi iniziali, nel primo caso non li sosterrò, nel secondo sì”.
“Queste – aggiunge – sono le principali norme a tutela del consumatore previste dalla direttiva comunitaria che ha definito delle regole che ormai sono uguali in tutta Europa”.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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