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Newsletter_28 del 27.10.2017

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L’importanza della colazione: saltarla non conviene

La colazione, il pasto più importante della giornata. Gli adulti di mezza età che al mattino la saltano frequentemente hanno generalmente una concentrazione più alta di placche arteriose di chi invece fa abitualmente colazione sia sostanziosa che leggera.
Le placche sono depositi di calcio e grassi nelle arterie che aumentano i rischi di arteriosclerosi e quindi di infarti e ictus.
Lo ha affermato un nuovo studio condotto da Jose Penalvo, della ‘Tufts University’s Friedman School of Nutrition Science’ di Boston, su un campione di 4.000 spagnoli tra i 40 ed i 54 anni d’età. Il 3% di loro saltava la colazione regolarmente, il 27% la faceva abitualmente in modo sostanzioso – ossia assumeva il 20% delle calorie quotidiane la mattina presto – il 70% faceva di norma una colazione leggera.
I ricercatori hanno osservato le arterie dei partecipanti con le ecografie. Secondo i risultati il 75% di chi saltava la colazione ha mostrato la presenza di placche arteriose, contro il 57% di chi mangiava parecchio ed il 64% di chi mangiava meno.
Secondo Penalvo, non fare colazione la mattina avrebbe un effetto sul metabolismo degli zuccheri, sull’insulina e sull’ormone che regola l’appetito. L’indagine è pubblicata sul “Journal of the American College of Cardiology”.

DECALOGO GISA SULLA RESISTENZA AI FARMACI E SULLA GIUSTA TERAPIA ANTIBIOTICA

Presentato al Ministero della Salute il decalogo per un corretto uso degli antibiotici e il contrasto alla resistenza dei farmaci in Italia. Il documento è stato messo a punto dal GISA (Gruppo italiano per la stewardship antimicrobica) in collaborazione con numerosi specialisti di fama internazionale e si è reso necessario in virtù dei drammatici dati sulle infezioni che colpiscono il nostro paese, in particolar modo quelle ospedaliere. In Italia, infatti, dal 7 al 10 percento dei pazienti ospedalizzati viene colpito ogni anno da infezioni, per un totale di circa 300mila persone. Tra esse perdono la vita in ben 4.500-7.000. Numeri inaccettabili, che piazzano il nostro paese tra i peggiori dell’Unione Europea da questo punto di vista, pur presentando numerose eccellenze mondiali in campo medico. Lo scopo del GISA è quello di sensibilizzare personale sanitario e opinione pubblica su un tema estremamente delicato, per “promuovere la cultura dell’appropriatezza nel trattamento delle infezioni e nel controllo della resistenza antimicrobica”. Ecco i 10 punti.
1.Vaccini negli adulti e ospite compromesso
Nel primo punto redatto dal GISA viene sottolineata l’importanza della copertura vaccinale, che deve essere migliorata soprattutto nei cosiddetti gruppi di rischio e negli over 65. Il riferimento è agli esavalenti e agli pneumococcici, ma anche alla vaccinazione contro il meningococco per i più piccoli. Gli scienziati sottolineano inoltre l’importanza del vaccino contro l’influenza per il personale medico e gli anziani.
2.Profilassi antibiotica nella chirurgia e nell’ospite compromesso
Realizzazione di linee guida di riferimento volte a ottimizzare l’impiego di antibiotici in sala operatoria e la profilassi batterica è fondamentale per limitare l’insorgenza di infezioni.
3.Controllo delle infezioni
Il controllo delle infezioni deve diventare una priorità nell’assistenza sanitaria su tutto il territorio italiano, con il coinvolgimento diretto del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore della Sanità e della comunità scientifica. Fondamentale è l’istituzione di programmi di formazione obbligatori per il personale sanitario e nei corsi universitari, ma anche una campagna di sensibilizzazione per chi amministra le strutture ospedaliere.
4.Controllo dell’impiego degli antibiotici negli animali e negli alimenti
L’abuso degli antibiotici negli allevamenti e per gli animali di affezione, in particolar modo quando si tratta di farmaci critici, rappresenta un serio pericolo per lo sviluppo della resistenza. Il GISA suggerisce di stabilire una riduzione nell’uso di tali medicinali, ma anche nei rischi di dispersione, ad esempio attraverso il letame o i reflui degli allevamenti.
5.Ruolo dei marcatori surrogati
Incentivare l’utilizzo della procalcitonina nelle terapie antibiotiche poiché questa sostanza riduce i giorni di cura sotto antibiotico e genera un minor tasso di resistenza ai farmaci.
6 e 7.Diagnosi delle infezioni batteriche e test di sensibilità (AST)
La produzione di rapporti costanti sulle infezioni che insorgono nei nosocomi può aiutare gli specialisti a sviluppare terapie mirate più efficaci. I tempi delle pratiche di identificazione devono essere ridotti così come quelli dei test di sensibilità.
8.Strategie di gestione degli antibiotici
L’uso del fai-da-te con gli antibiotici è estremamente sconsigliato ed è sempre necessario ascoltare il proprio medico prima di assumere questi farmaci. I medici, quando possibile, dovrebbero tentare di ridurre i tempi del ciclo delle terapie antibiotiche.
9.Il laboratorio farmacologico per l’ottimizzazione degli antibiotici
L’ottimizzazione delle terapie antibiotiche sotto il profilo del dosaggio, della durata e del metodo di somministrazione vanno valutate attentamente anche e soprattutto per i pazienti critici.
10.Programma di gestione antimicrobica
Per raggiungere l’obiettivo nella riduzione delle infezioni e della farmaco-resistenza è fondamentale istituire campagne di sensibilizzazione pubblica a livello politico e governativo, ma anche specifiche per gli amministratori degli ospedali.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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