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SANITÀ: COSA CAMBIA PER LE VISITE AMBULATORIALI

SANITÀ: COSA CAMBIA PER LE VISITE AMBULATORIALI

Con l’avviarsi della fase 2, le aziende sanitarie stanno gradualmente ripristinando tutte le loro funzioni pre-covid, pur mantenendo un elevato grado di attenzione. Bisogna sottolineare infatti che nonostante i numeri siano in calo in nessun caso bisogna abbassare la guardia e le misure atte ad arrestare la diffusione del virus.

Pur mantenendo le diverse misure di tutela e protezione attive, le aziende sanitarie hanno ripreso, seppur lentamente a svolgere tutte le altre mansioni ed esami che erano stati bloccati dall’avvento della pandemia, iniziando con tutti gli esami e le prestazioni specialistiche.

Per quanto riguarda le prestazioni  specialistiche, intese come visite ed esami, sono rivolte a tutti i cittadini che avevano una visita e/o un esame già prenotati e poi sospesi a causa dell’emergenza. Che verranno contattati man mano dalle USL. Le prestazioni programmate di laboratorio invece sono riprese il 20 maggio.

In merito alle prestazioni di laboratorio sospese nel periodo che va dal 9 marzo al 17 maggio a causa dell’emergenza coronavirus, i cittadini che non hanno potuto effettuare l’esame per la sospensione dell’attività non urgente riceveranno un SMS con le indicazioni per riprogrammare la prestazione, se considerata ancora necessaria, anche dopo aver consultato il proprio Medico di medicina generale. Non è necessaria una nuova ricetta medica.

Ad oggi infatti gli sportelli sanitari per le prenotazioni ( i CUP) non sono ancora aperti al pubblico se non tramite appuntamento (da prendere telefonicamente) e solo per le pratiche di assistenza base. Queste pratiche però  sono possibili anche senza accedere fisicamente: si può presentare e ottenere l’esito online previo invio di una mail.

Le informazioni vengono costantemente aggiornate, quindi consigliamo ai cittadini di controllare sui siti regionale delle proprie AUSL.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018”.

 

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