Chat with us, powered by LiveChat

Newsletter_4 del 26.04.2017

Newsletter_4 del 26.04.2017

Inviata a 7497 contatti

LA SICUREZZA DEI MEDICINALI

La vita della popolazione, specialmente in Occidente, è accompagnata da farmaci che mirano a migliorare le condizioni di salute. Raramente però ci si chiede chi controlla le “condizioni di salute” dei farmaci e del sistema che li “sorveglia” prima di metterli in commercio. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.
L’Agenzia europea del farmaco (Ema) definisce un “Sistema di Qualità” come “un sistema utilizzato da un’organizzazione per adempiere ai suoi compiti e alle sue responsabilità legali in relazione alla farmacovigilanza“. Serve insomma a monitorare la sicurezza dei medicinali autorizzati rilevandone i cambiamenti nel rapporto rischio-beneficio, prevenendo i danni da reazione avversa, promuovendo l’uso sicuro ed efficace dei medicinali, fornendo informazioni tempestive sulla loro sicurezza e tutelando il paziente e la salute pubblica
Un “sistema di gestione della qualità” è un documento essenziale che descrive la struttura di un’organizzazione e il sistema per l’esecuzione delle sue attività di farmacovigilanza.
I requisiti legali per i sistemi di qualità della farmacovigilanza nell’Unione Europea sono basati sulla Direttiva 2010/84/Ue ed il Regolamento n 1235/2010/Ue. Tutte le autorità competenti e i Marketing Authorisation Holders (titolari di autorizzazioni in commercio Mah) devono possedere un sistema di gestione della qualità necessario ad assicurare la conformità della documentazione con gli standard di qualità come la raccolta, il trasferimento, la gestione e la codifica dei dati nonché la loro valutazione: i dati di origine devono essere tutti registrati interamente e devono essere facilmente reperibili.
Le procedure operative standard (Stardard Operation Procedures) garantiscono invece la responsabilità di tutte le parti coinvolte circa il corretto uso del sistema. Il pharmacovigilance system master file, costituisce l’essenza del sistema di qualità e permette alle case farmaceutiche, alle Agenzie (come l’Ema, Agenzia italiana del farmaco) un continuo monitoraggio del prodotto attraverso l’introduzione di nuovi dati.
Esso contiene la documentazione di tutti gli studi clinici in corso, dei pazienti che vi partecipano e dei prodotti sperimentali in atto.
Il pharmacovigilance system master file permette al Marketing authorisation holders e alle autorità di regolamentazione e di valutare la situazione attraverso la prevenzione del rischio, l’accurata presentazione delle reazioni avverse gravi e non gravi alle autorità competenti entro i termini di legge, le azioni correttive e preventive da prendere, gli studi sulla sicurezza post-marketing e i rapporti periodici di aggiornamento di sicurezza (Periodic Safety Update Reports). La trasparenza e la facilità a leggere i dati, anche da parte dell’opinione pubblica, costituiscono un ulteriore e importante requisito. D’altra parte, è necessaria una continua vigilanza in quanto l’assunzione di un medicinale può rivelarsi “pericolosa”. Capita anche quando i dati vengono fraintesi: spesso infatti vengono pubblicati articoli scientifici su farmaci che causano reazioni avverse inaspettate. In questo modo si influenza negativamente l’operatore sanitario, l’opinione pubblica e il paziente. Ciò causa interruzioni dell’assunzione del farmaco prescritto con serie conseguenze dovute al condizionamento negativo dell’informazione.
All’interno del database mondiale di farmacovigilanza sono raccolti i dati provenienti da l’Organizzazione mondiale della salute, US Food and Drugs Administration, European Medicine Agency, UK Medicine and Healthprodroduct Regulatory Agency, che vengono costantemente monitorati dal personale di farmacovigilanza competente (Qualified Person responsible for PharmacoVigilance). La natura di un buon database di farmacovigilanza quindi non può essere statica, ma deve contribuire alla sicurezza del paziente anche attraverso l’attuazione del piano di gestione del rischio. Valutare e gestire le informazioni di “sicurezza mondiali” in modo tempestivo e semplice, contribuendo alla creazione delle caratteristiche del prodotto e alla costante tutela della salute pubblica, sono elementi inderogabili e fattori chiave per un’accurata attività di vigilanza.

Menopausa: passaggio importante nella vita di una donna di cui si parla troppo poco

La menopausa è uno dei momenti più delicati per le donne e, nonostante questo, il tema non viene trattato adeguatamente. Come ha sottolineato la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, che per fornire risposte a tante domande rimaste inascoltate ha realizzato una guida dedicata alle over 50 che è stata distribuita nei reparti di ginecologia di ospedali, consultori e ambulatori di medici specialisti e di medicina generale di tutto il territorio nazionale. Titolo della pubblicazione: “Menopausa Meno… Male Scopri come Viverla al Meglio”. Obiettivo: allargare la sfera di consapevolezza di un periodo importante dell’esistenza del sesso (per nulla) debole. «Questa fase della vita femminile non deve essere più considerata un tabù o un sinonimo esclusivo di invecchiamento – afferma il professor Paolo Scollo Presidente nazionale della Sigo -. Oggi grazie all’allungamento dell’aspettativa di vita, a poche e semplici regole di prevenzione e alle terapie innovative, è possibile mantenere inalterata la qualità di vita anche dopo la fine del ciclo mestruale. Con questo opuscolo vogliamo fornire un valido supporto e uno strumento di informazione per tutte le donne». «L’obiettivo è far comprendere all’intera società come devono essere affrontati i cambiamenti di questo periodo della vita femminile – aggiunge Scollo -. Le trasformazioni a cui ogni donna deve andar incontro sono molteplici ma possono rappresentare una possibilità di evoluzione e miglioramento. È perciò indispensabile affrontare la menopausa con il giusto approccio». La guida ha visto la collaborazione di società scientifiche come l’Associazione Italiana di Oncologia Medica, la Società Italiana di Endocrinologia e la Fondazione Insieme contro il Cancro.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

Share