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Newsletter_28 del 07.12.2017

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Luci natalizie e sicurezza.

Durante la scelta delle catene luminose da posizionare sul proprio albero o nella propria abitazione è importante non solo basarsi su sull’aspetto estetico o la convenienza economica, ma considerare anche il fattore sicurezza. Decorazioni di scarsa qualità provocano ogni anno cortocircuiti, folgorazioni e incendi: i sequestri da parte della Guardia di Finanza riguardano principalmente prodotti contraffatti o non rispettosi delle norme stabilite dall’Unione Europea, spesso provenienti da Paesi extraeuropei, in particolare dell’estremo Oriente. Quando si parla di catene luminose, il rischio aumenta esponenzialmente perché queste decorazioni o sono sempre a contatto con superfici altamente infiammabili (come le carte e il muschio dei presepi, la resina degli abeti o gli alberi artificiali), o sono soggette a condizioni climatiche anche estreme.
Quando si parla di catene luminose c’è solo l’imbarazzo della scelta vista la grande varietà offerta dal mercato tra catene, ghirlande, tende, tubi luminosi e sfere illuminate. E se fino a qualche anno fa i requisiti tra cui scegliere riguardavano la forma, il colore, la lunghezza della catena o la dimensione della lucina, da qualche tempo a questa parte è possibile anche scegliere in base alla fonte luminosa: con classica lampadina o a Led. Quest’ultime hanno il vantaggio di durare più a lungo, anche se costano di più. Sono molto resistenti a basse temperature, umidità e vibrazioni, ma la loro luce non sempre è calda come quella emessa dalle fonti tradizionali. Consumano meno, ma se un Led si rompe non è possibile sostituirlo. Non si surriscaldano, dunque sono perfette nel caso in cui vengano utilizzate a contatto con materiale infiammabile, e non contengono sostanze dannose per l’ambiente come il piombo, l’azoto o il mercurio o altri gas nocivi per la salute.

Il richiamo dei prodotti difettosi: rischio per i consumatori e perdite per le aziende

Il rischio legato ai prodotti è oggigiorno uno tra i pericoli più seri e più gravi per le aziende. Basti dire che secondo il recentissimo rapporto redatto da Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS) l’aumento significativo dell’esposizione al ritiro dei prodotti nel corso dell’ultimo decennio ha portato a un potenziale di perdite maggiori e complesse.
Un pedale difettoso che provoca un’accelerazione involontaria dell’auto, la contaminazione da salmonella di arachidi utilizzate da centinaia di produttori americani che porta a una riduzione del 25% delle vendite a livello industriale. Ciascuno di questi incidenti ha provocato importanti richiami di prodotti, con conseguenti perdite per miliardi di dollari. E sulla base dell’analisi dei risarcimenti derivanti dai richiami di prodotti, il settore automobilistico risulta il più colpito, seguito da quello del food and beverage.
“I richiami di prodotti sono aumentati costantemente nell’ultimo decennio – afferma Christof Bentele, head of global crisis management di AGCS – Oggi assistiamo a livelli record di attività di richiamo in termini di dimensioni e di costi”. “Una regolamentazione più stringente e sanzioni più severe – aggiunge – l’aumento delle grandi multinazionali e supply chain globali complesse, la crescente consapevolezza dei consumatori, l’impatto delle pressioni economiche nella ricerca e sviluppo (R&S) e nella produzione e persino la crescita dei social media sono soltanto alcuni tra i fattori che hanno contribuito a questo processo”. I prodotti difettosi rappresentano un grave rischio per la sicurezza dei consumatori, ma non solo. Possono infatti anche causare un notevole danno finanziario alle imprese responsabili.
Secondo l’analisi degli indennizzi del settore assicurativo di AGCS, gli incidenti legati ai prodotti hanno causato negli ultimi cinque anni perdite in risarcimenti assicurativi per oltre 2 miliardi di dollari, rendendo questo tipo di incidente la principale causa di indennizzo da responsabilità civile. Gli indennizzi dovuti al richiamo di prodotti sono un fattore determinante, insieme a quelli per la responsabilità dei prodotti.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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