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Per la prima volta, l’energia eolica prodotta costa meno del nucleare

Per la prima volta, l’energia eolica prodotta costa meno del nucleare

Per i sostenitori delle energie rinnovabili non ci sono dubbi: le notizie che giungono dalla Gran Bretagna sono la prova definitiva dell’irreversibilità della rivoluzione che in campo energetico sta mandando in fuorigioco le energie tradizionali. Per la prima volta infatti il prezzo dell’energia prodotta dai prossimi impianti eolici che verranno realizzati al largo delle coste britanniche è inferiore ai costi per la produzione di energia dagli impianti nucleari di prossima costruzione. I dati riguardanti l’eolico offshore sono stati rivelati dal Department for business, energy and industrial strategy britannico dopo un’asta per le sovvenzioni nel quale vince l’aggiudicatario che chiede il tasso più basso. Le ultime gare assegnate in Inghilterra per la costruzione di centrali off shore che riguarda gli impianti che entreranno in funzione nel biennio 2020-21 dimostrano che il costo dell’energia sarà di 74,75 sterline per megawattora, mentre per quelli del biennio 2022-23 si scende ancora: i contratti di fornitura sono stati assegnati a chi ha offerto 57,50 sterline per megawattora. Tutto questo contrapposto a quanto i cittadini inglesi pagheranno per la fornitura di energia dell’impianto nucleare di Hinkley Point, la cui costruzione il governo inglese ha assegnato all’utility francese Edf: in questo caso l’energia verrà ritirata a un prezzo pari a 92,50 sterline. L’ultima gara indetta dal governo per assegnare 3,2 GW di eolico in mare aperto ha infatti raggiunto uno “strike price” (prezzo d’esercizio) di 57,50 sterline per MWh (63,20 €/MWh). I Contratti per Differenze permettono ai produttori di energia di ottenere un valore di remunerazione predefinito. Se il prezzo dell’energia ceduta sul mercato è inferiore allo strike price, il produttore ottiene il pagamento elle differenza; in caso contrario sarà lui a doverla versare all’acquirente energetico.
Protagonista della rivoluzione “verde” è sicuramente la società danese Dong: il prezzo più basso offerto è stato il suo, grazie al progetto Hornsea 2, destinato a diventare il più grande parco eolico off shore del mondo. Sorgerà a 89 chilometri dalla costa dello Yorkshire e avrà una capacità di 1.386 megawatt, sufficienti ad alimentare 1,3 milioni di utenze domestiche per 25 anni. Ha battuto un record che apparteneva sempre alla stessa Dong e sempre al largo delle coste inglesi: si tratta del progetto Hornsea 1.
A ridurre i prezzi dell’eolico offshore sono state una serie di concause: turbine più grandi, migliore rete di distribuzione dell’energia, costi di base più bassi, ma anche la crisidell’industria petrolifera e del gas britannico. Gli ultimi modelli di turbine offshore da 8 megawatt arrivano a circa 200 metri di altezza, ma la Pinchbeck è convinta che nel 2020 le pale eoliche potrebbero arrivare ad essere due volte più grandi.
La lobby del nucleare, invece, si è affrettata a ricordare come l’energia prodotta dal vento sia per sua natura intermittente e le centrali nucleari serviranno per mantenere il sistema in equilibrio. In pratica, per evitare i black out. Tom Greatrex, amministratore delegato della NuclearIndustryAssociation, sembra non voler prendere atto della realtà: «Non importa quanto sia basso il prezzo del vento offshore – ha detto alla BBC – . Secondo i dati dell’anno scorso ha prodotto elettricità solo per il 36% del tempo».
Secondo Michael Grubb, che insegna politica energetica all’University College London ha detto che la riduzione dei costi dell’eolico rappresenta «un enorme passo avanti nella rivoluzione energetica. Ciò dimostra che la più grande risorsa rinnovabile della Gran Bretagna – e la meno politicamente problematica – è disponibile a un costo ragionevole. E’ come per l’industria del petrolio e del gas del Mare del Nord: all’inizio era costosa, poi, quando l’industria si è ampliata, i costi sono diminuiti. Possiamo prevedere che anche i costi dell’eolico offshore scendano ancora di più».
Inoltre, le sovvenzioni pe l’eolico offshore, pagate in bolletta dai contribuenti, dureranno 15 anni, mentre le costose sovvenzioni nucleari per Hinkley C dureranno anni. Questo, aggiunto ai costi di costruzione e gestione infinitamente più bassi (per non parlare dei colossali costi di dismissione delle centrali nucleari) fa dell’eolico offshore un’energia sicuramente più economica del nuovo nucleare.
Del resto, l’energia eolica è sempre più la prima fonte di energia rinnovabile in tutta Europa. Pochi giorni fa è stato battuto un nuovo record: i parchi eolici, sia sulla terraferma che in mezzo al mare, sono arrivati a coprire il 20% della domanda di energia dell’Unione europea.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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