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Privacy e pluralismo informativo

Privacy e pluralismo informativo

Secondo l’indagine sui big data condotta da AGCM, AGCOM e Garante per la protezione dei dati personali, la profilazione dei big data (ovvero la raccolta di informazioni su ogni utente nei più disparati ambiti) può essere effettivamente un ostacolo per un pluralismo informativo del quale la rete dovrebbe essere assoluto portatore.

Come abbiamo già sottolineato qui  ogni volta che si accede alla rete i dati da noi immessi vengono raccolti e analizzati per creare una sorta di “internet su misura” per il cittadino. Questo causa due fenomeni noti come “Bolla di filtraggio” e “Self Confirmation Bias” (in italiano un “pregiudizio di conferma”). Sullo studio di questi problemi si sono scritte pagine e pagine, ne daremo una sommaria rappresentazione: si tratta di un meccanismo circolare, per il quale l’utente con le proprie scelte rivela le informazioni che lo interessano e, a sua volta, la selezione delle informazioni operata dall’algoritmo influenza le scelte dell’utente, ri-proponendo circolarmente contenuti confermativi delle proprie opinioni, credenze o convinzioni.

Meccanismo potenziato dal fatto che l’utente, specialmente sui social network, tende ad avere nel proprio circolo di comunicazione selezionato dal tipo di contenuti, sempre più persone in linea con quei contenuti. Se da un lato può essere utile per il commercio on-line e l’analisi di una fetta specifica di mercato, dall’altra può essere estremamente dannoso sul lato della disinformazione. Isolando ogni possibile argomento di discussione, favorendo una comunicazione indicizzata solo ed esclusivamente sulle preferenze di consumo (o ideologie) dei destinatari, sarà molto più facile ottenerne il consenso, spesso acritico.

Da questo ne risulta una rinnovata importanza al pluralismo informativo per combattere strategie di microtargeting e disinformazione online, sia per quello che riguarda gli equilibri democratici della società sia per quanto riguarda i diritti del consumatore.

Servono quindi misure per la trasparenza nei riguardi del consumatore sulla sua profilatura online: l’utente deve conoscere e scegliere autonomamente il suo grado di esposizione ai contenuti, il suo tipo e sapere se e quando queste informazioni verranno usate.

“Realizzato nell’ambito del programma generale di intervento della regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018”

 

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