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Newsletter_28 del 05.12.2017

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Acrilammide: nuovo regolamento UE pubblicato in Gazzetta Ufficiale

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue è stato pubblicato il regolamento (UE) 20 novembre 2017, n. 2158 “che istituisce misure di attenuazione e livelli di riferimento per la riduzione della presenza di acrilammide negli alimenti”. L’acrilammide è una sostanza riconosciuta come genotossica e cancerogena, che si forma prevalentemente negli alimenti ricchi di carboidrati cotti al forno o fritti. Il regolamento non fissa valori limite ma abbassa quelli di riferimento attuali.
Il regolamento, che entrerà in vigore l’11 dicembre e si applicherà dall’11 aprile 2018, interessa tutti gli operatori del settore alimentare che producono e immettono sul mercato i seguenti prodotti:
a) patate fritte tagliate a bastoncino, altri prodotti tagliati fritti e patatine (chips), ottenuti a partire da patate fresche;
b) patatine, snack, cracker e altri prodotti a base di patate ottenuti a partire da pasta di patate;
c) pane;
d) cerali per la prima colazione(escluso il porridge);
e) prodotti da forno fini: biscotti, gallette, fette biscottate, barrette ai cereali, scones, coni, cialde, crumpets e pane con spezie (panpepato), nonché cracker, pane croccanti e sostituti del pane. In questa categoria per «cracker» si intende una galletta secca (prodotto da forno a base di farina di cereali);
f) caffè, caffè torrefatto, caffè (solubile) istantaneo;
g) succedanei del caffè;
h) alimenti per la prima infanzia e alimenti a base di cereali destinati ai lattanti e ai bambini nella prima infanzia, quali definiti nel regolamento (UE) n. 609/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio;
Nel giugno 2015, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha dichiarato l’acrilammide e il metabolita glicidammide genotossiche e cancerogene. Sulla base di questa classificazione, qualsiasi livello di esposizione risulta potenzialmente in grado di danneggiare il DNA e far insorgere il cancro.

Glifosato: una coalizione di organizzazione ambientaliste fa causa all’EFSA

Una coalizione di organizzazioni ambientaliste di Austria, Germania, Italia, Francia e Lisbona (Global 2000, PAN Europe, PAN Germany, PAN Italia e Generations Futures) ha annunciato una azione penale contro l’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi (BfR) e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) perché non hanno fatto una valutazione obiettiva e trasparente dei rischi del glifosato. L’auspicio è che la causa transnazionale possa portare ad ottenere un controllo indipendente e oggettivo sul glifosato da parte di uno o più tribunali. In Italia, la causa intentata da Global 2000 e PAN Italia è depositata presso la Procura della Repubblica di Parma.
La decisione delle associazioni ambientaliste nasce dalla constatazione del fatto che la valutazione dell’Efsa – decisiva per il rinnovo dell’autorizzazione del pesticida per i prossimi 5 anni – si è basata su uno studio, quello del Bfr copiato, in molte sue parti, da un report messo a punto dalla Monsanto, la casa produttrice dell’erbicida più utilizzato al mondo. Si trattava, ovviamente, di un rapporto che non metteva in mostra nessuna criticità circa la sicurezza del glifosato. Una circostanza che ricorre nella stragrande maggioranza degli studi pubblicati dall’industria agrochimica.
Solo il 2% dei 46 studi dell’industria agrochimica – denuncia la coalizione – conclude che l’erbicida contro le infestanti è genotossico. Al contrario, 53 studi indipendenti pubblicati su un totale di 70 dimostrano il contrario.
Con l’autorizzazione al rinnovo, come si è più volte sottolineato, si è rinunciato al principio di precauzione che da sempre ha ispirato la normativa comunitaria. I pesticidi con proprietà cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione non possono essere autorizzate dal regolamento CE sui pesticidi, accusano le organizzazioni ambientaliste, denunciando che il BfR non ha esaminato gli studi pubblicati che tengono conto di queste proprietà del glifosato. Le organizzazioni fanno ora affidamento sul fatto che diversi o almeno uno dei tribunali in cui le accuse penali saranno depositate in una revisione obiettiva giungono alla stessa conclusione.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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