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TRUFFE AGLI ANZIANI: CONSIGLI UTILI PER PREVENIRLE

TRUFFE AGLI ANZIANI: CONSIGLI UTILI PER PREVENIRLE

Questo è il punto, le truffe agli anziani si basano su un punto difficile da risolvere: tendono a colpire le persone più deboli, quelle che non riescono a difendersi e a risolvere le soluzioni che a un cinquantenne possono sembrare banali.
Ma soprattutto i malintenzionati che prendono di mira gli anziani puntano sulla solitudine. In qualche caso studiano proprio le abitudini della potenziale vittima e la contattano quando non ha parenti o amici in casa. E chi vive in città, in palazzine di periferia o in appartamenti metropolitani, è sempre a rischio. Ecco perché oggi dobbiamo affrontare questo punto così importante.
Dobbiamo capire come difendersi dalle truffe agli anziani in casa o al telefono. Questo accade a Milano, a Roma, a Bologna e a Firenze. Anche a Napoli e a Palermo. Tutt’Italia è a rischio, ma quali sono le truffe agli anziani più comuni? E come sventarle? Ecco qualche consiglio che può fare la differenza.
Il primo modo per evitare i raggiri agli anziani: conoscere le situazioni tipiche. Vero, i malviventi hanno sempre nuove idee però è giusto ricordare i grandi classici della truffa. Ad esempio quella del controllo contatore della luce senza preavviso, o delle banconote da parte di una fantomatica agenzia appena incassata la pensione alla posta. Senza dimenticare la truffa del pacco.
Qualcuno si presenta a casa con bene da consegnare, e per farlo c’è bisogno di una somma di denaro. La stessa somma che è al centro delle richieste di chi entra in casa come notaio per siglare un trasferimento di eredità che arriva all’improvviso. In ogni caso questi stratagemmi possono essere riconosciuti e sventati. In che modo? Ecco la guida per evitare truffe agli anziani.
Il passo che ti permette di rimanere al sicuro: non aprire la porta. Qualcuno bussa e dice di avere un pacco chiesto da nipoti o figli? Chiama la persona interessata prima di spalancare la porta a persone che non conosci. Vogliono controllare il contatore della luce ma non hai ricevuto comunicazione? Idem, non aprire. E se la situazione diventa difficile chiama i Carabinieri.
Attenzione ai funzionari, agli operai e ai prelievi
Quante volte sono arrivati a casa millantando tesserini dell’Enel e della Telecom? O magari dell’Asl? In realtà erano falsi operai di ditte inesistenti che non hanno alcun legame con il tuo operatore. E che magari cercano solo un momento di distrazione per trafugare preziosi e soldi dalle credenze. Attenzione soprattutto a quelli che lavorano in coppia e usano delle scuse per allontanarsi.
Ricorda: acqua, luce e gas non arrivano mai senza preavviso telefonico o via posta. Stesso discorso riguarda le forze dell’ordine: Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza operano in coppia e in divisa, non ti fidare se non mostrano il tesserino riconoscibile.
La condizione più delicata: quella in cui ti ritrovi con i soldi in tasca. E devi affrontare la strada, il ritorno a casa. Attenzione fuori dalla posta, il momento in cui gli avvoltoi sanno che le persone anziane escono dagli uffici con le monete nel portafoglio. E si fingono impiegati della posta che devono controllare soldi falsi dati per sbaglio. Non è possibile, è una truffa da sventare.
Discorso simile riguarda sedicenti poliziotti in borghese che vogliono controllare le monete in casa o dopo il prelievo al bancomat per scovare eventuali numeri di matricola con problemi. Peggio ancora quelli che cercano di vendere anelli e preziosi in strada o porta a porta fingendo emergenze: non aprire la porta, non stai perdendo alcun affare. Anzi, stai evitando un problema grosso.
Esiste un’assicurazione sulle truffe?
Esistono dei prodotti interessanti su questo piano. Sto parlando di assicurazioni che consentono di tutelarsi da truffe tra le mura domestiche, rapine, scippi ed eventi spiacevoli che caratterizzano la terza età. In diversi casi sono previsti indennizzi in caso di frattura o lussazione, senza dimenticare il risarcimento extra nel caso in cui lo scippo avviene il giorno della pensione.
Ci sono servizi che possono garantire anche dei servizi aggiuntivi, che vanno oltre la semplice assicurazione sugli infortuni e le truffe. Qualche esempio? Invio spesa a domicilio, prenotazione viaggi e medico specialista, chef a domicilio, invio auto con conducente. Insomma, ci sono soluzioni che puoi risolvere con semplicità. E senza rischiare incontri sfortunati.
Non firmare ciò che non ti convince e attento alle telefonate che chiedono rimborsi
Punto essenziale: dopo la firma non si torna indietro. Non sempre i truffatori sono veri e propri delinquenti, spesso il raggiro corre sulla linea della legalità. E cercano di proporti contratti con metodi poco limpidi. Chiedi materiale informativo da proporre ai parenti o a qualcuno che ne capisce, se questo non è possibile e impongono firme rifiuta e chiudi la porta.
Se il tentativo di far firmare il documento viene appoggiato dalla verifica via telefono non accettate suggerimenti. Chiamare un numero fornito in queste situazioni può voler dire avere un complice dall’altro lato. Quindi non c’è altro da aggiungere: è truffa.
Non sono solo quelle che si consumano in casa, anche le truffe telefoniche possono diventare pericolose. Di solito i malfattori si camuffano e si presentano come autorità, enti o familiari. Che, guarda caso, hanno bisogno di soldi in forma di prestito o di rimborsi. Le istituzioni non operano in questo modo e per i parenti in cerca di denaro puoi sempre fare una verifica. In ogni caso se c’è la promessa di mandare un amico o un addetto a riscuotere aggancia il telefono: si tratta di una truffa, molto probabilmente.
Meglio perdere un po’ di tempo e poi scusarti per il malinteso che sorvolare e ritrovarti con una pensione in meno. O magari con qualcosa di più importante che manca dal cofanetto in camera da letto. Chiedere spiegazioni e riconoscimenti non è mai sbagliato, chi agisce in mala fede tende a sorvolare e a essere poco disponibile. Vuole concludere, far firmare senza spiegazioni.
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“Realizzato nell’ambito del Programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2015”

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