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Newsletter_8 del 04.05.2017

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L’utilizzo continuo del cellulare può portare alla Sindrome del “Pollice da Smartphone”

In aumento i casi della sindrome del pollice da smartphone che porta a dolori nella parte inferiore del pollice dovuti al continuo utilizzo del dito su smartphone e dispositivi per text message.
Il fenomeno è oggetto di studio dei ricercatori della Mayo clinic Usa.
Ciò che ipotizzano, come spiega Kristin Zhao, è che l’uso degli smartphone possa portare ad un movimento anormale delle ossa del dito in questione, causando dolore e possibile artrite.
Da qualche anno i ricercatori della Mayo clinic Usa stanno adottando macchinari che documentano i movimenti delle ossa della mano e del pollice in condizioni naturali, comparandoli con ciò che accade quando si presenta la sindrome del pollice da smartphone.
Secondo i ricercatori oltre alla tendinite potrebbero esserci effetti importanti sulle ossa.

Gli Italiani camminano poco: a confermarlo anche lo smartphone

Il mondo cammina poco e l’Italia non fa eccezione.
Lo ha affermato il più grande studio sul tema mai fatto finora, basato sui dati ricavati dagli smartphone di oltre 700mila persone in 111 Paesi. La media mondiale sarebbe di 5mila passi al giorno, in Italia la media è di 5.500 passi. I ricercatori dell’università di Stanford hanno utilizzato i dati raccolti dalla app Azumio Argus, che analizza il numero di passi compiuti calcolati dall’accelerometro presente negli smartphone e trasmette in forma anonima oltre a questo dato anche età, genere, peso e altezza dell’utilizzatore. In totale sono stati processati 68 milioni di giorni di registrazione da chi ha scaricato la app.
Gli italiani, circa 5mila, che hanno partecipato, hanno fatto in media 5.296 passi. I camminatori maggiori sono risultati gli abitanti di Hong Kong, vicini ai 7mila passi, mentre le Filippine sono all’ultimo posto, con poco più di 4mila passi.
“Questo studio è mille volte più grande degli altri sul movimento – afferma Scott Delp, l’autore principale -, e riesce a seguire l’attività delle persone nella loro vita di tutti i giorni in tempo reale, mentre gli altri si basano di solito sull’attività riferita dagli stessi soggetti. Questo apre la strada a nuovi modi di fare scienza su una scala mai toccata prima”.
Dall’analisi è emerso che gli individui nei cinque Paesi dove ci sono persone che camminano molto e altre inattive, hanno il 200% di rischio in più di essere obesi rispetto a quelli con una distribuzione più uniforme.
“Messico e Usa hanno la stessa media di passi compiuti al giorno – affermano gli esperti -, ma negli Stati Uniti c’è una maggiore diversità di livelli di attività, che si riflette anche in una maggiore prevalenza di obesità”.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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