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SVILUPPO SOSTENIBILE TRA LE PRIORITA’ DELL’AGENDA ONU 2030

SVILUPPO SOSTENIBILE TRA LE PRIORITA’ DELL’AGENDA ONU 2030

Entro il 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 9,5 miliardi di persone, delle quali il 70% vivrà in aree urbane ad alto consumo di risorse. Crescita non coincide con ricchezza, visto che ancora oggi 1,2 miliardi di persone vivono in condizioni di estrema indigenza. Per rispondere a queste sfide rispettando i parametri di capacità del sistema Terra, è fondamentale adottare modelli sostenibili di consumo e di produzione. Alla base dello sviluppo futuro si pone l’uso efficiente delle risorse.

Ogni cosa prodotta e consumata ha impatto, positivo o negativo, sull’economia, sull’ambiente, e sullo sviluppo sociale. Realizzare modelli di consumo e produzione sostenibili garantisce efficienza e incrementi di produttività, assicurando che le attività intraprese rimangano entro i limiti del nostro pianeta, rispettando quindi i diritti delle generazioni future.

Nel settembre 2015 più di 150 leader internazionali si sono incontrati alle Nazioni Unite per contribuire allo sviluppo globale, promuovere il benessere umano e proteggere l’ambiente. La comunità degli Stati ha approvato l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, i cui elementi essenziali sono i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs, Sustainable Development Goals) e i 169 sotto-obiettivi, i quali mirano a risultati ambiziosi, tra cui porre fine alla povertà, lottare contro l’ineguaglianza, contribuire allo sviluppo sociale ed economico. Tra gli aspetti di fondamentale importanza un ruolo di primo piano è occupato dal consumo sostenibile (obiettivo 12) che si propone, tra gli altri, di affrontare i cambiamenti climatici e costruire società pacifiche entro l’anno 2030. Un ruolo da protagonista attivo è riconosciuto al cittadino che deve, però, poter disporre di maggiori informazioni per adattare il proprio stile di vita al rispetto dell’ambiente e dell’equilibrio socio-economico internazionale; nell’agenda viene sottolineata, infatti, l’importanza di informare ed educare i consumatori su sviluppo e stili di vita sostenibili (obiettivo 12.8).

Perché stilare addirittura un’agenda globale dello sviluppo sostenibile? Basta qualche dato per comprenderlo. Ogni anno, quasi un terzo del cibo prodotto, corrispondente a 1,3 miliardi di tonnellate, per un valore pari a circa mille miliardi di dollari, finisce nella spazzatura dei consumatori e dei commercianti, oppure va a male a causa di sistemi di trasporti o pratiche agricole inadeguati; se la popolazione mondiale utilizzasse lampadine a risparmio energetico, si risparmierebbero 120 miliardi di dollari all’anno; se la popolazione mondiale raggiungesse 9,6 miliardi all’anno entro il 2050, servirebbero tre pianeti per soddisfare la domanda di risorse naturali necessarie a sostenere gli stili di vita attuali.

Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dovranno essere realizzati entro il 2030 a livello globale da tutti i Paesi membri dell’ONU. Ciò significa che ogni Paese del pianeta è chiamato a fornire il suo contributo per affrontare in comune queste grandi sfide. Il volume dei rifiuti dovrà essere notevolmente ridotto, tra le altre cose grazie al recupero. Lo spreco di derrate alimentari dovrà essere dimezzato. Le imprese dovranno essere spronate a una gestione aziendale sostenibile. Inoltre, anche gli acquisti pubblici dovranno rifarsi ai criteri di sostenibilità.

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