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Stoviglie monouso, da conoscere e utilizzare con consapevolezza

Stoviglie monouso, da conoscere e utilizzare con consapevolezza

Si parla spesso del consumo di plastica, con la messa al bando delle posate e piatti usa&getta (così come le cannucce), la società e molte aziende sono dovute correre ai ripari. Esistono però delle alternative.

Una delle più note e gettonate è la carta: piatti, posate, bicchieri e cannucce possono essere creati con la carta, ma attenzione, non tutta la carta è uguale e dovremo leggere sulla confezione se il prodotto che abbiamo fra le mani va lavato e buttato nella carta, oppure gettato direttamente nei rifiuti organici (se presenta la scritta “100% biodegradabile e compostabile); attenzione anche nell’utilizzare i bicchieri di carta, spesso hanno una temperatura massima sostenibile e non sono adatti a bevande troppo calde.

Non dimentichiamoci inoltre della Bioplastica: si tratta del PLA, che deriva dall’acido polilattico, in grado di creare un materiale plastico partendo da materiali come il mais o la canna da zucchero. Le stoviglie in PLA assomigliano alla plastica per resistenza e trasparenza, ma anche per loro dovremo verificare su etichette o confezioni che il prodotto sia biodegradabile e compostabile. In questo caso si potrà smaltire negli appositi contenitori. Attenzione a non commettere l’errore di conferirlo nella plastica! Anche in questo caso il produttore dovrebbe fornire indicazioni sulle temperature massime che sopportano. Attenzione anche a non lasciare questi materiali sotto la luce diretta o vicino a fonti di calore intenso.

Per quanto riguarda gli elementi vegetali ce ne sono di varie tipologie e spesso sono ottimi prodotti, va sottolineato però che per essere a norma e definirsi “compostabili”, quindi riciclabili nell’ambiente, le stoviglie usa&getta (anche quelle create con fibre vegetali e cellulosa) devono rispettare lo standard europeo EN13432.

Questo Standard impone:

  • degradarsi almeno del 90% in 6 mesi se sottoposto a un ambiente ricco di anidride carbonica;
  • a contatto con materiali organici per un periodo di 3 mesi, la massa del materiale deve essere costituita almeno per il 90% da frammenti di dimensioni inferiori a 2 mm;
  • il materiale non deve avere effetti negativi sul processo di compostaggio;
  • bassa concentrazione dei metalli pesanti additivati al materiale;
  • valori di pH, contenuto salino, concentrazione di solidi volatili, azoto, fosforo, magnesio e potassio entro i limiti stabiliti.

 

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