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Newsletter_30 del 12.12.2017

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I DATI DELL’OSSERVATORIO SUL CREDITO AL DETTAGLIO

L’Osservatorio sul Credito al Dettaglio di Assofin, CRIF e Prometeia ha delineato lo scenario delle erogazioni di credito alle famiglie nei primi nove mesi del 2017, rivelando un quadro nel complesso positivo, seppur con dinamiche diverse tra i flussi dei prestiti al consumo e dei mutui immobiliari.
Segnali contrastanti tra credito al consumo e mutui immobiliari:
Tra gennaio e settembre 2017 sono cresciute del 9,4% le erogazioni di credito al consumo rispetto agli stessi mesi del 2016, anche grazie ai tassi di interesse bassi e al crescente clima di fiducia da parte dei consumatori. Particolarmente bene i prestiti personali (+14.6%) e i finanziamenti finalizzati all’acquisto di autoveicoli e motocicli (+13%).
In calo invece i finanziamenti finalizzati per i settori dell’arredo, elettronica, per gli elettrodomestici gli impianti per la casa ma anche per le spese mediche e la palestra, che segnano un -8.6%.
Per quanto riguarda i mutui immobiliari, l’erogazione di quelli con finalità di acquisto dà ancora segnali di crescita (+9.3%), dato che conferma l’andamento positivo delle compravendite immobiliari. In forte calo invece i mutui di surroga che segnano nei primi nove mesi del 2017 un trend negativo del 33%.
Grazie ai valori dei tassi, ai minimi storici, risultano in forte incremento le erogazioni di mutui a tasso fisso che compongono i due terzi del totale.
Le prospettive per il futuro:
Secondo l’analisi il credito al consumo mostrerà tassi di crescita inferiori a quelli attuali, grazie al miglioramento delle condizioni finanziarie delle famiglie che favorirà quegli investimenti generalmente rinviati durante la crisi.
Nonostante la domanda di mutui, che resterà comunque vivace, tra il 2018 e il 2019, prevede l’Osservatorio, le erogazioni di mutui immobiliari cresceranno, ma a ritmi più lenti a causa della minor richiesta di surroghe e sostituzioni, ormai sempre meno convenienti.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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