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Newsletter_6 del 05.05.2017

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Alcuni consigli su come scegliere gli abiti più sicuri

L’industria tessile è la seconda più inquinante al mondo. Fa uso di oltre 2000 sostanze chimiche, molte delle quali tossiche per l’ambiente e per la salute. I capi d’abbigliamento che indossiamo spesso ne portano le tracce: e le lasciano sulla nostra pelle.
Ecco come difenderci:
• Chiedendo alle aziende che si occupano di moda di eliminare da tutta la filiera produttiva le sostanze tossiche pericolose
• Acquistando abbigliamento dei marchi già impegnati nel processo di eliminazione delle sostanze tossiche
Ecco alcuni consigli da seguire per compare i capi giusti e usarli nel modo corretto.
• Evita l’acquisto di indumenti con stampe plastificate, che possono contenere sostanze nocive più a rischio. Se si tratta di un capo di biancheria, preferisci il cotone, meglio bianco o di colore chiaro. Non acquistare prodotti con inserti in metallo che saranno a diretto contatto con la pelle.
• Lava i capi prima di indossarli per la prima volta. In molti casi questo consente di scaricare buona parte delle sostanze chimiche.
• Tra le certificazioni prediligi Oeko-Tex: gli indumenti che la riportano hanno in genere ottenuto valutazioni buone sulla sicurezza chimica.
• Non acquistare pellicce e capi con inserti in pelliccia: basta toccare per capire se sono vere e scartarli subito.
• Per il lavaggio utilizza il dosaggio minimo di detersivo ed evita l’uso di ammorbidenti.
• Resisti alla tentazione di comprare vestiti nuovi, anche quando sono in saldo, e fai durare il più possibile quelli che hai.
• Se non sono troppo logori, invece di buttarli via, donali o scambiali, anche online.

Materiali pericolosi in edilizia: l’etichettatura

Una volta validate le prove e giunti alla messa in vendita dei prodotti chimici, essi vanno etichettati. I prodotti chimici sono etichettati allo scopo di informarci sui rischi a cui ogni utilizzatore ne è esposto e sui danni a cui può incorrere; oltre i pericoli, le etichette indicano anche le precauzioni da prendere per il loro utilizzo, conservazione e smaltimento e danno indicazioni sulle modalità di intervento in caso di incidente o infortunio causati dal loro utilizzo.
Il Regolamento 1272/2008 CLP (Classification, Labelling and Packaging) dal 1° dicembre 2010 ha abrogato la Direttiva 67/548/CEE, nota come DSD (Direttiva Sostanze Pericolose) e dal 1° giugno 2015 ha abrogato la Direttiva 1999/45/CE, nota come DPD (Direttiva Preparati Pericolosi) per la classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze e delle miscele (ex preparati).
Etichettatura CLP
A partire dal 1° giugno 2017 è divenuta obbligatoria l’etichettatura CLP per le miscele già immesse in commercio, pertanto il 31 maggio 2017 è stato il termine ultimo per lo ‘smaltimento scorte’ di miscele con etichetta DPD.
Il Regolamento CLP, introdotto con lo scopo di coniugare il sistema europeo di classificazione e di etichettatura dei prodotti chimici col sistema mondiale, Global Harmonised System (GHS), ha portato un sistema di marcatura nella sicurezza chimica totalmente nuovo, in questo modo, a livello internazionale, vengono adottate le stesse regole di classificazione, gli stessi pittogrammi e frasi di rischio, così come le stesse soglie di classificazione per i pericoli comuni durante il trasporto e l’utilizzazione dei prodotti chimici in quanto il nuovo regolamento si uniforma inoltre al sistema di etichettatura del trasporto su terra, mare e aria.
I simboli di pericolo
Al posto dei vecchi simboli di pericolo il CLP utilizza infatti i pittogrammi, cioè delle rappresentazioni grafiche a forma di diamante con bordi rossi. A differenza delle normative precedenti, vengono ora utilizzate le classi di rischio che coinvolgono una o più categorie di pericolo e che informano sia sul pericolo che su consigli di prudenza; le Frasi R e S precedentemente utilizzate da DPD/DSD sono state sostituite dalle Frasi H e P.
Come richiesto dal regolamento CLP, nell’etichetta di pericolo devono essere presenti tutte le indicazioni per un uso corretto della sostanza o miscela. Le indicazioni principali richieste sono:
i pittogrammi;
le indicazioni di pericolo (Frasi H);
i consigli di prudenza (Frasi P);
il nome e i riferimenti del responsabile immissione in commercio;
il numero di emergenza da contattare in caso di infortunio da prodotto.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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