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Newsletter_27 del 06.12.2017

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RISCALDAMENTO E RISPARMIO ENERGETICO: NUOVI INCENTIVI FISCALI

Oggi il mercato offre una vasta gamma di sistemi di riscaldamento, ma per risparmiare sulla bolletta la scelta dell’uno o dell’altro va ponderata in base a fattori come la grandezza dei locali, l’esposizione solare dell’edificio e l’intenzione di mettere in atto ristrutturazioni o di ammodernare l’impianto.
Chi sceglie di riscaldare casa con una stufa a legna o pellet ad esempio, deve disporre di spazi per lo stoccaggio. Un rustico e accogliente caminetto sarà più efficiente in un locale di piccole dimensioni, e rappresenta la giusta soluzione se accompagnato ad un impianto principale che riscalda l’intera abitazione.
I termosifoni rappresentano un sistema di riscaldamento efficiente ed economico, ma la potenza della caldaia va commisurata alla metratura della casa, o la diffusione di calore potrebbe risultare insufficiente a coprire i mq2 totali.
Le pompe di calore, come i pannelli solari, richiedono un investimento non indifferente, ma l’efficienza dell’impianto è superiore agli altri sistemi di riscaldamento, senza contare che installandole è possibile usufruire di sgravi fiscali.
Il riscaldamento a pavimento garantisce un risparmio energetico fino al 30% e può essere la soluzione ideale per le case di nuova costruzione (il costo totale oscilla fra i 70 e i 100 euro m2), ma sceglierlo in fase di ristrutturazione è molto oneroso.
C’è poi il termocamino, che unisce benessere termico, estetica e vantaggi ambientali. In commercio sono disponibili i modelli alimentati ad aria e ad acqua, che possono sostituire o integrare sistemi di riscaldamento domestico tradizionali. I termocamini sono in grado di provvedere al fabbisogno di acqua calda e di calore per l’intera abitazione, di ridurre i costi in bolletta e di evitare impatti ambientali dannosi.
Valutati questi fattori nella scelta del sistema di riscaldamento più adatto alle proprie esigenze, vediamo quali impianti permettono di usufruire di detrazioni fiscali.
Con l’ammodernamento degli impianti termici gli italiani possono sfruttare 3 diversi incentivi – non cumulabili – fino al 31 dicembre 2017, con proroghe fino al 2018:
-Detrazioni del 50% per ristrutturazione
Si ottengono sostituendo una vecchia caldaia con una caldaia a condensazione di ultima generazione, con una pompa di calore, termostufe, scaldabagno, installando un sistema solare termico, pannelli fotovoltaici, valvole termostatiche con o senza contabilizzatori. La detrazione è applicabile per una spesa massima di 96mila euro per ciascuna abitazione.
-Detrazioni del 65% per riqualificazione
Si ottengono rottamando una vecchia caldaia con una caldaia a condensazione di ultima generazione o con una pompa di calore, termostufe, scaldabagno, installando un sistema solare termico o contabilizzatori (se la loro installazione è accompagnata dalla sostituzione parziale o integrale di impianti per climatizzazione invernale). La detrazione sale fino al 75% se la riqualificazione interessa parti comuni dei condomini.
-Conto termico 2.0
L’incentivo si applica con l’adozione di sistemi alimentati da fonti rinnovabili come stufe e termocamini a pellet, pompe di calore, sistemi ibridi e solare termico. Prevede il riconoscimento fino al 40% della spesa sostenuta per la posa di una caldaia a condensazione, fino al 55% se a un nuovo apparecchio a condensazione si abbina l’isolamento termico e la sostituzione degli infissi vetrati, fino al 65% per l’installazione di pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici.
Ricordiamo da ultimo, come oltre a risparmiare sulla bolletta, gli italiani devono rispettare le norme entrate in vigore il 1° luglio 2017. Il 30 giugno infatti, è scaduto il termine per installare contabilizzatori di calore e valvole termostatiche che controllano la temperatura dell’abitazione e la regolano evitando gli sprechi. Per adeguare gli impianti alla nuova legge è necessario installare tanto le termovalvole sui caloriferi che i contabilizzatori, per una spesa che va da 120 a 200 euro. Anche tale spesa è detraibile del 50%, e permette un risparmio di oltre il 20% sulla bolletta.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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