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Newsletter_24 del 05.10.2017

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Spreco alimentare: ogni anno gli italiani “gettano” 15.5 miliardi di euro pari allo 0.94% del pil

In base a quanto emerge dai test “Diari di Famiglia” eseguiti dal Ministero dell’Ambiente con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Bologna e con SWG, nell’ambito del progetto Reduce 2017, ogni anno lo spreco alimentare vale oltre 3,5 miliardi di euro, passando dai campi (946.229.325) alla produzione industriale (1.111.916.133) agli sprechi nella distribuzione (1.444.189.543): una cifra che rappresenta però solo 1/5 dello spreco totale di cibo in Italia, perché sommandola allo spreco alimentare domestico ci porta a oltre 15,5 miliardi di euro gettati ogni anno (lo 0,94% del PIL). Ne deriva che se recuperare gli sprechi è fondamentale, la parola chiave è prevenzione: perché solo in questo modo si può realisticamente agire sullo spreco di cibo nelle case, che rappresenta la reale voragine del fenomeno.
I dati sono stati presentati al via della campagna Spreco zero 2017/2018 e i risultati scientifici dei “Diari di Famiglia”, condotti le scorse settimane su un campione statistico di 400 famiglie di tutta Italia, saranno resi noti nel febbraio 2018, in occasione della 5° Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco alimentare. Ogni giorno, per una settimana, 400 famiglie hanno annotato su formulari composti da parti compilative e chiuse il cibo gettato ad ogni pasto, con annessa motivazione, sul modello realizzato dal WRAP, in Inghilterra, che ha realizzato l’esperimento sul campione più ampio in assoluto (più di 100 famiglie).

Neonicotinoidi: il 75% del miele venduto ne è contaminato.

Il 75% del miele venduto in tutto il mondo è contaminato da neonicotinoidi in una concentrazione pericolosa per le api. A dirlo è una ricerca condotta da Edward Mitchell della Université de Neuchâtel in Svizzera e pubblicata sulla rivista Science. I ricercatori hanno valutato l’esposizione globale degli impollinatori a questa classe di pesticidi analizzando 198 campioni di miele da tutto il mondo: hanno trovato almeno uno dei cinque composti (acetamiprid, clothianidin, imidacloprid, thiacloprid e thiamethoxam) nel 75% dei campioni mentre il 45% ne conteneva due o più e il 10% quattro o cinque.
Le conclusioni della ricerca dimostrano che le api sono esposte ai neonicotinoidi nel loro cibo in tutto il mondo e questo può aumentare i danni agli impollinatori con tutte le conseguenze che comporta. La crescente evidenza del declino globale di impollinatori sta causando preoccupazione per la conservazione della biodiversità e la manutenzione degli ecosistemi. I pesticidi di neonicotinoidi sono stati identificati o sospettati come un fattore chiave responsabile di questo declino.
Le concentrazioni rilevate dallo studio sono al di sotto del livello massimo di residui autorizzato per il consumo umano (media ± errore standard per i campioni positivi: 1,8 ± 0,56 nanogrammi per grammo). Tuttavia, anche se le concentrazioni riscontrate non sembrano al momento pericolose per la salute umana – concludono gli autori – servono ulteriori studi in merito, in quanto i neonicotinoidi potrebbero avere anche effetti sull’uomo, sul suo sistema immunitario e sulla crescita.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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