Chat with us, powered by LiveChat

Singhiozzo: cause, rimedi e pericoli

Singhiozzo: cause, rimedi e pericoli

Il singhiozzo è un disturbo che ha colpito tutti almeno una volta nella vita ed è causato da una contrazione involontaria e ripetuta del diaframma, il muscolo che separa il torace dall’addome e che svolge una funzione fondamentale per la respirazione.
Ogni contrazione è seguita, circa un quarto di secondo dopo, dalla chiusura improvvisa delle corde vocali, che produce il caratteristico suono “hic”, che può ripetersi anche più volte al minuto.
Il nome medico del singhiozzo è flutter diaframmatico sincrono (FDS), o dal termine latino singultus, e in genere è caratterizzato da un ritmo (frequenza) più o meno costante nel tempo; può verificarsi una sola volta occasionalmente, oppure per un certo periodo può comparire più volte.
Molte persone giurano di conoscere rimedi efficaci, che vanno dal mettersi un sacchetto di carta sulla bocca e respirare, a mangiare un cucchiaino di zucchero o molte altre tecniche più o meno fantasiose, ma la verità è che in genere il fenomeno va incontro a risoluzione spontanea dopo pochi minuti.
La causa è in genere banale, magari un pasto più abbondante del solito o un consumo eccessivo di alcool, ma in alcuni rari casi può persistere e ripetersi così frequentemente da diventare suggestivo di patologia, per esempio scompensi epatici o renali.

Cause
Il singhiozzo è un fenomeno estremamente comune che può colpire chiunque a qualsiasi età, neonati compresi.
Tra i fattori scatenanti più frequenti del singhiozzo ricordiamo:
• pasti troppo abbondanti,
• pasti consumati troppo velocemente,
• consumo di cibo piccante,
• consumo bevande gassate,
• gonfiore di stomaco,
• abuso di alcolici,
• fumo,
• bruschi sbalzi di temperatura,
• tosse,
• risate,
• eccessiva ingestione di aria (per esempio masticando gomme),
• forti emozioni (stress, paura, ansia, eccitazione, gioia, …).
Ricordiamo infine che diversi farmaci possono causare singhiozzo, come ad esempio:
• oppiacei,
• barbiturici,
• cortisone,
• tranquillanti e sonniferi (benzodiazepine),
• chemioterapia, …

Sintomi
Il rumore tipico del singhiozzo, di solito preceduto da una leggera contrazione del petto, dell’addome o della gola, è il sintomo caratteristico del disturbo; si presenta in genere in modo improvviso, interrompendo il processo di respirazione o anche mentre si parla.
Raramente può diventare causa di leggero dolore/fastidio a
• gola,
• torace,
• addome.
Il numero di singhiozzi al minuto può variare tra quattro e 60, ma in genere la durata del singolo episodio è limitata al massimo a pochi minuti.
Quando chiamare il medico
In genere tutte le fonti concordano sul limite delle 48 ore come spartiacque tra un normale singhiozzo e una forma che potrebbe essere qualcosa di più serio.
Pericoli
Di per sé il singhiozzo non è pericoloso, ma se persistente alla lunga può diventare debilitante perchè in grado di interferire con il riposo, l’alimentazione, la respirazione, …
Può inoltre essere fonte di imbarazzo sociale o, in caso di recente intervento chirurgico addominale, può creare problemi nella cicatrizzazione della ferita.
Diagnosi
Nel caso in cui la causa del singhiozzo non fosse ovvia (per esempio in caso di pregressi di reflusso gastroesofageo o altri problemi di stomaco), il medico procederà a un’accurata anamnesi, che consiste nella raccolta di informazioni relative a:
• altri sintomi,
• stato di salute,
• farmaci in uso,
• storia clinica,
• fattori di rischio, …
A seguire il paziente verrà visitato e potrebbero venire prescritti esami strumentali e di laboratorio per chiarire la causa del disturbo, tra cui per esempio:
• esami del sangue,
• esami di imaging (radiografia, risonanza magnetica, …),
• elettrocardiogramma,
• gastroscopia,
• …
in base a quanto emerso dalla visita.

Rimedi fai da te
Fra i rimedi da automedicazione che spesso vengono consigliati troviamo:
• bere acqua ghiacciata,
• trattenere il respiro,
• mordere un limone,
• mangiare pane secco,
• starnutire,
• mangiare un cucchiaino di zucchero,
• assaggiare piccole quantità di aceto,
• respirare in un sacchetto di carta appoggiandolo alla bocca (NON infilandolo dalla testa),
• appoggiare le ginocchia al petto,
• farsi spaventare,
• appoggiarsi in avanti per comprimere il petto.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

Share